SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: generale Graziano a “Politico”, missione in Libia è test chiave per Europa
 
 
Bruxelles, 17 feb 16:15 - (Agenzia Nova) - L’Unione europea “non ha mai visto una guerra così vicina alle sue porte” come quella in Libia e le sue ambizioni geopolitiche falliranno senza una missione militare per attuare l’embargo sulle armi nel paese nordafricano. Lo ha detto il generale Claudio Graziano, capo del comitato militare dell'Ue, in un’intervista al portale “Politico”. Proprio oggi i ministri degli Esteri dell'Unione Europea discuteranno di come dare seguito alla Conferenza internazionale sulla Libia tenuta a Berlino lo scorso 19 gennaio. Fra i principali temi in agenda c’è il rilancio dell'operazione Sophia Eu Navformed, la missione navale nel Mediterraneo centrale con il compito di sovrintendere all'embargo sulle armi e combattere la tratta di esseri umani. Dallo scorso aprile, curiosamente poco prima dell’offensiva del generale libico Khalifa Haftar scattata il 4 dello stesso mese, gli Stati membri hanno deciso di sospendere le attività di pattugliamento dell’operazione militare in conseguenza della cosiddetta “politica dei porti chiusi” dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini. In teoria le navi ci sono, ma sono ormeggiate nei porti in attesa di una decisione politica. Il capo della politica estera europea Josep Borrell e molti governi dell'Ue vorrebbero riavviare la missione. L'Austria guida invece il fronte contrario alla proposta: il cancelliere Sebastian Kurz, infatti, sostiene che la missione Sophia abbia incoraggiato il traffico di persone e l'immigrazione clandestina. “Nella mia lunga carriera, sono stato molte volte sul campo, nelle operazioni. Non ho mai visto una vera guerra così vicino alla porta dell'Europa", ha detto Graziano, che ricopre anche l’incarico di consigliere militare di Borrell. L’ex capo di Stato maggiore delle Forze armate italiane suggerisce di rilanciare Sophia, una missione già munita di un mandato per attuare l'embargo sulle armi delle Nazioni Unite. "Bisogna solo riprendere ciò che è già stato approvato", ha detto Graziano. Se il piano per rilanciare Sophia dovesse fallire, si invierebbe “un messaggio estremamente negativo", ha detto ancora Graziano, perché significherebbe che l'Ue "non è in grado di trovare una soluzione". Tuttavia, il generale italiano ha affermato di essere "molto ottimista" dal momento che ora l’Unione europea è molto più focalizzata sulla sicurezza e sulla difesa rispetto a qualche anno fa. Il generale Graziano ha inoltre aggiunto che neanche durante i conflitti nei Balcani degli anni 90, quando la guerra infuriava all'interno dell'Europa, la minaccia al Continente non è stata così complessa o grave come oggi. Per l’ex capo di Stato maggiore delle Forze armate italiane, l’Ue deve affrontare una serie di sfide di sicurezza interconnesse nel fianco sud, un "triangolo di instabilità" composto da terrorismo, migrazione illegale e Stati falliti. Secondo Graziano, gran parte dell'attuale instabilità in Nord Africa risale al 2011, quando le potenze occidentali hanno contribuito a deporre il regime di Muammar Gheddafi in Libia, ma si sono dimostrate incapaci di impedire al paese di cadere in un conflitto civile, che di recente si è nuovamente intensificato. Il collegamento del paese con la regione del Sahel, una via di transito per la migrazione e un'area operativa per i militanti islamisti, ha reso la sfida ancora più grande, ha detto Graziano. "La Libia è il collo di bottiglia del Sahel", ha dichiarato Graziano."Una delle mie priorità è anche quella di costruire un consenso europeo per rendere più efficace la nostra missione di addestramento (per le forze di sicurezza) nel Sahel", ha aggiunto. "Abbiamo bisogno di un'Europa più assertiva nell'arena", ha concluso. (Res)
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