EGITTO
 
Egitto: Conte, possibilità invio militari in Libia non esclusa, su Regeni "segnali positivi"
 
 
Il Cairo, 14 gen 13:20 - (Agenzia Nova) - (Aggiornamento) - Gli ultimi sviluppi del dossier libico e delle indagini sull'uccisione di Giulio Regeni sono stati tra i temi centrali della visita ufficiale del premier italiano, Giuseppe Conte, in Egitto. Il capo dell'esecutivo di Roma, parlando alla stampa, dopo un colloquio con il capo dello Stato egiziano, Abdel Fatah al Sisi, ha dichiarato che il governo italiano "non esclude affatto" la possibilità di inviare ulteriori militari in Libia in un'operazione di peace monitoring, cioè monitoraggio del cessate il fuoco, ma prima devono esserci le necessarie "condizioni di sicurezza" e un "contesto e un percorso politico chiari". “Discuteremo a Berlino se ci saranno le premesse e se riusciremo a dare un indirizzo politico alla crisi libica”, ha detto ancora il premier italiano, con riferimento alla conferenza di Berlino prevista per il 19 gennaio prossimo.

Il primo ministro italiano ha sottolineato inoltre l’importanza di creare “le premesse di sicurezza” per inviare un eventuale contingente italiano sotto l'egida delle Nazioni Unite. “Non manderemo uno solo dei nostri ragazzi se non ci saranno le condizioni di sicurezza, con un contesto e un percorso politico chiaro”, ha aggiunto Conte. “L’Italia è disponibile a dare ogni forma di contributo per la pacificazione della Libia”, ha detto ancora il presidente del Consiglio. "Ovviamente con il presidente Al Sisi abbiamo parlato del caso Regeni e ho ricordato che fra qualche giorno ci sarà l’anniversario della scomparsa", ha aggiunto il premier, rivolgendo un “pensiero affettuoso” ai familiari del ricercatore di Fiumicello. Il ritorno al Cairo degli investigatori del Ros dei Carabinieri e dello Sco della Polizia per un incontro con gli inquirenti egiziani sul caso di Giulio Regeni è stato salutato da Conte come "un segnale positivo".

Il portavoce della presidenza egiziana, Bassam Radi, da parte sua, ha riferito che Al Sisi ha "sottolineato la posizione dell’Egitto a sostegno della stabilità e della sicurezza della Libia, secondo le volontà del popolo libico". Inoltre, il capo dello Stato egiziano ha evidenziato l’importanza di sostenere gli sforzi dell’autoproclamato esercito nazionale libico (Lna), guidato dal generale Khalifa Haftar, "nella lotta al terrorismo e nell'eliminazione delle organizzazioni terroristiche che costituiscono una minaccia non soltanto per la Libia, ma per la sicurezza regionale e del Mediterraneo". Infine, Al Sisi ha ribadito "la contrarietà a tutte le ingerenze esterne in merito al dossier libico", ha aggiunto il portavoce egiziano. Al Sisi e Conte hanno parlato anche delle relazioni bilaterali, esprimendo la volontà "di sviluppare una cooperazione congiunta in vari settori", ha spiegato Radi. Infine, le parti hanno affrontato il tema delle indagini in merito all’uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni, scomparso e poi trovato ucciso con evidenti segni di tortura nei pressi del Cairo all’inizio del 2016. Secondo quanto riferito da Radi, Al Sisi ha ribadito "i continui sforzi per far luce sull’uccisione di Regeni e individuare i responsabili per consegnarli alla giustizia". (Res)
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