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Coronavirus: Corea del Sud, 104 nuovi casi di infezione, tasso guarigione al 45 per cento

Seul, 26 mar 05:41 - (Agenzia Nova) - Le autorità sanitarie sudcoreane hanno confermato 104 nuovi casi di contagio causati dal nuovo ceppo di coronavirus nell’arco delle ultime 24 ore, che portano il bilancio complessivo dei soggetti infetti nel paese a 9.241, secondo i dati forniti dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie sudcoreani. Ad oggi, 4.144 persone che hanno contratto il coronavirus nel paese sono guarite, pari al 44,8 per cento del totale degli infetti. 30 dei nuovi casi sono “importati”, ovvero di soggetti trovati positivi al virus al loro arrivo negli aeroporti del paese: il governo sudcoreano si appresta a introdurre misure di quarantena più rigide per i viaggiatori e i cittadini in arrivo dagli Stati Uniti. Le nuove misure di controllo e quarantena saranno operative da venerdì. La città di Daegu, epicentro del contagio, concentra il 71,5 per cento dei casi nazionali complessivi. Il bilancio dei deceduti nel paese è aumentato a 120 persone. Il governo sudcoreano ha decretato misure di quarantena speciali per tutti gli individui in arrivo dall’estero a partire da oggi.

Il governo sudcoreano intende rafforzare le misure di quarantena per i soggetti che operano in spazi di lavoro ristretti o affollati e presso le strutture pubbliche, per prevenire la moltiplicazione dei focolai di infezione in corso nelle grandi città del paese. La decisione è giunta a seguito di ben 102 casi di infezione confermati tra i dipendenti di un call center a Seul. Mercoledì il governo sudcoreano è tornato a sollecitare le aziende del paese a ricorrere al telelavoro e a scaglionare gli orari di entrata e uscita dal posto di lavoro, per ridurre l’affollamento dei mezzi di trasporto pubblici. Kim Woo-joo, professore di epidemiologia presso l’Ospedale Guro della Korea University, ha avvertito che a Seul sono già stati confermati diversi casi di infezione di cui non è possibile individuare l’origine. Il primo ministro sudcoreano, Chung Sye-kyun, ha tenuto una conferenza stampa nella giornata di oggi, mettendo in guardia i cittadini dal rischio di una “super-trasmissione” del nuovo coronavirus a Seul e nell’area metropolitana circostante, dove vivono 2,5 milioni di persone.

Le autorità della Corea del Sud hanno istituito una nuova “zona di attenzione speciale” attorno a Gyeongsan, una città di 275mila abitanti 250 chilometri a sud-est di Seul, tra le maggiormente colpite nel paese dall’epidemia del nuovo ceppo di coronavirus. L’annuncio segue la conferma di due nuovi casi di contagio tra i militari statunitensi di stanza nel paese. Seul ha promesso un maggiore stanziamento di risorse economiche e sanitarie per Gyeongsan, ed ha emesso al contempo un avviso di viaggio per le persone intenzionate a visitare la città. Nei giorni scorsi Gyeongsan ha registrato un’impennata dei nuovi casi di contagio, ed è al momento la seconda città del paese maggiormente colpita dall’epidemia dopo Daegu, dove è concentrato il 75 per cento dei casi sinora confermati. Oggi il governo sudcoreano ha annunciato l’invio di decine di infermieri militari nell’epicentro nazionale dell’epidemia.

Molti casi di infezione sono riconducibili a membri della Chiesa di Gesù Shincheonji, una setta religiosa che conta circa 200mila seguaci e 74 chiese nel paese. Questa settimana un primo militare statunitense di stanza in Corea del Sud è risultato positivo al coronavirus. La scorsa settimana il numero dei contagi da coronavirus in Corea del Sud è quintuplicato in soli tre giorni. Il governo ha decretato Daegu e l’area circostante “zona a gestione speciale per le malattie infettive”. Il viceministro della Salute sudcoreano, Kim Kang-lip, ha dichiarato che il governo sta adattando le procedure di quarantena e prevenzione per far fronte al nuovo scenario di emergenza. Il ministero ha inviato altri 24 medici a Daegu, e aumentato i siti cittadini per il rilevamento del virus a 22.

Il governo della Corea del Sud ha presentato il 4 marzo una proposta di bilancio addizionale da 11.700 miliardi di won (circa 9,9 miliardi di dollari) da destinare al contenimento delle ricadute economiche del nuovo ceppo di coronavirus. Il provvedimento, approvato dal governo questa mattina, verrà discusso dall’Assemblea nazionale domani, e verrà poi immediatamente attuato. I contenuti del disegno di legge sono stati illustrati dal ministro delle Finanze Jong Nam-ki, nel corso di un consiglio dei ministri che si è svolto in teleconferenza, dal momento che il primo ministro, Chung Sye-kyun, si trova nella città di Daegu, epicentro dell’epidemia nel paese. L’entità della manovra è analoga a quella effettuata da Seul nel 2015, in risposta alla Sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers), anche se il nuovo provvedimento è maggiormente incentrato sulla spesa.

Il governatore della Banca di Corea, Lee Ju-yeol, ha avvertito oggi che le ottimistiche previsioni di ripresa dell’economia formulate dalla banca per l’inizio del 2020 non sono più valide alla luce della gravissima crisi sanitaria causata dal nuovo ceppo di coronavirus nel paese, e che anzi, l’economia sudcoreana potrebbe subire una contrazione nel primo trimestre per effetto delle ricadute dell’epidemia. La banca centrale sudcoreana ha però sorpreso i mercati mantenendo invariato il tasso chiave all’1,25 per cento: un eventuale taglio dei tassi, ha dichiarato Lee, potrà giungere solamente quanto sarà possibile valutare in maniera attendibile l’impatto del virus.

“Scorgo la possibilità di una crescita negativa, dal momento che la maggior parte dei danni (causati dal virus) verranno assorbiti nel primo trimestre”. Ha dichiarato Lee nel corso di una conferenza stampa effettuata in streaming tramite YouTube, per evitare rischi di contagio. “I consumi sono stati compressi. Le industrie del turismo e della ristorazione sono state colpite direttamente” dalla crisi, ha sottolineato il governatore della banca centrale.

Il governo della Corea del Sud sta adottando misure sempre più drastiche in risposta al rapido aumento dei casi di infezione da coronavirus nel paese. L’amministrazione del presidente Moon Jae-in ha sancito la chiusura del parlamento nazionale e delle corti giudiziarie, nel tentativo di frenare la propagazione dell’epidemia e di prevenire disordini sociali. La decisione d posticipare la prossima sessione parlamentare segue la notizia del contatto tra un parlamentare e un soggetto contagiato dal coronavirus durante un evento parlamentare, lo scorso 19 febbraio. (Git)
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