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Coronavirus: G20, da Messico no a chiusura frontiere e controllo su vendite farmaci

Città del Messico, 26 mar 19:19 - (Agenzia Nova) - Non chiudere le frontiere, vigilare sul commercio internazionale dei farmaci e non speculare sui prezzi del petrolio. Sono le principali istanze rappresentate dal presidente del Messico, Andres Manuel Lopez Obrador, al vertice che i paesi del G20 hanno svolto oggi in videoconferenza per affrontare la pandemia del nuovo coronavirus. Sul fronte "della cooperazione internazionale", ha detto il presidente Andres Manuel Lopez Obrador riportando il suo intervento nel corso della tradizionale conferenza stampa quotidiana, "ho segnalato che le Nazioni Unite devono controllare tutto ciò che è collegato al commercio dei medicinali", per contrastare la "scarsità" e l'accaparramento portato avanti da chi ha più possibilità economiche". Il capo dello stato ha quindi riferito di aver invitato "le grandi potenze" e le "egemonie" a collaborare nel dare vita "a una specie di tregua. Che non ci siano chiusure di frontiere con dazi unilaterali, che non prevalgano monopoli commerciali, che non si usi il petrolio per danneggiare l'economa delle popolazioni e di chiudere la strada alla speculazione finanziaria, stabilizzando l'economia mondiale".

Il presidente ha anche invitato i governi a proteggere "l'economia informale" e mettere la famiglia al centro dell'azione sociale di contrasto all'emergenza. "Ho detto che nel processo di recupero economico si deve dare attenzione speciale alle micro imprese familiari e a tutti quelli che lavorano nella cosiddetta economia informale, quelli che si arrangiano come possono", ha detto "Amlo" avvertendo delle gravi conseguenze cui sono esposti in tempi in cui l'economia risulta paralizzata. In Messico come in altri paesi, ha aggiunto il capo dello stato, "la famiglia è l'istituzione di sicurezza sociale più importante", attraverso la quale "si accudiscono gli adulti" e tutte le persone esposte alle varie patologie considerate a rischio.

Nella dichiarazione congiunta emessa al termine del vertice virtuale, i leader del G20, hanno confermato la volontà di immettere cinque mila miliardi di dollari complessivi nell’economia globale per rimediare alle conseguenze negative legate alla pandemia. “Il provvedimento rientra nelle misure economiche, finanziarie e di garanzia che dovranno essere prese per contrastare gli effetti negativi della pandemia”, si legge nella dichiarazione avvertendo che l'incarico di compilare il piano economico di risposta globale è stato affidato a ministri delle Finanze e presidenti delle Banche centrali del formato.

Sul piano sanitario saranno i venti ministri della Salute a elaborare la strategia di contrasto alla diffusione del virus, con uno strumento da far approvare all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). “In questa fase di emergenza è fondamentale garantire una comunicazione adeguata e responsabile con i cittadini: abbiamo incaricato i nostri ministri della Sanità di riunirsi nel prossimo futuro, per condividere la propria esperienza ed elaborare un pacchetto di misure congiunte per combattere la pandemia”, si legge nel documento, in cui viene ribadita la necessità di “condividere tutte le informazioni che possano facilitare la ricerca e lo sviluppo di medicinali per il trattamento della Covid-19”. Vi rientreranno i dati clinici ed epidemiologici, le pubblicazioni funzionali alla ricerca e informazioni strategiche per lo sviluppo dei sistemi sanitari.

Particolare attenzione dovrà essere data ai paesi emergenti e in via di sviluppo. “Lavoreremo a stretto contatto con organizzazioni come il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale in modo che venga garantire la stabilità finanziaria globale, coinvolgendo anche gli attori e le istituzioni regionali: bisogna promuovere un coordinamento più approfondito anche con il settore privato, e sostenere le economie emergenti e in via di sviluppo contro gli effetti negativi della pandemia”, si legge nel documento. "Fondamentale" ai fini "della resistenza del sistema globale" viene inoltre definita “la sicurezza sanitaria del continente africano", con un impegno a intensificare "la nostra assistenza tecnica nei confronti di quei paesi". Servirà inoltre un maggiore coordinamento tra le rispettive autorità per favorire il rimpatrio delle persone nei loro paesi di origine, osservano i leader. “Abbiamo incaricato le autorità competenti di coordinarsi in maniera più incisiva nel contrasto alla pandemia: in particolare, è necessario collaborare per favorire il ritorno in patria delle persone”, si legge nel documento. (Mec)
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