MIGRANTI
 
Migranti: caso Gregoretti, presidenza giunta Immunità decide oggi se rinviare voto su Salvini
 
 
Roma, 14 gen 10:46 - (Agenzia Nova) - Si riunisce oggi alle 19 l’Ufficio di presidenza della giunta per le Immunità parlamentari che dovrà decidere in merito al voto sull’autorizzazione a procedere contro il leader della Lega, Matteo Salvini, per la vicenda Gregoretti. Azione dovuta dopo la richiesta presentata dal Tribunale dei ministri di Catania. L’ex ministro dell'Interno è accusato di sequestro di persona per il mancato sbarco di 131 migranti a bordo della nave pattugliatore della Guardia Costiera rimasta bloccata per giorni al largo delle coste italiane. Il voto, inizialmente, era previsto per il 20 di questo mese ma la scorsa settimana i partiti di maggioranza hanno chiesto un rinvio, in seguito alla decisione presa della Conferenza dei capigruppo del Senato di sospendere i lavori dell'Aula e delle commissioni dal 20 al 24 gennaio in vista delle elezioni regionali.

Ieri la maggioranza ha abbandonato i lavori della giunta in segno di protesta dopo aver visto respinta la richiesta di istruttoria sullo stato di salute dei migranti a bordo della nave. Inoltre i commissari di maggioranza hanno contestato anche la decisione di convocare per oggi l'ufficio di presidenza per decidere la data del voto. Da quanto è emerso, il centrodestra è riuscito a sovvertire ieri i rapporti di forza in giunta, grazie anche al voto dello stesso presidente Maurizio Gasparri, per via della concomitante assenza dei senatori, Pietro Grasso (Leu) e Mario Giarrusso (M5s). Entrambi impegnati in visite istituzionali con la commissione parlamentare Antimafia. La scorsa settimana, invece, Gasparri ha depositato la sua relazione, nella quale propone di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere contro Salvini, in quanto a suo dire "sicuramente è configurabile un coinvolgimento politico governativo" chiamando in causa, quindi, il precedente esecutivo e lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Salvini è tornato sulla vicenda parlando di "processo politico". Secondo l'ex ministro dell'Interno, intervenuto questa mattina ai microfoni dell'emittente radiofonica all'emittente "Rtl102, "per qualcuno la lealtà, l’onore, la parola data, valgono meno rispetto alla convenienza personale". "Posso stare simpatico o antipatico - ha aggiunto - ma chi ci ascolta sa che ho sempre voluto bloccare l’immigrazione clandestina". Il segretario della Lega ha spiegato di "rischiare" fino a 15 anni di detenzione, ma "ne vado orgoglioso". "Meno sbarchi – ha sottolineato - significa meno morti. E difendere l’onore e i confini di un paese è un dovere". "Se sono un criminale, il Pd me lo dica domani. Me lo dicano adesso Pd e M5s, non dopo le regionali. Forse si vergognano", ha attaccato Salvini in merito al rinvio del voto della giunta richiesto dalla maggioranza a dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna. Salvini ha inoltre attaccato il Partito democratico, in quanto, a suo dire, "vuole cancellare i decreti sicurezza" che avrebbero rafforzato le attività per la confisca dei beni mafiosi. Secondo il leader del Carroccio, "il Pd di Bonaccini vuole cancellare i decreti sicurezza, che tra le altre cose hanno dato più impulso all’attività dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati alla criminalità organizzata". Per Salvini, i dem vorrebbero "utilizzare i beni confiscati per l’accoglienza degli immigrati", mentre la Lega "la pensa diversamente" al riguardo, ricordando i numeri delle confische dei beni mafiosi operate nella regione quando guidava il Viminale. (Rin)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..