LIBIA

 
 
 

Libia: Ong, in arrivo altri 4.700 mercenari siriani, premier Bengasi a Washington per colloqui

Tripoli, 05 feb 09:15 - (Agenzia Nova) - E' salito a 4.700 unità il numero di miliziani siriani dispiegati in Libia dalla Turchia allo scopo di supportare il Governo di accordo nazionale (Gna) presieduto da Fayez al Sarraj. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr), un'Ong con sede a Londra che si avvale di una rete di attivisti sul campo. Sohr precisa che sarebbero almeno 1.800 i miliziani siriani che starebbero ricevendo addestramento nei campi turchi per poi essere inviati nel paese nordafricano ad affiancare il Gna nella guerra contro l'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), comandato dal generale Khalifa Haftar. Sohr, inoltre, precisa che i miliziani in questione provengono da fazioni siriane antigovernative come Divisione Mu'tasim, Divisione Sultan Murad, Brigata dei falchi del nord, al Hamzat, Legione Sham, Suleyman Shah e Brigata Samarcanda. L'Osservatorio sottolinea di aver documentato diverse morti tra le fila dei mercenari filo-turchi nelle battaglie di Tripoli, portando il numero a 80.

Non si fermano, intanto, i contatti e i tentativi diplomatici per risolvere la crisi. Tra le parti libiche è in vigore dal 12 gennaio scorso un accordo per il cessate il fuoco, pattuito a Mosca da Haftar e Al Sarraj, e confermato dalla Conferenza di Berlino del 19 gennaio.
Il governo ad interim libico non riconosciuto, con sede a Bengasi e legato all'Lna, ha annunciato che la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha inoltrato un invito ufficiale al suo primo ministro, Abdullah al Thinni, per visitare Washington e discutere della crisi libica. Lo riferisce il sito “Libya Akhbar”. Il portavoce del governo ad interim, Hatem al Uraibi, ha affermato che la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha invitato Al Thinni a spiegare la "visione del governo ad interim per risolvere la crisi in Libia". Fino a questo momento gli Stati Uniti hanno mantenuto un profilo relativamente basso per quello che riguarda il dossier libico, rimarcando comunque l'appoggio di Washington verso ogni tentativo di risolvere la crisi con gli strumenti della politica e della diplomazia. (Res)
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