MYANMAR
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Myanmar: rohingya, Corte penale internazionale si dovrà esprimere su accusa di genocidio
 
 
Naypyidaw, 13 dic 2019 12:38 - (Agenzia Nova) - Aung San Suu Kyi, insignita del premio Nobel per la pace per la sua resistenza non violenta al regime birmano nel 1990, ha dovuto difendere il suo paese dalla gravissima accusa di genocidio nella veste di leader politica, durante tre giorni di audizioni di fronte alla Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aja, questa settimana. Il procedimento contro Naypyidaw è stato intentanto lo scorso novembre dal Gambia, in rappresentanza delle 57 nazioni dell’Organizzazione della cooperazione islamica: il paese africano sostiene che la sanguinosa offensiva contro i musulmani rohingya lanciata dalle forze di sicurezza birmane nel 2017 costituisca una violazione della Convenzione sui genocidi del 1948. La posizione del Gambia trova riscontro nelle accuse mosse da ispettori delle Nazioni Unite e da organizzazioni come Amnesty International; la Corte penale internazionale adotta però tradizionalmente uno standard di prova elevato, e dimostrare l’infamante accusa di genocidio non sarà facile. (segue) (Inn)
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