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Coronavirus: gli Stati Uniti chiedono ai suoi cittadini di lasciare il Brasile

Brasilia, 25 mar 23:48 - (Agenzia Nova) - Il governo degli Stati Uniti ha invitato i cittadini statunitensi a non viaggiare all'estero, incluso il Brasile, a causa della crescita dell'epidemia di coronavirus, e ha raccomandato di utilizzare i voli di linea rimanenti per lasciare il territorio brasiliano il prima possibile, a meno che non abbiano intenzione di rimanere all'estero indefinitamente. L'avviso è stato diffuso in virtù dell'innalzamento al livello 4 di allarme sanitario da parte del dipartimento di Stato statunitense. Gli Stati Uniti hanno già vietato l'arrivo di voli dai paesi europei e dalla Cina e le compagnie statunitensi che volano in Brasile hanno sospeso o ridotto totalmente i loro voli verso il paese.

"L'ambasciata degli Stati Uniti a Brasilia vorrebbe informare i cittadini statunitensi in Brasile che le opzioni di volo commerciale rimangono disponibili quando si lascia il Brasile per gli Stati Uniti, ma ipotizziamo che questo numero diminuisca", afferma il testo del comunicato. "I cittadini statunitensi che desiderano tornare negli Stati Uniti dovrebbero farlo al più presto, poiché la situazione dei viaggi sta cambiando molto rapidamente e la disponibilità dei voli è soggetta a cambiamenti", aggiunge. Il governo degli Stati Uniti non ha ancora chiuso il collegamento aereo con il Brasile, ma sta monitorando attentamente la situazione nel paese. Sebbene gli Stati Uniti siano oggi il paese terzo al mono per numero di contagi di coronavirus, superando i 50 mila ammalati, il Brasile non ha incluso il paese tra quelli con restrizioni all'ingresso.

Al momento il Brasile ha disposto la chiusura delle frontiere terrestri con i paesi sudamericani e chiuso gli aeroporti - per un periodo di trenta giorni - ai voli provenienti da una serie di paesi: gli stati membri dell'Unione europea, il Regno Unito, l'Irlanda del nord, la Svizzera, la Norvegia, l'Islanda, la Cina, il Giappone, la Malesia, la Corea del Sud e l'Australia. Un veto che non riguarda il traffico merci e non si estende ai cittadini brasiliani provenienti dai paesi considerati a rischio, ai membri delle missioni diplomatiche o agli stranieri con famiglia in Brasile. Brasilia sta inoltre lavorando a una serie di misure economiche per lenire gli effetti dell'emergenza. La scorsa settimana il governo ha chiesto e ottenuto dal parlamento il riconoscimento dello stato di calamità pubblica, che lo esenta dal rispettare i vincoli di bilancio imposti per il 2020 dalla legge di stabilità dell'anno scorso.

Per tentare di contenere la diffusione del virus, è stata adottata la disposizione che prevede la chiusura obbligatoria di tutti gli esercizi commerciali e servizi considerati non essenziali nelle città di San Paolo e Rio de Janeiro. In entrambe le capitali, la misura è stata attuata gradualmente, fino alla disposizione di chiusura totale a partire da oggi. In tutte le altre capitali del paese, e numerosi municipi decreti simili sono stati adottati ed entrati in vigore in momenti differenti a partire dalla scorsa settimana e fino ad oggi. In particolare a San Paolo, il governatore Joao Doria ha ordinato la chiusura di stabilimenti commerciali nei 645 comuni dello stato. La quarantena durerà fino al 7 aprile e può essere estesa. Nella città di Rio de Janeiro, il sindaco Marcelo Crivella ha deciso la chiusura degli esercizi commerciali a tempo indeterminato. Bar e ristoranti potranno funzionare per consegne a domicilio. In generale nello stato di Rio de Janeiro sono sospese partite di calcio e chiusi cinema e teatro.

ll presidente Bolsonaro, tuttavia, fautore di una linea meno allarmistica sull'emergenza, ha più volte criticato le misure adottate dai diversi stati, considerandole "eccessive" rispetto alla reale portata della crisi, soprattutto relativamente alle restrizioni agli spostamenti tra i diversi stati e i municipi all'interno degli stati. Nella tarda serata di ieri il presidente, Jair Bolsonaro, era intervenuto in un messaggio alla nazione spiegando che dalle prime avvisaglie del contagio, le istituzioni hanno iniziato a lavorare all'emergenza, ma anche - "contro tutto e tutti" - a "contenere il panico" lavorando "alla strategia per salvare vite ed evitare la disoccupazione di massa. Gran parte dei media, ha proseguito Bolsonaro, hanno invece "diffuso un sentimento di panico", cavalcando la notizia "del grande numero di morti in Italia, un paese con un gran numero di malati e con un clima totalmente diverso dal nostro. Lo scenario perfetto, potenziato dai media, perché una vera e propria isteria si diffondesse nel paese".

