COREA DEL SUD

 
 
 

Corea del Sud: coronavirus, presidente Moon chiede misure straordinarie per l’economia

Seul, 18 feb 05:28 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha sollecitato oggi il governo ad adottare tutte le misure necessarie ad attutire l’impatto economico dell’epidemia di coronavirus originata in Cina. “Il governo non dovrebbe arrovellarsi nel dubbio se ogni specifica iniziativa abbia precedenti o meno. Dovremmo piuttosto porre sul tavolo qualunque misura ci venga in mente, così da poterla attuare”, ha dichiarato il presidente sudcoreano nel corso di un consiglio dei ministri del governo, questa mattina. Le parole di Moon paiono preludere a un imminente taglio dei tassi di riferimento da parte della Banca di Corea, che delibererà in proposito il prossimo 27 febbraio. Il presidente ha dichiarato che l’economia nazionale versa in una situazione di emergenza, ed ha bisogno di uno stimolo per alimentare la domanda interna. Le parole del capo dello Stato hanno impresso un forte rialzo alle obbligazioni sudcoreane con scadenza a tre anni.

L’output industriale della Corea del Sud è aumentato dell’1,4 per cento a dicembre rispetto al mese precedente, secondo i dati pubblicati all’inizio di febbraio dall’ente statistico sudcoreano. Il dato è positivo a dispetto della lieve contrazione del settore dei servizi. La crescita dell’output su base annua è stata del 3,2 per cento. La produzione delle industrie mineraria, manifatturiera, del gas e dell’energia elettrica è aumentata complessivamente del 3,5 per cento rispetto a novembre;il settore dei servizi, invece, ha scontato un calo dello 0,1 per cento. Produzione, vendite al dettaglio e investimenti hanno segnato un rialzo concertato per il secondo mese consecutivo: a dicembre le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,3 per cento, e gli investimenti in immobilizzazioni sono aumentate addirittura del 10,9 per cento su base mensile, grazie soprattutto ai contributi dei segmenti di macchinari e automobili.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha rivisto permanentemente al ribasso il potenziale di crescita economica della Corea del Sud, citando un declino della forza lavoro e della produttività in quel paese. Un rapporto pubblicato dall’organizzazione nella giornata di ieri, 27 gennaio, stima il tasso di crescita potenziale del paese per quest’anno al 2,5 per cento, due decimi di punto in meno rispetto allo scorso anno. Il tasso di crescita potenziale si riferisce al tasso massimo di crescita conseguibile da un’economia senza innescare spinte inflazionistiche. Il tasso della Corea del Sud è un calo ininterrotto dal 2010, quando aveva guadagnato un decimo di punto rispetto all’anno precedente, al 3,9 per cento. Nel 2018 il tasso di crescita potenziale del paese è calato sotto il 3 per cento per la prima volta nella storia. “Un calo del tasso di crescita potenziale è inevitabile nel lungo termine, considerata la tendenza dei mutamenti economici nel paese”, ha dichiarato Joo Won, ricercatore dello Hyundai Economic Research Institute citato dal quotidiano “Korea Herald”. “Un tasso di crescita attorno al 2 per cento indica che la Corea del Sud potrebbe essere scivolata nella trappola della bassa crescita, anziché aver subito un semplice calo temporaneo”.

Il prodotto interno lordo della Corea del Sud è cresciuto del 2 per cento nel 2019, in calo di 0,7 punti percentuali rispetto al 2018. Il dato, che risente delle ostilità commerciali tra i principali partner commerciali di Seul – Stati Uniti e Cina – e della debolezza della domanda globale di semiconduttori, è stato pubblicato dalla Banca di Corea. Si tratta del peggior risultato conseguito dalla Corea del Sud dal 2009, all’indomani della crisi finanziaria globale. La banca centrale sudcoreana prevede però una moderata accelerazione nel corso del 2020, con una crescita del 2,3 per cento cui dovrebbe contribuire l’allentamento delle tensioni tra le due maggiori potenze mondiali. Samsung Electronics e Sk Hynix, i maggiori produttori di microchip della Corea del Sud, hanno segnalato a loro volta una ripresa della domanda globale di chip di memoria. Il governo del presidente sudcoreano Moon Jae-in ha confermato per ora la propria previsione di crescita dell’economia nazionale al 2,4 per cento nel corso del 2020. Il ministro delle Finanze sudcoreano, Hong Nam-ki, ha dichiarato che è vitale per il paese mantenere un tasso di crescita superiore al 2 per cento.

