SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Sudan, sospesi colloqui di pace con gruppi armati dopo morte ministro Difesa
 
 
Khartum, 26 mar 15:00 - (Agenzia Nova) - I colloqui di pace in corso a Giuba fra la delegazione del governo del Sudan ed i rappresentanti del Fronte rivoluzionario sudanese (Srf) sono stati sospesi per una settimana dopo la morte del ministro della Difesa sudanese, Jamal Omar, che guidava la squadra di Khartum. Lo ha confermato il leader dell'Srf, Hadi Idris, in una nota trasmessa al quotidiano "Sudan Tribune". "I colloqui sono stati rinviati di una settimana per consentire la sepoltura del ministro", ha detto Idris. In seguito al decesso di Omar, avvenuto secondo il portavoce delle Forze armate sudanesi Amer Muhammad al Hassan per infarto, il ministro della Difesa del Sud Sudan Angelina Teny, i membri della delegazione sudanese e quelli delle delegazioni negoziali dell'Srf hanno accompagnato la bara all'aeroporto di Giuba, dove un aereo speciale lo ha trasportato a Khartum. La morte del generale Omar avviene nel quadro dei colloqui di pace diretti che il governo di transizione sudanese guidato dal primo ministro Abdallah Hamdok e i gruppi armati dell'Srf si sono impegnati a condurre nelle regioni del Darfur, del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro, e mette a rischio la firma di un accordo di pace globale entro il 9 aprile, come concordato dalle parti. Il 20 ottobre, alla presenza di una delegazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il governo del Sudan e l'Srf promettevano infatti di impegnarsi per la firma di un ulteriore accordo che rinnovi la cessazione delle ostilità a fini umanitari per consentire l’assistenza umanitaria “all'interno e all'esterno delle aree colpite dal conflitto”. In base all’accordo raggiunto a fine ottobre, le parti sono tenute inoltre a negoziare tutte le questioni relative alla crisi sudanese, comprese le aree di conflitto armato, le questioni nazionali e le questioni regionali, e a rivedere le precedenti decisioni sulle dighe e sul territorio dello stato settentrionale, facendo riferimento alla disputa sulla diga di Kajabar (l'Srf include al suo interno un gruppo ribelle che da tempo difende i diritti dei civili colpiti dalla costruzione della diga). Parallelamente, il governo si è impegnato a portare avanti un processo di pace separato con il Movimento di liberazione del popolo del Sudan (Splm-N) guidato da Abdel Aziz al Hilu, che non fa parte della Srf e chiede il diritto all'autodeterminazione se il governo non abrogherà le leggi islamiche e non garantirà un'equa rappresentanza alle minoranze sudanesi nelle istituzioni statali. (Res)
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