LIBIA
 
Libia: Di Maio torna nel paese per vedere il generale Haftar a Bengasi
 
 
Bengasi , 13 feb 16:30 - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, è tornato oggi in Libia per vedere il generale Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) e uomo forte della Cirenaica. Il Dassault Falcon 900LX con a bordo il titolare della Farnesina è atterrato alle 11 del mattino all’aeroporto di Benina e la delegazione italiana è stata portata direttamente alla base di Rajma, sede del Comando centrale dell’Lna poco fuori Bengasi. L’incontro con l’alto ufficiale libico è durato 60 minuti circa e i due hanno parlato, tra le altre cose, delle prospettive per arrivare a un cessate il fuoco duraturo nel paese e del blocco delle esportazioni petrolifere.

Per Di Maio si è trattato della seconda giornata consecutiva nel paese nordafricano e del secondo faccia a faccia con l’uomo forte della Cirenaica dopo il colloquio avvenuto lo scorso 17 dicembre sempre in Libia. Ieri il capo della diplomazia italiana si era recato a Tripoli, nella Libia occidentale, per due incontri: prima con il ministro dell’Interno del Governo di accordo nazionale (Gna), Fathi Bashaga, influente esponete della città-Stato Misurata (dove l’Italia è presente con 300 militari a difesa di un ospedale da campo) e personaggio chiave del dossier migratorio; poi con il presidente del Consiglio presidenziale e premier del Gna, Fayez al Sarraj.

Secondo quanto riferiscono fonti del comando dell'Esercito nazionale libico di Haftar a "Agenzia Nova", nel corso del colloquio Haftar-Di Maio si è discusso di come rafforzare "l'attuale fragile cessate il fuoco in Libia, nelle battaglie a Tripoli". La fonte ha indicato che Di Maio ha sottolineato il sostegno dell'Italia agli sforzi per una soluzione della crisi in Libia e di cercare una soluzione politica alla crisi nel paese alla luce delle conclusioni della Conferenza di Berlino. Proprio ieri il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 2510 che conferma le conclusioni della recente Conferenza di Berlino e la necessità per un cessate il fuoco duraturo nel paese. Il testo redatto dal Regno Unito è stato approvato con 14 voti su 15, con l'astensione della Russia.

Da parte sua, secondo la fonte consultata da “Nova”, Haftar ha sottolineato "l'importanza delle relazioni italo-libiche”, evidenziando che “ciò che sta accadendo in Libia ha un impatto sull'Italia e viceversa”. Nella visione dell’uomo forte della Cirenaica, il suo esercito sta “cercando di imporre la sicurezza e la stabilità in Libia dopo aver preso il controllo del 90 per cento del territorio, sconfiggendo i gruppi estremisti e le reti dei trafficanti di esseri umani”. Secondo quanto si legge in un comunicato diffuso dal Comando generale dell’Lna, Di Maio e Haftar hanno discusso Libia "della messa in sicurezza dei confini marittimi e di come impedire l'infiltrazione di elementi dei gruppi terroristi e criminali via mare”. In base a questa versione, i due hanno discusso anche della "lotta al terrorismo in generale". Al termine dell'incontro, Haftar "ha lodato gli sforzi profusi dal governo italiano a sostegno di una via per una soluzione alla crisi libica", si legge nella nota.

Intanto la situazione sul piano militare non sembra migliorare dopo la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Una donna è morta e altre quattro persone sono rimaste ferite per i colpi di mortaio caduti in un quartiere vicino alla linea del fronte nella parte meridionale di Tripoli. L'aeroporto internazionale di Mitiga, unico scalo aereo civile a servire la capitale libica Tripoli, ha annunciato quest’oggi la sospensione dei voli in seguito ad alcuni bombardamenti. In una nota su Facebook, l’amministrazione dello scalo aereo ha sottolineato che “i viaggiatori e il personale sono rimasti scioccati” dalla caduta dei proiettili.

Nella giornata di ieri le Nazioni Unite avevano espresso “rammarico” per il fatto che l’Lna del generale Haftar abbia impedito l’atterraggio ai voli che trasportano il suo personale da e verso la Libia. “Questa pratica è stata ripetuta in diverse occasioni nelle ultime settimane”, si legge in una nota della Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Umsmil). L’Onu teme che il blocco dei voli da parte dell’Lna sia di ostacolo “in un momento in cui tutto il suo personale lavora incessantemente per portare avanti il dialogo intra-libico lungo tre binari (militare, economico e politico) e per fornire assistenza umanitaria necessaria ai civili più vulnerabili ai conflitti”.

Da parte sua, il portavoce delle forze di Haftar, Ahmed al Mismari, ha spiegato che le Nazioni Unite dovranno utilizzare altri aeroporti, come Misurata, perché le forze dell'Lna non possono garantire la sicurezza dei voli per l'aeroporto di Mitiga, dato che "la Turchia lo usa come base". Lo stesso portavoce ha assicurato che l'Lna "è impegnato nel rispettare il cessate il fuoco nella regione occidentale, ma risponde alle violazioni delle forze ostili". Secondo Al Mismari "l'esercito ha il controllo di oltre il 90 percento dei territori libici ed è in grado di terminare la battaglia di Tripoli quando vuole". Il portavoce delle forze comandate dal generale Haftar ha aggiunto che tutte le unità dell'Lna di Tripoli "mantengono le loro posizioni e hanno fatto lievi progressi e di recente non hanno utilizzato armi pesanti o aerei da guerra, in linea con l'accordo sul cessate il fuoco”. Al contrario, per Al Mismari, le forze del Gna "hanno bombardato Wadi al Rabi e Qasr Bin Ghashir, che sono aree fortemente popolate, con missili".

Nel frattempo in tutta la Libia prosegue il blocco delle esportazioni petrolifere portato avanti dalle tribù fedeli ad Haftar. La Noc ha annunciato che le perdite finanziarie derivanti da "chiusure illegali" degli impianti petroliferi dallo scorso 18 gennaio sono ammontate a 1 miliardo e 325 milioni di dollari. La compagnia petrolifera ha confermato il calo della produzione di greggio a 183 mila barili al giorno, secondo quanto pubblicato sulla sua pagina ufficiale su Facebook. La Noc ha affermato che sta continuando a fornire carburante nelle regioni orientali e centrali in quantità sufficienti per soddisfare le esigenze dei cittadini. La compagnia ha aggiunto che la chiusura della raffineria di Zawiya l'8 febbraio scorso, a seguito della chiusura di una valvola nella regione di Hamada sulla conduttura principale tra il giacimento di Sharara e la raffineria, ha comportato l'interruzione della produzione sul campo. (Res)
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