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Messico: primo via libera a riforma per revoca mandato presidenziale e consultazioni popolari

Città del Messico, 15 mar 2019 16:12 - (Agenzia Nova) - La Camera dei deputati messicana ha approvato la legge per introdurre in Costituzione due importanti riforme politico-istituzionali: il voto con cui l'elettorato potrà decidere di revocare il presidente della Repubblica a metà mandato, tre anni dopo l'insediamento, e nuove norme per rendere più facile ricorrere a consultazioni popolari. La legge è stata approvata con 329 voti favorevoli e 153 contrari, oltre i due terzi dei presenti, così come prescrive l'iter per una riforma costituzionale. Il provvedimento viene ora trasmesso al Senato, con buone probabilità di essere accolto, soprattutto se come alla camera interviene l'aiuto di esponenti dei partiti di opposizione: anche in questo ramo del parlamento il partito del presidente Andres Manuel Lopez Obrador (Morena, Movimento di rigenerazione nazionale) dispone della maggioranza relativa dei seggi.

Dovesse arrivare in porto, la riforma potrebbe portare il presidente a presentarsi agli elettori a luglio del 2021, tre anni dopo l'insediamento. "Con la revoca del mandato si cerca di rendere attivo il principio della democrazia partecipativa ed effettivo l'esercizio del potere del popolo", si legge nel testo di presentazione della legge, secondo cui "il rinnovo del mandato è la manifestazione piena della volontà sociale, dal momento che permette alla cittadinanza di sostituire, democraticamente, i governanti eletti dal popolo". Il provvedimento nasce sotto lo slogan "il popolo concede, il popolo toglie" e Lopez Obrador, che aveva lanciato la proposta già in campagna elettorale, ha garantito che basterà un solo voto in più a farlo cadere.

Ipotesi questa che al momento sembra molto lontana dal potersi verificare. I primi sondaggi danno al momento al capo dello stato consensi record: un'inchiesta del quotidiano "El Financiero" a tre mesi dal'insediamento assegna a Lopez Obrador un gradimento pari al 78 per cento degli intervistati. Si tratta del livello più alto raccolto da un presidente nel suo avvio di governo, negli ultimi trenta anni. Il sondaggio rivela che il 52 per cento dei sostenitori approva quanto sin qui fatto da Lopez Obrador, mentre il 47 per cento esprime consenso per l'aspettativa di quanto potrà fare. da un'analisi pubblicata a fine febbraio dalla società di consulenza "Mitofsky". Secondo questa ricerca, il livello di gradimento del presidente messicano Lopez Obrador è aumentato dal 62,7 per cento al 67,1 per cento nei suoi primi tre mesi alla guida del paese.

Quanto alle consultazioni popolari, la riforma prevede di portare dal tre all'uno per cento la quota di cittadini necessaria per avviare il procedimento e passare dal 40 al 25 per cento quella degli elettori utili per considerare valido e vincolante il voto. Al tempo stesso si limita il campo d'azione dell'istituto, dichiarandolo non spendibile per leggi che mirano a restringere i diritti umani, che incidono sulle tasse o sugli importi di finanziamento pubbllico, o che interessino la Legge di bilancio. La consultazione potrà continuare ad essere convocata dallo stesso presidente o da un terzo dei parlamentari di una delle due camere.

Il capo dello stato ha da tempo rivendicato la validità di uno strumento di partecipazione diretta nelle scelte fondamentali dell'azione di governo. A una consultazione popolare organizzata ancora prima del suo insediamento, a ottobre 2018, Lopez Obrador ha affidato la decisione ultima sul futuro del Nuovo aeroporto internazionale di Città del Messico (Naim), l'ambiziosa infrastruttura voluta dall'ex presidente Enrique Pena Nieto, criticata per costi eccessivi e negative ricadute sull'ambiente. La vittoria del "no" ha di fatto portato alla chiusura dei cantieri già avviati, provocando allarmi nelle analisi degli operatori di mercato e delle agenzie di rating. E la consultazione popolare è stata usata poco dopo per dare il via a una decina di programmi governativi di vario genere: dall'apertura di cantieri, alla concessione di borse di studio per meno abbienti, da progetti di forestazione alla creazione di zone economiche privilegiate.

Con il progresso di questa legge di riforma, Lopez Obrador si mantiene sulla strade della "quarta trasformazione", un processo di cambiamento profondo del paese con cui intende ripetere esperienze di suoi illustri predecessori. A differenza di quanto successo negli altri casi, per il nuovo progetto il presidente non ha voluto mettere mano a una riforma integrale della Costituzione, ma diversi sono gli interventi chirurgici operati sin qui sulla Carta. Tra gli altri, si è dimezzato il compenso annuale del capo dello stato, facendolo divenire anche tetto massimo retributivo per una carica pubblica, e si è tolta l'immunità agli ex presidenti. Si sono modificate norme costituzionali per poter creare la Guardia nazionale, nuovo corpo di sicurezza cui spetterà il compito di conmbattere i preoccupanti indici di violenza nel paese. (Mec)
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