MED 2019
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Med 2019: Libia, Siria, Iran e Golfo i temi principali della seconda giornata di lavori (4)
 
 
Roma, 06 dic 2019 19:01 - (Agenzia Nova) - Nella seconda giornata dei Med Dialogues spazio anche alla crisi in Siria. Il conflitto in Siria “sta aumentando a vari livelli” invece di diminuire, ha detto oggi Geir Pedersen, inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, che ieri ha visto il ministro Di Maio alla Farnesina. “Se il conflitto continua avrà un impatto non solo in Siria, ma anche nel Mediterraneo, in Europa e in Italia”, ha detto il diplomatico, ricordando come nove anni di guerra abbiano prodotto quasi 6 milioni di rifugiati. “Un anno fa si diceva che il conflitto stava scemando, oggi invece siamo assistendo a un’escalation nel nord-est e a Idlib. Lo Stato islamico continua a compiere a attacchi e non c’è una vera strategia per contrastare la presenza di gruppi come il Fronte al Nusra (che oggi si fa chiamare Tahrir al Sham) a Idlib”, ha aggiunto Pedersen, spiegando di aver proposto al Consiglio di sicurezza un approccio “passo dopo passo”. Una soluzione “graduale” che sta dando risultati positivi, ad esempio, con le riunioni sulla Commissione costituzionale. “Per la prima volta in nove anni le parti si sono riunite”, ha detto Pedersen, in riferimento agli incontri ospitati a Ginevra. Tuttavia, ha avvertito, gli sforzi Onu rischiano di essere vani senza un’azione congiunta della Comunità internazionale. “C’è un interesse comune in Siria: la lotta al terrorismo. Per combattere il terrorismo serve stabilità, e per avere stabilità serve un processo politico”, ha aggiunto Pedersen. (segue) (Res)
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