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Brasile: tensioni per primo caso di coronavirus spingono borsa di San Paolo giù del 7 per cento

Brasilia, 26 feb 23:28 - (Agenzia Nova) - Il mercato finanziario in Brasile reagisce negativamente alla notizia del primo caso di coronavirus del paese. L'indice azionario Ibovespa ha chiuso la sessione di contrattazioni di oggi, 27 febbraio, in calo del 7 per cento a 105.718 punti base. Nel corso di febbraio la borsa ha perso il 7,07 per cento del suo valore, dall'inizio del 2020 la flessione è stata dell'8,58 per cento. Si tratta del secondo maggiore crollo dall'8 maggio del 2017, quando la borsa chiuse a meno 8,8 per cento dopo la diffusione dei dialoghi segreti dell'allora presidente della Repubblica, Michel Temer, che contrattava uno scambio di tangenti con un imprenditore. A causa del crollo in borsa il dollaro americano si ulteriormente apprezzato raggiungendo un valore record di 4,45 real. L'euro è scambiato invece a 4,84 real. L'Ibovespa aveva chiuso lo scorso venerdì a -0,79 per cento a 113.681 punti base. Nel primo giorno di riapertura della borsa dopo la pausa per il carnevale, il ministero della Salute ha confermato il primo caso di contagio da Covid-19 nella città di San Paolo, scatenando le vendite.

Dall'inizio della settimana i mercati di tutto il mondo sono stati pesantemente colpiti a causa dell'avanzamento del coronavirus al di fuori della Cina. Le preoccupazioni sono aumentate negli ultimi giorni dopo un'ondata di nuovi casi segnalati in Corea del Sud, Iran e Italia, causando l'interruzione di alcune attività nei paesi. Gli investitori temono che gli impatti del coronavirus avanzino sulla crescita dell'economia globale e diverse società hanno avvertito che l'epidemia influenzerà le loro finanze, tra cui United Airlines, Mastercard, Danone e Diageo. Gli Adr (entrate per azioni di società brasiliane quotate presso la borsa di New York) di società come Petrobras e Vale hanno accumulato un calo di oltre l'8 per cento nelle ultime due sessioni. I prezzi del petrolio oggi sono scesi sotto dei 50 dollari negli Stati Uniti, valore più basso da gennaio 2019. Il petrolio Brent è stato scambiato sotto i 54 dollari.

Come detto il governo ha confermato che il cittadino di San Paolo tornato dall'Italia nei giorni scorsi è il primo brasiliano a risultare ufficialmente contagiato dal coronavirus. L'uomo, 61 anni, era stato trovato positivo al primo test condotto "in tempo reale" dagli specialisti dell'ospedale israelita Albert Einstein, la sera del 24 febbraio. La controprova che il governo ha sollecitato all'ospedale Adolfo Lutz ha dato esito positivo. Il ministro Luiz Henrique Mandetta ha ricordato che il paziente era tornato in patria senza sintomi e solo dopo alcuni giorni era ricorso alle strutture mediche denunciando sintomi associabili alla Covid-19. Si tratta del primo caso di contagio accertato di Coronavirus in America latina. L'uomo, che era stato nel nord Italia dal 9 al 21 febbraio per ragioni di lavoro, era stato trovato positivo al primo test condotto "in tempo reale" dagli specialisti dell'ospedale israelita Albert Einstein, la sera del 24 febbraio. Il paziente, che "si trova in buono stato clinico e senza necessità di ricovero", sarà sottoposto a un "isolamento respiratorio" per i prossimi quattordici giorni, riferisce il nosocomio segnalando che lo staff medico continua a monitorare anche "le persone che hanno avuto contato con lui". L'agenzia nazionale di vigilanza sanitaria (Anvisa) del Brasile ha sollecitato la lista dei passeggeri presenti sul volo partito da Milano, a bordo del quale c'era il cittadino di San Paolo trovato positivo. La lista, ha avvertito Anvisa in una nota, verrà trasmessa al Centro di informazioni strategiche per la vigilanza sulla salute (Cievs) per "indagare sugli altri passeggeri del volo che hanno avuto contatto con il caso sospetto".

In America latina diversi governi - oltre al monitoraggio - hanno iniziato a disporre misure cautelari per limitare i rischi di ingresso del Covid-19 nei rispettivi paesi. Un'emergenza rilanciata dalla notizia del primo caso di possibile persona contagiata in Brasile. Si tratta di un uomo di 61 anni, residente nella popolosa San Paolo, ternato da un viaggio condotto per motivi di lavoro in Italia, tra il 9 e il 21 febbraio. Particolare attenzione è rivolta al flusso turistico in arrivo dai paesi con contagi accertati, Italia in primis. Il presidente i El Salvador, Nayib Bukele, disposto la chiusura delle frontiere alle persone in arrivo da Italia e Corea del Sud, ordinando ai "connazionali e a i diplomatici in arrivo da questi paesi" di "effettuare un periodo di 30 giorni di quarantena". Le autorità argentine hanno già iniziato ad applicare un protocollo di sicurezza speciale per i voli provenienti dal nostro paese. Ai passeggeri dei dodici voli settimanali Roma-Buenos Aires viene richiesto di firmare, prima dello sbarco, una dichiarazione giurata nella quale si afferma di non aver sofferto sintomi associabili con il virus e in cui si comunicano i paesi visitati negli ultimi 14 giorni. Le autorità chiedono inoltre di fornire un numero di telefono per essere rintracciabili e l'impegno a informare le autorità riguardo l'eventuale apparizione di sintomi.

A inizio settimana il ministero della Salute del Brasile aveva elevato il livello di attenzione sulla possibile diffusione della malattia, aumentando da otto a sedici il numero di paesi "sotto osservazione". Si tratta di paesi i cui cittadini, in entrata in Brasile, vengono sottoposti a maggiori controlli in caso di presenza di sintomi influenzali: Italia, Francia, Germania, Australia, Filippine, Malesia, Iran ed Emirati Arabi. Paesi che, riporta la nota, secondo l'Organizzazione mondiale della salute (Oms), hanno denunciato la presenza di almeno cinque casi di trasmissione della malattia. La lista, oltre alla Cina, comprendeva Giappone, Singapore, le due Coree, la Thailandia, il Vietnam e la Cambogia. Le autorità sanitarie della Colombia hanno elevato da basso a moderato il rischio di esposizione al coronavirus. La decisione, ha spiegato il ministro della Salute incaricato, Ivan Dario Gonzalez, è stata presa in risposta all'evoluzione della situazione nelle ultime 72 ore nel nord dell'Italia e in Corea del Sud. "In Italia il numero dei casi è salito rapidamente e alcuni non hanno un'associazione diretta con la Cina. Ci sono anche casi in Spagna e altri paesi europei con cui abbiamo flussi migratori importanti, il che aumenta la probabilità di importazione dei casi in Colombia", ha detto il ministro, secondo quanto riferisce l'emittente "WRadio". Il governo colombiano ha disposto un aumento dei controlli per i voli provenienti dalle aree interessate dal virus e sta intensificando le campagne di prevenzione, oltre ad avere stanziato 15 miliardi di pesos (circa 4,3 milioni di dollari) per il sistema sanitario. (Brb)
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