THAILANDIA
 
Thailandia: coronavirus, premier Prayuth dichiara stato di emergenza
 
 
Bangkok, 25 mar 11:54 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro della Thailandia, Prayuth Chan-ocha, ha proclamato oggi lo stato di emergenza, in risposta al rapido aumento dei casi di contagio da coronavirus sul territorio nazionale. Lo stato di emergenza, proclamato con effetto immediato, rimarrà in vigore nel paese almeno sino al 30 aprile. Ai thailandesi è vietato viaggiare per terra, mare e aria, anche se alcune eccezioni sono state previste per il trasporto delle merci, le missioni diplomatiche e i cittadini stranieri con permessi di lavoro; faranno eccezione anche i cittadini thailandesi con permessi rilasciati da ambasciate e appositi certificati medici, oltre ai viaggi approvati direttamente dal primo ministro.

Le autorità sanitarie della Thailandia hanno confermato ieri 107 nuovi casi di infezione da coronavirus nell’arco delle ultime 24 ore, che portano il bilancio complessivo degli infetti in quel paese a 934. La maggior parte dei casi di infezione è concentrata nella capitale Bangkok. Al momento si conta in Thailandia una sola vittima accertata del coronavirus. La Thoracic Society of Thailand prevede che nel peggiore dei casi il nuovo coronavirus causerà 200mila contagi in Thailandia, e circa 540 vittime nell’arco di un anno, tra il prossimo mese e marzo 2021. Il ministero della Salute ha anche confermato due nuove vittime causate dal virus, che portano il bilancio provvisorio dei decessi in Thailandia a quattro.

Il governo thailandese ha tenuto un consiglio dei ministri straordinario il 17 marzo. L’esecutivo ha varato una serie di disposizioni straordinarie, incluso il rinvio della principale festività nazionale – il Songkran – e la chiusura delle scuole per un periodo di due settimane. Il rinvio della festività, che si celebra nel mese di aprile, dovrebbe scongiurare l’usuale esodo di milioni di cittadini thailandesi da Bangkok e da altre città nelle aree rurali del paese. La chiusura delle istituzioni scolastiche interesserà anche le università; interesserà dapprima Bangkok, e successivamente le province circostanti. I ristoranti del paese dovranno condurre una serie di procedure di sanitizzazione obbligatorie. La chiusura di luoghi di ritrovo come bar, locali per il karaoke, cinema, palestre e stadi per la boxe è stata demandata per il momento alle valutazioni dei singoli governatori di provincia.

Un tweet postato il 12 marzo su un account che fa riferimento al ministro della salute thailandese, Anutin Charnvirakul, suggeriva che gli “sporchi” turisti occidentali costituissero un rischio maggiore di contagio da coronavirus rispetto ai viaggiatori asiatici. “Al momento in Europa è inverno, perciò quelle persone stanno fuggendo dal freddo in Thailandia. Molti sono sporchi e non fanno mai la doccia. Come ospiti dobbiamo prestare attenzione”, recitava il tweet successivamente rimosso, ma rilanciato dal sito d’informazione in lingua inglese Khaosod English, “Oggi sono a Chiang Mai. Non ci sono praticamente più turisti cinesi, solo ‘farangs’ (occidentali). Oltre il 90 per cento dei thailandesi indossa maschere, ma non un singolo ‘farang’ ne ha una. E’ per questo motivo che hanno così tante infezioni nei loto paesi. Dobbiamo prestare più attenzione agli occidentali che agli asiatici”, recita un secondo tweet del medesimo account. Il ministro, che a febbraio era stato già accusato di razzismo per aver suggerito che i bianchi che non indossano mascherine siano espulsi dal paese, ha negato che i tweet, oggetto di polemiche, siano stati scritti da lui.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha sollecitato i paesi del Sud-est asiatico ad adottare “misure aggressive” per combattere la propagazione del nuovo coronavirus. L’esortazione giunge mentre nella regione continuano ad aumentare i casi di contagio, che hanno già innescato in diversi paesi chiusure di scuole ed esercizi commerciali e restrizioni agli spostamenti. Il dottor Poonam Khetrapal Singh, direttore regionale dell’Oms per il Sud-est asiatico, ha dichiarato il 17 marzo che “continuano ad essere confermati nuovi focolai di trasmissione del virus”, e che “è chiaramente necessario fare di più, e urgentemente”. La maggior parte dei paesi della regione ha già confermato casi di infezione da coronavirus; fanno eccezione Myanmar e Laos, anche se gli esperti hanno espresso dubbi in merito alla credibilità dei loro bilanci ufficiali. Un portavoce del governo birmano ha dichiarato che “lo stile di vita e la dieta” degli abitanti di quel paese li ha protetti dal virus. (Fim)
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