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Panama: Cortizo protesta contro inclusione in lista paradisi fiscali da parte dell'Ue

Città di Panama, 18 feb 21:55 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Repubblica di Panama, Laurentino Cortizo, ha chiesto alle autorità dell'Unione europea (Ue) di usare per Panama gli stessi criteri applicati ad altri paesi nel valutarla un paradiso fiscale. "Quella lista è arbitraria", ha dichiarato il capo di Stato al quotidiano "La prensa" commentando la decisione del Consiglio Economia e finanza dell'Unione europea (Ecofin). Cortizo ha affermato che chiederà all'Unione Europea (Ue) di "ascoltarci" in modo da poter vedere "tutti gli sforzi fatti in questi sette mesi" della nuova amministrazione. "Stiamo facendo ogni sforzo e continueremo a farli per poter essere esclusi da tutte le liste", ha detto. Cortizo, in carica dallo scorso primo luglio, ha sottolineato che ogni mercoledì partecipa a un incontro con funzionari della procura della repubblica, del ministero degli Esteri, della polizia giudiziaria, della Soprintendenza delle banche al fine di coordinare le attività utili all'esclusione dalle liste dei paesi paradisi fiscali. Pertanto, Cortizo ha insistito sul fatto che ai paesi europei viene "richiesto" di "guardare" e allo stesso tempo di "misurare" il Panama "con la stessa asta" che applicano ad altri paesi che non fanno esattamente parte della loro lista nera paradisi fiscali.

Il Consiglio Economia e finanza dell'Unione europea ha adottato le conclusioni rivedute sulla lista Ue delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali. Lo ha reso noto il Consiglio spiegando che oltre alle 8 giurisdizioni già incluse, l'Ue ha deciso di inserire nella lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali anche Isole Cayman, Palau, Panama, Seychelles, in quanto non hanno attuato, entro il termine stabilito, gli impegni assunti in materia di riforme fiscali. Inoltre, il secondo allegato delle conclusioni, in merito alle giurisdizioni con impegni in sospeso, riporta le proroghe che sono state concesse a 12 giurisdizioni per consentire loro di varare le riforme necessarie e rispettare gli impegni assunti. La maggior parte delle proroghe riguarda i paesi in via di sviluppo senza un centro finanziario che hanno già compiuto progressi significativi nell'adempimento degli impegni assunti.

Il Consiglio ha spiegato anche che sono 16 le giurisdizioni che sono riuscite ad attuare tutte le riforme necessarie per conformarsi ai principi di buona governance fiscale dell'Ue prima del termine fissato, e quindi sono state rimosse dal secondo allegato. Si tratta di Antigua e Barbuda, Armenia, Bahamas, Barbados, Belize, Bermuda, Isole Vergini britanniche, Capo Verde, Isole Cook, Curacao, Isole Marshall, Montenegro, Nauru, Niue, Saint Kitts e Nevis, Vietnam. "Il lavoro sulla lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali si basa su un processo approfondito di valutazione, monitoraggio e dialogo con circa 70 giurisdizioni di paesi terzi. Da quando abbiamo avviato questo esercizio, 50 paesi hanno attuato le riforme fiscali necessarie per conformarsi ai criteri dell'Ue. È un successo innegabile e, al tempo stesso, un work in progress, un processo dinamico che vede un riesame costante dei nostri metodi e criteri", ha dichiarato il vice primo ministro e ministro delle Finanze della Croazia, Zdravko Maric.

Il Consiglio ha spiegato che la lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali, che fa parte della strategia esterna dell'Ue in materia di imposizione definita dal Consiglio, ha lo scopo di contribuire agli sforzi messi in atto per promuovere la buona governance in materia fiscale a livello mondiale. Creata nel dicembre 2017, la lista si basa su un processo continuo e dinamico di formulazione di criteri in linea con le norme fiscali internazionali; vaglio dei paesi a fronte di tali criteri; dialogo con i paesi non conformi; inserimento e cancellazione dalla lista dei paesi in funzione degli impegni assunti o delle iniziative adottate per conformarsi; monitoraggio degli sviluppi per garantire che le giurisdizioni non facciano marcia indietro sulle riforme già avviate. La lista contempla le giurisdizioni che non hanno partecipato a un dialogo costruttivo con l'Ue in materia di governance fiscale o non hanno rispettato i propri impegni volti ad attuare le riforme per conformarsi ai criteri dell'Ue nei tempi previsti.

Le giurisdizioni non ancora conformi a tutte le norme fiscali internazionali, ma che si sono impegnate ad avviare riforme sono considerate cooperative e figurano in un documento sullo stato di avanzamento (il secondo allegato). Il gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)" del Consiglio verifica che le giurisdizioni attuino le riforme necessarie entro i termini stabiliti e una giurisdizione viene rimossa dal secondo allegato quando soddisfa tutti i suoi impegni. La maggior parte degli impegni assunti dalle giurisdizioni di paesi terzi aveva come termine la fine del 2019 e la loro attuazione nell'ordinamento nazionale è stata attentamente monitorata a livello tecnico dal gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)" fino all'inizio di quest'anno. Il Consiglio ha adottato la lista UE riveduta delle giurisdizioni non cooperative risultante da questo esercizio e ha approvato uno stato di avanzamento aggiornato in relazione agli impegni in sospeso.

Il Consiglio ha spiegato che continuerà, nei prossimi anni, a riesaminare e ad aggiornare periodicamente la lista, tenendo conto dell'evoluzione dei termini per le giurisdizioni che rispettano gli impegni e dei criteri di inserimento utilizzati dall'Ue per redigere la lista. Parallelamente, per quanto riguarda le misure "di difesa" in relazione alle giurisdizioni figuranti nella lista, nel dicembre 2019 il Consiglio ha elaborato degli orientamenti sul coordinamento delle misure di difesa nazionali nel settore fiscale e ha invitato tutti gli Stati membri ad applicare, a partire dal primo gennaio 2021, una misura di difesa legislativa nel settore fiscale nei confronti delle giurisdizioni presenti nella lista, al fine di incoraggiare tali giurisdizioni a rispettare i criteri di vaglio del gruppo "Codice di condotta" in materia di equa imposizione e trasparenza. (Mec)
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