CIPRO
 
Cipro: ministro Difesa a “Nova”, presenza navale Ue per garantire sicurezza energetica
 
 
Roma, 14 gen 11:45 - (Agenzia Nova) - Il Mediterraneo orientale, data la sua importanza per la sicurezza energetica dell’Unione europea, dovrebbe essere dichiarato “un’area di interesse marittimo”: in questo modo si potrebbe pensare ad una presenza navale coordinata nell’area da parte degli Stati membri. E’ quanto affermato dal ministro della Difesa cipriota, Savvas Angelides, in un’intervista ad “Agenzia Nova” nel corso della sua missione a Roma, dove oggi incontra il titolare del dicastero della Difesa, Lorenzo Guerini. “Voglio esprimere la mia soddisfazione perché i rapporti bilaterali con l’Italia vengono costantemente rafforzati. Questi incontri riflettono la volontà dei nostri paesi di mantenere e sviluppare ulteriormente i nostri rapporti nei settori della sicurezza e della difesa”, ha dichiarato il ministro cipriota sottolineando che Roma e Nicosia condividono gli stessi principi e affrontano le stesse sfide. Secondo quanto spiegato da Angelides, i temi principali di confronto con Guerini sono legati alla situazione nel Mediterraneo orientale - con un’attenzione particolare sulla Libia -, le “azioni illegali” della Turchia nella Zona economica esclusiva (Zee) di Cipro, il gasdotto EastMed e il tema molto rilevante della sicurezza energetica, la questione cipriota, così come materie riguardanti la Politica comune di sicurezza e difesa (progetti Pesco). “Anche l’immigrazione sarà centrale nella nostra agenda”, ha affermato Angelides, annunciando anche la firma tra i ministeri della Difesa di Roma e Nicosia di un programma congiunto per la cooperazione bilaterale nella difesa, “in grado di fornire una cornice per una serie di importanti azioni, tra le altre cose nel settore dell’esercitazione e dell’addestramento congiunto”.

“L’Italia è un partner chiave nel nostro programma energetico”, ha evidenziato il ministro della Difesa cipriota, ricordando che recentemente il governo di Nicosia ha concordato di ampliare i diritti dell’italiana Eni nella Zee cipriota concedendo in licenza un altro blocco alla compagnia. “Il ruolo della Turchia nella Zee della Repubblica di Cipro desta grande preoccupazione”, ha fatto notare Angelides, il quale ritiene che “sfortunatamente la Turchia, con le sue azioni illegali e irrazionali, sta alimentando l’instabilità tramite una flagrante violazione dei nostri diritti sovrani fondamentali. Ritengo – ha detto - che la diplomazia delle cannoniere e le minacce dalla Turchia non porteranno da nessuna parte. Continueremo a difendere i nostri diritti legittimi, intensificando i nostri sforzi a livello legale, politico e diplomatico. Abbiamo chiarito che la militarizzazione e l’escalation artificiale di una situazione già tesa non è una scelta della nostra parte. Abbiamo un invito aperto verso la Turchia per discutere e concordare una demarcazione dei nostri confini marittimi”. Secondo il ministro cipriota, tutto ciò attesta quindi la buona fede di Nicosia nel voler risolvere la questione legata all’esplorazione degli idrocarburi nell’offshore cipriota. “In ogni caso, data la grande importanza delle attività di esplorazione degli idrocarburi nella regione del Mediterraneo orientale e il loro contributo a salvaguardare la sicurezza energetica dell’Unione, vorremmo suggerire che il Mediterraneo orientale venga dichiarato ‘un’area di interesse marittimo’. Significa che avremo una presenza navale coordinata da parte degli Stati dell’Ue. Ciò ci aiuterà a promuovere la stabilità nella regione e ad affrontare questioni come immigrazione, terrorismo e contrabbando”, ha dichiarato Angelides.

“La Repubblica di Cipro, come uno Stato membro dell’Ue, è chiamato a esercitare la sua politica estera in modo da rispondere alle minacce derivanti dal suo vicinato immediato e ad identificare le opportunità per la difesa dei suoi interessi nazionali – ha affermato Angelides -. In questa cornice abbiamo una cooperazione bilaterale e trilaterale con paesi vicini, come Egitto, Libano, Israele, Giordania, ma anche con paesi europei come Italia, Francia, Regno Unito e Germania. Abbiamo programmato di condurre diverse attività ed esercitazioni nel quadro della nostra cooperazione bilaterale e trilaterale sulla difesa, al fine di rafforzare la sicurezza marittima nel Mediterraneo orientale. Come diritto di ogni paese sovrano, anche Cipro, in cooperazione con i partner e gli alleati, sta effettuando esercitazioni nella sua Zee e nelle aree marittime. Queste esercitazioni forniscono un’opportunità eccellente per rafforzare reciprocamente le capacità e l’esperienza, specialmente nell’area cruciale della sicurezza marittima.

Il ministro ha poi risposto ad una domanda di “Agenzia Nova” sulla decisione di Ankara di firmare un accordo con Tripoli sulla sicurezza e sui confini marittimi. “E’ un ulteriore esempio delle politiche revisioniste della Turchia nel Mediterraneo orientale”, ha accusato. “Il governo a Tripoli manca della legittimazione per concludere questo tipo di accordi. C’è una chiara violazione dell’accordo politico libico del 2015. L’accordo ha un impatto sui diritti legittimi degli Stati costieri del Mediterraneo orientale ed è contrario al principio riconosciuto della Convenzione della Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 ed al diritto consuetudinario riguardo i diritti delle isole ad avere una Zona economica esclusiva e una piattaforma continentale”, ha osservato Angelides secondo cui l’accordo Ankara-Tripoli “rappresenta una flagrante violazione del diritto internazionale e come tale è nullo e vuoto, senza effetti legali. Gli accordi non possono essere conclusi a spese della sovranità e dei diritti sovrani di altri paesi. Non c’è dubbio che i passi per l’attuazione di questo accordo illegale danneggeranno inevitabilmente la sicurezza e la stabilità nella regione”, ha evidenziato.

