PERù
 
Perù: scandalo Odebrecht, si dimettono ministri Giustizia, Trasporti e Istruzione
 
 
Lima, 14 feb 10:04 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Perù, Martin Vizcarra, ha effettuato un cambio al vertice dei ministeri della Giustizia, dei Trasporti e dell’Istruzione, occupati rispettivamente da Ana Teresa Revilla, Edmer Trujillo e Flor Pablo. Pochi giorni fa era stato il ministro dell’Energia e delle Miniere, Juan Carlos Liu Yonsen, ad annunciare le sue dimissioni. Il rimpasto, scrive il quotidiano “El Comercio”, è legato ai presunti legami degli ex ministri con la compagnia di costruzioni brasiliana Odebrecht, coinvolta in un maxi scandalo di corruzione in diversi paesi dell’America latina.

Gli ex ministri sarebbero a vario titolo coinvolti in una riunione risalente allo scorso 9 gennaio alla quale hanno partecipato Liu Yonsen, quattro rappresentanti di Odebrecht, e l’ex procuratore ad hoc dell’inchiesta Lava Jato, Jorge Ramirez, anch'egli rimosso dal suo incarico. Nel corso dell’incontro sarebbe stata discussa l’intenzione della compagnia di presentare una domanda arbitrale contro lo stato peruviano per la cancellazione del contratto di concessione del gasdotto sud peruviano (Gsp). I ministeri della Giustizia, dell’Istruzione e dei Trasporti sono stati assegnati rispettivamente a Fernando Castaneda Portocarrero, Martin Benavides Abanto e Carlos Lozada. Il ministero dell’Energia è invece stato assegnato a Susana Vilca.

Lo scandalo Odebrecht ha coinvolto diversi esponenti politici di primo piano in Perù; paese che ha stretto un accordo di cooperazione giudiziaria con il team di procuratori brasiliano dell'operazione Lava Jato. La compagnia è accusata di avere pagato tangenti a funzionari di alto livello in diversi paesi dell’America latina per aggiudicarsi almeno 100 progetti di infrastrutture pubbliche, per un totale di quasi 12 miliardi di dollari di profitti. Il gigante delle costruzioni brasiliano ha ammesso nel 2016, durante un'azione legale negli Usa, di aver pagato tangenti in Perù per 29 milioni di dollari tra il 2005 e il 2014.

Lo scandalo ha coinvolto ben quattro ex quattro ex presidenti peruviani. Lo scorso 16 luglio l'ex presidente del Perù, Alejandro Toledo, è stato arrestato negli Stati Uniti nell'ambito del processo di estradizione richiesto da Lima per un presunto reato di corruzione. L'arresto di Toledo, capo dello stato tra il 2001 e il 2006, è stato eseguito in California su ordine del giudice Thomas S. Hixson in omaggio a una richiesta di estradizione che lo stato peruviano aveva inoltrato nel febbraio 2017 a seguito dell'ordine di carcerazione preventiva di 18 mesi emesso per poter procedere a un processo.

L'ex capo dello stato è accusato di aver ricevuto tangenti milionarie per concedere alla impresa ingegneristica brasiliana Odebrecht due corposi appalti nella costruzione della "Carretera interoceanica", importante progetto autostradale fra Perù e Brasile progettato per tagliare in orizzontale il subcontinente. Un'accusa basata sulle dichiarazioni che l'ex consigliere delegato Odebrecht in Perù, Jorge Barata, ha reso permettendo l'apertura di numerosi fascicoli nella giustizia del paese andino. Il denaro sarebbe transitato sui conti bancari dell'ex imprenditore israeliano, Josef Maiman, attraverso le sue imprese in paradisi fiscali.

Lo scorso 8 maggio la procura peruviana ha chiesto una condanna a venti anni di carcere per l'ex presidente Ollanta Humala. Nel dispositivo firmato dal titolare del pool "Lava Jato" si chiedono anche 26 anni per la moglie di Humala, Nadine Heredia e altre nuove persone. Il caso nasce dalle indagini condotte su presunti finanziamenti illeciti versati dalla multinazionale brasiliana alle campagne presidenziali del Partito nazionalista (Pnp).