Le esportazioni della Corea del Sud sono calate dello 0,2 per cento su base annua nei primi 20 giorni di gennaio: si tratta della contrazione meno marcata da un anno a questa parte, grazie alla ripresa delle spedizioni di semiconduttori di cui la Corea del Sud è uno tra i primi produttori mondiali. Nei primi 20 giorni del 2020 le esportazioni sudcoreane sono ammontate a 25,7 miliardi di dollari, 40 milioni di dollari in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo il Servizio delle dogane sudcoreano. Nei primi 20 giorni di dicembre 2019 la contrazione dell’export era stata del 2 per cento. All’inizio del 2020 le esportazioni di semiconduttori e prodotti petroliferi sono aumentate dell’8,7 e del 19,3 per cento su base annua.

La Corea del Sud ha registrato un aumento delle esportazioni del 5,3 per cento annuo nei primi dieci giorni di gennaio, attribuibile in gran parte a un incremento delle esportazioni di semiconduttori. Tra il primo e il 10 gennaio scorsi le esportazioni si Seul sono ammontate a 13,3 miliardi di dollari, contro i 12,7 miliardi di dollari nel medesimo periodo del 2019. I dati forniti dall’Agenzia delle dogane sudcoreana fotografano in particolare un aumento dell’11,5 per cento delle esportazioni di semiconduttori, e del 30,6 per cento di prodotti petrolchimici. Le esportazioni di automobili e apparecchiature wireless, di contro, sono calate rispettivamente del 4,6 e del 4,8 per cento.

La banca centrale della Corea del Sud ha mantenuto il tasso d’interesse chiave all’1,25 per cento, confermando il suo approccio attendista in attesa di una ripresa dell’economia nazionale prospettata per quest’anno. La Banca di Corea ha annunciato la decisione della giornata di oggi, in linea con le aspettative del mercato. Lo scorso anno la banca aveva effettuato due tagli del tasso chiave, sino al minimo record dell’1,25 per cento. “Le incertezze esterne e le preoccupazioni in merito alla scarsa crescita economica permangono, ma crescono anche le aspettative per una ripresa, alla luce del miglioramento dei principali indicatori economici e di alcuni indici chiave come le esportazioni”, recita una nota pubblicata dalla banca.

Il governo della Corea del Sud è deciso a svincolarsi dalle esternalità negative e dai problemi strutturali che stanno frenando la crescita dell’economia nazionale, accelerando innovazione e investimenti nel corso del 2020. Riponendo le proprie speranze in una ripresa dell’economia globale e in un allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, Seul ha formulato per il prossimo anno una ottimistica stima di crescita del prodotto interno lordo (pil) del 2,4 per cento, e un aumento dell’inflazione nell’ordine dell’1 per cento. Tali previsioni cozzano però con lo scetticismo dei mercati. Il ministro delle Finanze, Hong Nam-ki, ha dichiarato durante una conferenza stampa dei ministri economici, nella giornata di oggi, che “il 2020 offre sia opportunità che rischi, ed è pertanto cruciale a questo punto ottimizzare i fattori di opportunità e controllare i fattori di rischio, in modo da gettare le fondamenta per una ripresa del momento economico”. Tra i fattori positivi, il ministro ha citato i segnali di ripresa dell’industria dei semiconduttori, e l’accordo commerciale provvisorio tra Usa e Cina.

Le esportazioni della Corea del Sud dovrebbero tornare a crescere quest’anno, trainate da industrie chiave come i microchip, l’automotive e la biomedicina. A sostenerlo è l’Agenzia per la promozione del commercio e degli investimenti di Corea: l’ente pubblico sudcoreano prevede per il 2020 una crescita dell’export nazionale del 3 per cento, ad oltre 550 miliardi di dollari. La Corea del Sud ha chiuso il 2019 con un crollo delle esportazioni del 10,7 per cento su base annua, a 540 miliardi di dollari: il dato è leggermente inferiore alle previsioni della Korea International Trade Association, che per il 2019 aveva previsto esportazioni per un valore complessivo di 4543 miliardi di dollari. Le esportazioni sono calate per 12 mesi consecutivi, da dicembre 2018 a novembre di quest’anno. (Git)
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