CINA-USA
 
Cina-Usa: accordo commerciale prevede aumento importazioni cinesi di beni e servizi
 
 
Pechino, 14 gen 08:11 - (Agenzia Nova) - La Cina si è impegnata ad acquistare altri 80 miliardi di dollari di manufatti dagli Stati Uniti nei prossimi due anni, oltre a 50 miliardi in più di forniture energetiche, in virtù dell'accordo commerciale con la Cina che sarà firmato domani a Washington dalle delegazioni dei due paesi. Lo ha riferito alla stampa internazionale una forte informata sui fatti. Pechino si sarebbe anche impegnata ad incrementare gli acquisti di servizi statunitensi di circa 35 miliardi nello stesso biennio, secondo la fonte, aiutando un settore che gode di un raro avanzo commerciale con la Cina. L'accordo di "Fase 1" prevede che gli acquisti cinesi di beni agricoli statunitensi aumentino di circa 32 miliardi di dollari in due anni, ovvero circa 16 miliardi l'anno, secondo la fonte.

Una delegazione cinese guidata dal vicepremier Liu He è arrivata ieri a Washington per firmare la "Fase uno" dell'accordo commerciale con gli Stati Uniti. La missione si concluderà il 15 gennaio, data in cui è prevista la firma del documento. L'accordo commerciale provvisorio annunciato dai negoziatori di Stati Uniti e Cina consente al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di cristallizzare le ostilità con Pechino in vista delle elezioni presidenziali in programma negli Usa il prossimo anno. Tramite l'accordo, Washington impegna la Cina a un aumento significativo delle importazioni di prodotti agricoli Usa: un risultato importante che Trump potrà presentare all'elettorato rurale statunitense durante la campagna presidenziale dei prossimi mesi. La Cina, infatti, si è impegnata ad aumentare quasi del doppio le importazioni agroalimentari dagli Usa, in cambio di una concessione tutto sommato marginale: il rinvio dell'ulteriore aumento dei dazi a carico delle merci cinesi, originariamente programmato per il 15 dicembre. Tale rinvio non ridimensiona in alcun modo le tariffe che Washington ha imposto nell'arco degli scorsi 18 mesi a merci cinesi per circa 250 miliardi di dollari.

Il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, ha confermato che l'accordo raggiunto il 13 dicembre scorso prevede ancora che la Cina acquisti ogni anno da 40 a 50 miliardi di dollari di prodotti agricoli statunitensi, e un totale di 200 miliardi di dollari in due anni. Ad oggi, Pechino non ha confermato ufficialmente tali impegni di acquisto, e le recenti azioni del governo nel settore agricolo hanno sollevato interrogativi sull'obiettivo citato ripetutamente dai funzionari dell'amministrazione Trump. La scorsa settimana, tre funzionari cinesi a conoscenza della questione hanno detto alla stampa internazionale che Pechino fa attenzione a non discutere pubblicamente i dettagli dell'accordo provvisorio, perché Washington ha cambiato posizione più volte durante i negoziati. La firma dell'accordo commerciale prevista per mercoledì 15 gennaio dovrebbe attenuare il conflitto commerciale di 18 mesi del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, volto a modificare le pratiche commerciali ed economiche della Cina, ma lascerà in vigore tariffe per circa 370 miliardi di dollari di importazioni cinesi all'anno. Si prevede che queste tariffe saranno affrontate nei negoziati di "Fase due" che l'amministrazione Trump vuole lanciare quest'anno.

I contenuti dell'accordo commerciale di "Fase uno" tra Washington e Pechino sono stati illustrati il 15 dicembre dal rappresentante del Commercio degli Stati Uniti, Robert Lighthizer. Pechino ha accettato di aumentare quasi del doppio le proprie importazioni di prodotti agricoli statunitensi nell'arco di due anni, in cambio del blocco dei nuovi dazi sulle merci cinesi che Washington aveva pianificato per il 15 dicembre. Nel 2017 Pechino ha importato prodotti agricoli statunitensi per un totale di 24 miliardi di dollari; l'accordo annunciato venerdì dai negoziatori dei due paesi prevede l'aumento di tale segmento delle importazioni cinesi sino ad un volume di 40 miliardi di dollari, e l'espansione delle importazioni complessive dagli Usa a 200 miliardi di dollari entro un periodo di due anni.

L'accordo, ha spiegato il funzionario Usa, è stato "completato" nonostante la necessità di concludere la revisione legale e la traduzione del testo nelle due lingue. "C'è un periodo per la traduzione. Ci sono alcune cose da sistemare ", ha detto Lighthizer, intervistato dal programma "Face the Nation" dell'emittente televisiva "Cbs". "E' tutto fatto. Assolutamente", ha aggiunto il funzionario. Pechino non ha espressamente confermato le cifre fornite da Lighthizer in merito all'aumento delle importazioni cinesi, ma ha espresso a sua volta ottimismo e soddisfazione per un'intesa che ha interrotto l'escalation dei dazi in atto da circa 18 mesi.

"L'accordo soddisfa i requisiti intrinseci dello sviluppo economico di alta qualità della Cina, le aspirazioni della comunità internazionale, e serve gli interessi comuni di entrambi i popoli", ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi. Secondo il ministro, l'accordo condurrà gradualmente le relazioni economiche e commerciali Cina-Stati Uniti sulla strada del normale sviluppo, iniettando fiducia nell'economia mondiale al ribasso e rafforzando la stabilità dell'ordine commerciale globale. "Le relazioni Cina-Stati Uniti devono ancora affrontare molte questioni che richiedono attenzione e un'attenta gestione", ha affermato Wang, esprimendo la speranza che il governo Usa compia sforzi concertati con Pechino per gestire efficacemente le differenze ed espandere la cooperazione reciprocamente vantaggiosa, in modo da spingere in avanti le relazioni con coordinamento, cooperazione e stabilità.

"La cooperazione commerciale Cina-Usa si baserà sulle regole dell'Omc e le imprese cinesi importeranno prodotti e servizi più competitivi dagli Stati Uniti e da altri paesi secondo i principi di marketing e commerciali", ha affermato Wang. "Mentre la Cina sta approfondendo la sua riforma e apertura, il suo mercato si espanderà inevitabilmente, il che offre opportunità agli Stati Uniti, nonché all'Europa e al resto del mondo", ha rimarcato nuovamente il ministro cinese. Esprimendo la costante opposizione della Cina al protezionismo, Wang ha affermato che la Cina sostiene la creazione di un'economia aperta e che tutti i paesi dovrebbero fornire un ambiente equo e non discriminatorio per il normale commercio e investimenti. Il ministro ha poi ribadito che la Cina accoglie le imprese di tutti i paesi a competere equamente nel mercato cinese e a ricevere prodotti più competitivi dall'Europa. (Cip)
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