Il presidente ha assicurato che l'emergenza si sta affrontando e che "in breve passerà". La "nostra vita deve continuare. I posti di lavoro devono essere mantenuti. Il sostegno alle famiglie deve essere salvaguardato. Dobbiamo tornare alla normalità", ha detto Bolsonaro ricordando che quanto sin qui visto dimostra che "il gruppo di rischio è per le persone sopra i 60 anni. Perché chiudere le scuole? I casi di decessi in persone con meno di 40 anni sono rari". L'avvertenza, ha proseguito il presidente, è quella di cercare di "non trasmettere il virus agli altri, specialmente ai nostri genitori e nonni, rispettando gli orientamenti del ministero della Salute". Il capo dello stato ha quindi riportato le "notizie positive" sul lavoro che i ricercatori brasiliani stanno facendo per l'uso della clorochina nel trattamento della Covid-19.

Bolsonaro ha quindi criticato "alcune poche autorità statali e municipali" del paese, invitandole ad "abbandonare il concetto di terra bruciata, la proibizione dei trasporti, la chiusura dei negozi e l'isolamento di massa". Una polemica che si trascina da giorni, alimentata dalle decisioni che i vari stati e capitali della federazione - tra cui San paolo e Rio de Janerio - hanno adottato per far fronte all'emergenza: chiusura di tutti gli esercizi commerciali e servizi non essenziali. Il governo sta studiando una misura generale che possa armonizzare le diverse misure adottate dagli stati in modo da garantire sicurezza e libertà di movimento. Bolsonaro ha infine segnalato che "nel suo caso particolare", con il passato da atleta di cui gode, "dovessi essere contagiato con il virus non mi dovrei preoccupare. Non sentirei nullo, o tutt'al più, colpito da una piccolo raffreddore". Dopo i contagi riscontrati nel suo staff, il presidente ha sostenuto diversi test risultando negativo al coronavirus.

Il ministero della Salute brasiliano ha divulgato in serata il bilancio aggiornato dei contagi registrati sul proprio territorio. Sommando i dati provenienti dai dipartimenti della Salute di ciascuno stato, il numero complessivo di contagi è salito a 2433, in crescita del per cento rispetto al numero di 2201 registrato ieri, 24 marzo. Il numero dei morti è di 57, in crescita del per cento rispetto al numero di 46 registrato ieri. Il tasso di letalità del Covid-19 in Brasile è del 2,4 per cento. La maggior parte dei casi, 862, sono stati registrati nello stato di San Paolo. Secondo stato per numero di infettati, 370, quello di Rio de Janeiro, seguito dallo stato di Cearà, con 200 contagi, dal Distretto federale con 160, Minas Gerais con 133 e Rio Grande do Sul con 123 contagi.

La crescita repentina dei casi era stata prevista dal ministro della Salute brasiliano, Luiz Henrique Mandetta, che la scorsa settimana aveva dichiarato che il sistema sanitario nazionale dovrebbe crollare il mese prossimo. "Per 30 giorni dovremmo riuscire a resistere abbastanza bene, pure se con molti casi di contagio, ma chiaramente alla fine di aprile il nostro sistema crollerà", aveva dichiarato Mandetta nel corso di una conferenza stampa accanto al presidente Jair Bolsonaro. Il ministro riferiva che i contagi da coronavirus dovrebbero crescere in Brasile in un periodo compreso tra aprile e giugno di quest'anno. "Dovremmo assistere a una rapida ascesa delle infezioni a partire da aprile e per tutto il mese di maggio e il mese di giugno, quando inizierà una tendenza a rallentare. Nel mese di luglio dovremmo cominciare a vedere i numeri stazionari prima di iniziate a mostrare una tendenza al ribasso a partire da agosto". (Brb)
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