Il ministro Angelides si è detto soddisfatto della risposta ottenuta dagli altri paesi Ue alle preoccupazioni sollevate da Cipro. “La solidarietà è un valore centrale nella famiglia dell’Ue – ha osservato -. Certamente questa solidarietà deve essere espressa tramite tutti i mezzi: con dichiarazioni, decisioni e azioni concrete. Siamo soddisfatti delle misure dell’Ue, che colpiscono persone fisiche e giuridiche responsabili per o coinvolte nelle attività illegali di esplorazione degli idrocarburi nel Mediterraneo orientale. Siamo anche lieti del sostegno unanime da parte dei nostri partner e della solidarietà espressa come risultato del quadro più ampio. Nonostante ciò è tempo di avviare discussioni con i nostri partner dell’Ue in modo di trovare anche altre strade di risposta e raggiungere decisioni per una procedura rapida ed efficace per contrastare queste azioni illegali contro uno Stato membro da parte di uno Stato terzo. E in questo caso particolare lo Stato terzo in questo è un paese candidato all’adesione Ue”.

Secondo Angelides, pertanto, “serve una valutazione sull’operatività dell’articolo 42.7 del Trattato. Il nostro obiettivo ultimo – ha detto - è di far cessare le attività illegali della Turchia nella regione e che questo paese rispetti il diritto internazionale e la Convenzione Onu sul diritto del mare, comportandosi in linea con le loro disposizioni vincolanti”.Il ministro di Nicosia ha evidenziato che le azioni illegali della Turchia colpiscono non solo Cipro ma l’intera regione del Mediterraneo orientale e l’Ue. “Le minacce dei flussi migratori, l’invasione della Siria, l’accordo illegale con la Libia, l’invasione della Zee della Repubblica di Cipro sono alcune delle attività provocatorie che dovrebbero essere affrontare in maniera collettiva. La reazione deve essere decisa e forte in modo da inviare un chiaro messaggio per dissuadere e scoraggiare la Turchia e per dimostrare determinazione per conto dell’Ue”, ha dichiarato Angelides.

Il ministro ha parlato anche della recente decisione di Washington di eliminare dopo diversi anni l’embargo sulle forniture di armi a Cipro. “Gli interessi di Cipro e Stati Uniti nel Mediterraneo orientale sono allineati. La Repubblica di Cipro è un partner strategico chiave degli Stati Uniti in questa regione, come efficacemente sottolineato nell’Atto per la sicurezza nel Mediterraneo orientale e la Partnership energetica recentemente diventato legge (negli Usa)”, ha dichiarato. Secondo il ministro, la firma di una Dichiarazione d’Intenti tra Cipro e gli Usa “ha indubbiamente rafforzato la partnership bilaterale nella sicurezza tra i nostri due paesi. L’adozione di questo documento vitale – ha detto - ha creato nuove opportunità per fare progressi sulle questioni di reciproco interesse, come la lotta al terrorismo, il contrasto alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, la protezione dei diritti umani, la lotta al traffico di esseri umani, e il rafforzamento della sicurezza marittima. La decisione di eliminare l’embargo alle armi a Cipro da parte Usa rappresenta una pietra miliare importante, che rafforzerà ulteriormente i rapporti i due paesi nel campo della sicurezza e della difesa, oltre ad aiutare a rispondere alle minacce ibride e asimmetriche. E una prova aggiuntiva del fatto che Cipro può recitare un ruolo di catalizzatore nel Mediterraneo orientale per promuovere la stabilità e la pace”.

Infine la questione cipriota. “Mettere fine alla divisione di Cipro e del suo popolo, dopo 46 anni di occupazione turca, è uno sviluppo atteso da tempo – ha sottolineato il ministro Angelides -. Il raggiungimento di una soluzione comprensiva che tuteli la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale della Repubblica di Cipro, non può attendere. E’ la priorità del nostro presidente, Nicos Anastasiades, il quale ha riaffermato la sua determinazione e la forte volontà ancora una volta, nell’incontro di dicembre a Berlino, per la ripresa dei negoziati sul problema di Cipro, puntando ad una soluzione equa e percorribile senza truppe straniere e potenze garanti; una soluzione che deve essere fondata sul diritto internazionale, sulle risoluzioni Onu e sui valori fondanti dell’Ue”. Il ministro cipriota ha assicurato che Nicosia è pienamente impegnata nel processo negoziale sotto gli auspici del segretario generale dell’Onu. “Continueremo a sostenere gli sforzi dell’inviato speciale del segretario generale, Jane Holl Lute, per raggiungere un accordo sul ‘termini di riferimento’, che dovrebbe essere la base per il proseguimento dei negoziati. Dal momento che la nostra volontà e il nostro impegno per la ripresa dei negoziati è costante e dimostrato, i progressi sono interamente dipendenti dalla Turchia. Le azioni provocatorie e illegali contro la Repubblica di Cipro e le costanti violazioni della nostra sovranità e dei nostri diritti sovrani rappresentano un ostacolo sostanziale per andare avanti”, ha concluso Angelides. (Pav)
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