BRASILE
 
Brasile: ministero commercio, esportazioni di soia in Cina più fruttuose di acciaio negli Usa
 
 
Brasilia, 09 dic 2019 18:12 - (Agenzia Nova) - Le vendite di soia alla Cina fruttano agli esportatori brasiliani molto più delle vendite agli Stati Uniti di acciaio, oggetto di nuove possibili restrizioni doganali da parte di Washington. Lo riporta il quotidiano "Folha di S. Paulo" citando dati del ministero dell'Economia: da gennaio a ottobre il mercato brasiliano ha esportato acciaio negli Usa per un valore di 3,4 miliardi di dollari, contro i 17,8 miliardi di dollari ottenuti dalla soia venduta nel paese asiatico. Una dinamica ancora più evidente se misurata sugli ultimi dieci anni: gli incassi per l'acciaio erano nel 2008 pari a 3,4 miliardi di dollari, non lontano dal livello registrato quest'anno, contro i 5,3 miliardi di dollari per la soia.

La Cina è il principale destino delle esportazioni brasiliane, circa il 26,7 per cento del totale, più del doppio del 12 per cento che finisce negli Usa. D'altro canto, osserva "Folha", dal luglio del 2018, mese in cui l'amministrazione Usa del presidente Donald Trump ha disposto le prime sanzioni commerciali contro la Cina, l'export del settore agricolo brasiliano verso Pechino ha conosciuto la crescita maggiore: nel 2017 la Cina ha comprato soia per un valore di 20,3 miliardi di dollari. Un anno dopo la quota è salita a 27,3 miliardi.

A inizio dicembre Trump ha annunciato il ristabilimento dei dazi alle importazioni di alluminio e acciaio anche per il Brasile e l'Argentina. A giustificare la decisione, ha annunciato lo stesso presidente Usa, la forte svalutazione delle monete dei due paesi sudamericani. "Brasile ed Argentina hanno subito una consistente svalutazione delle loro monete, un fatto non positivo per i nostri agricoltori", ha scritto Trump sul suo profilo Twitter. "Per questo ristabilirò con effetto immediato i dazi su tutto l'acciaio e l'alluminio importato negli Stati Uniti da questi due paesi", ha aggiunto. Il magnate statunitense ha quindi approfittato dell'occasione per rivolgere un ennesimo appello all'autorità monetaria del suo paese ad "allentare" il tasso di sconto. "La Federal Reserve dovrebbe agire per impedire che questi paesi approfittino del nostro dollaro forte per svalutare le loro monete", ha scritto Trump, sottolineando che "in questo modo è molto difficile per i nostri produttori e agricoltori esportare.

In piena guerra commerciale con la Cina, nel marzo del 2018, Trump aveva annunciato l'introduzione di dazi del 25 per cento alle importazioni di acciaio e del 10 per cento a quelle di alluminio. Successivamente aveva tuttavia stabilito un'eccezione per l'Argentina, il Brasile, la Corea del Sud e l'Unione Europea. La Casa Bianca sta ora portando avanti difficili trattative per porre fine al conflitto economico con il gigante asiatico. Cina e Stati Uniti restano ancora divisi su questioni fondamentali, tra cui la richiesta di Pechino di rimuovere le tariffe e l'insistenza degli Stati Uniti sull'acquisto di prodotti agricoli. (Brb)
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