La procura, riferiscono i media locali, accusa Humala ed Heredia di essere coautori del reato di riciclaggio di denaro di provenienza illecita, speso nelle campagne presidenziali del 2006 e del 2011. All'ex first lady si contesta inoltre il reato aggiuntivo di riciclaggio tramite occultamento. Analoghe le ipotesi di reato per gli altri imputati con pene che vanno dai dieci ai 26 anni. La pubblica accusa ha chiesto inoltre lo scioglimento del Pnp di cui Humala è presidente, e della impresa Todo Graph, persone giuridiche che sarebbero state utilizzate per portare a compimento il reato.

Secondo le rivelazioni rese dal dirigente peruviano della Odebrecht, Barata, l'azienda brasiliana avrebbe girato nel 2011 tre milioni di dollari alla campagna presidenziale per Pnp, un milione dei quali incassati direttamente da Heredia. Dopo le elezioni, che Humala vinse di misura su Kejko Fujimori, Odebrecht ha ottenuto la concessione del gasdotto Sud peruviano assieme alla spagnola Enagas e alla peruviana Grana y Montero. Un appalto da oltre sette miliardi di dollari, cancellato dopo l'emergere dello scandalo. Ma fondi irregolari sarebbero stati versati anche nel 2006, quando Humala perse le elezioni contro Alan Garcia. Tra il 2017 e il 2018 Humala e la moglie - che hanno si qui professato la loro totale innocenza - hanno scontato nove mesi di prigione preventiva.

Nel dossier Odebrecht è finito anche l'ex presidente Pedro Pablo Kuczynski, ritenuto responsabile di aver riciclato circa 100 mila dollari legati agli appalti irregolari per la costruzione della autostrada interoceanica Perù-Brasile e del progetto di irrigazione Olmos. L'illecito sarebbe stato compiuto durante il governo Toledo, quando Kuczynski era ministro dell'Economia. Kuczynski, che ha compiuto 80 anni, è sottoposto a una custodia cautelare di 36 mesi in attesa di processo, ma denuncia diversi problemi di salute. A fine aprile "Ppk" era stato operato d'urgenza per un'insufficienza cardiaca, e quindi relegato ai domiciliari.

C'è poi il caso di Alan Garcia, morto suicida mercoledì 17 aprile, dopo essersi inflitto un colpo di pistola alla testa. Una decisione presa poco dopo aver accolto in casa funzionari della polizia che stavano eseguendo un ordine d'arresto nel quadro dell’inchiesta legata al "caso Odebrecht". L’indagine a suo carico si concentrava sull’appalto della linea 1 della metropolitana di Lima. Secondo gli investigatori la compagnia brasiliana avrebbe pagato più di otto milioni di dollari di tangenti a favore di Jorge Cuba, ex viceministro delle Comunicazioni, e degli ex funzionari Edwin Luyo, Mariella Huerta e Santiago Chau, membri della commissione incaricata di valutare l’appalto. Odebrecht, secondo quanto dichiarato dal pubblico ministero, avrebbe pagato Garcia per una conferenza con centomila dollari provenienti da un fondo destinato al pagamento di tangenti in vari paesi dell’America Latina. Lo scorso 3 dicembre il governo dell’Uruguay aveva rifiutato di concedere asilo diplomatico all’ex capo dello stato.

Coinvolta nello scandalo anche la leader del partito di opposizione Forza popolare (Fp) Keiko Fujimori, condannata a gennaio a 15 mesi di carcere preventivo per possibile rischio di fuga. L’ex candidata presidenziale e figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori è indagata per presunti finanziamenti illeciti alle campagne elettorali del 2011 e del 2016, provenienti dalla compagnia di costruzioni brasiliana Odebrecht. Da ultimo la procura ha chiesto 36 mesi di carcere preventivo per l'ex primo ministro, Cesar Villanueva, accusato di presunto traffico di influenze aggravato.

Secondo quanto rivelato dall’ex dirigente della compagnia di costruzioni brasiliana Odebrecht in Perù, Jorge Barata, in un interrogatorio con i procuratori dell’inchiesta Lava Jato, la società avrebbe pagato all’ex premier 60 mila dollari per aggiudicarsi i lavori di costruzione dell’autostrada Cunumbuque-Zapatero-San José de Sisa, nella regione di San Martin. La compagnia avrebbe inoltre versato un totale di 320 mila dollari al nome in codice "Curriculum Vita", che secondo gli investigatori sarebbe legato all’ex primo ministro. I fatti risalgono al 2008, quando Cesar Villanueva era presidente regionale di San Martin. (Mec)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..