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Brasile: ministro Difesa, "intervento militare in Amazzonia potrebbe essere prorogato"
 
 
Brasilia, 20 set 2019 22:10 - (Agenzia Nova) - Il decreto di Garanzia e ordine pubblico (Glo), che autorizza l'uso delle forze armate per combattere gli incendi boschivi negli stati di Acri, Mato Grosso e Amazonas, firmato lo scorso 23 agosto dal presidente Jair Bolsonaro, potrebbe essere prorogata di un mese rispetto alla naturale scadenza, il 23 settembre, a causa della persistenza del clima secco nel nord e nel centro-ovest del Brasile che favorisce la diffusione di roghi, in maggioranza di natura dolosa. L'annuncio è stato fatto dal ministro della Difesa, Fernando Azevedo e Silva, nel corso di un intervento durante la sedicesima conferenza sulla sicurezza internazionale svoltasi stamattina presso il forte di Copacabana, a Rio de Janeiro. "Oggi ho un incontro con il Presidente della Repubblica e valuteremo in base alla necessità e alle richieste degli stati se è il caso di prorogare l'azione federale. Il ministro Azevedo ha approfittato dell'occasione per presentare i dati relativi ai primi 29 giorni di attuazione dell'operazione in Amazzonia legale. Più di 500 incendi sono stati combattuti nel periodo dai circa 2.100 militari addestrati per queste azioni. Nel corso delle attività sono stati sequestrati 51.913 metri cubi di legname raccolto illegalmente. Il ministro ha affermato che in questo momento la preoccupazione maggiore è per gli incendi che stanno colpendo Mato Grosso, Mato Grosso do sul e Pará e Goias.

Al termine di alcune settimane difficili, il presidente Bolsonaro aveva firmato il decreto di Garanzia e ordine pubblico (Glo), che autorizza l'uso delle forze armate per combattere gli incendi boschivi negli stati di Acri, Mato Grosso e Amazonas, lo scorso 23 agosto. La richiesta di intervento era stata formulata dai governatori appartenenti al Consorzio interstatale per lo sviluppo sostenibile dell'Amazzonia legale. Circa 400 unità delle Forze armate brasiliane sono entrati in azione già domenica 25 agosto per affrontare l'emergenza causata dagli incendi in Amazzonia. Successivamente il ministero dell'Economia, su richiesta del ministero della Difesa, aveva approvato lo sblocco immediato di 38,5 milioni di real (circa 8,3 milioni di euro) per combattere gli incendi. In precedenza il presidente Jair Bolsonaro aveva reso nota l'entrata in funzione degli aerei militari per scaricare acqua sulla foresta in fiamme. Lo scorso 25 agosto poi, in piena polemica internazionale a causa dei roghi nella foresta amazzonica, il presidente della Repubblica brasiliana, Jair Bolsonaro, aveva firmato un'ordinanza che obbliga la polizia federale a indagare sulla "possibile esistenza di un'azione criminale premeditata negli incendi che si sono verificati nell'area della foresta nazionale di Altamira dal 10 agosto 2019". L'indagine della polizia federale è stata disposta per verificare la presenza di un'eventuale regia o organizzazione dietro la serie di incendi dolosi che sta distruggendo da settimane la foresta amazzonica.

Lo scorso 17 settembre, il ministro della Giustizia e della pubblica sicurezza brasiliano, Sergio Moro, ha firmato un decreto nel quale dispone l'invio di truppe della Forza nazionale federale da impiegare nella lotta contro gli incendi boschivi nello stato amazzonico di Acre. La disposizione è arrivata dopo che il governo dello stato aveva invocato l'aiuto del governo centrale per poter essere più efficiente nel contenimento dei roghi che da settimane stanno devastando la foresta pluviale. Secondo quanto recita il documento pubblicato in Gazzetta ufficiale "le azioni della Forza nazionale saranno episodiche e pianificate, nell'ambito delle attività di difesa civile a difesa dell'ambiente e nei servizi essenziali per la conservazione dell'ordine pubblico e la sicurezza delle persone e del patrimonio, fino al 24 settembre del 2019". L'ordinanza specifica che le truppe della Forza nazionale faranno da supporto logistico alle strutture messe in campo dal governo di Acre.

Nonostante le misure intraprese, l'ondata di incendi non accenna a diminuire. La scorsa settimana, a causa dell'enorme crescita del numero di incendi nel Pantanal gli stati brasiliani di Mato Grosso (sul cui territorio ricade anche la foresta amazzonica) e il Mato Grosso del Sud, hanno dichiarato lo stato di emergenza. L'ultimo in ordine di tempo ad avanzate la richiesta è stato il governo del Mato Grosso che, lo scorso 11 settembre ha chiesto al governo federale che venga riconosciuto lo stato di emergenza a causa dell'enorme numero di incendi registrato nell'area della foresta amazzonica che ricade all'interno dei confini dello stato. La misura è stata firmata dal governatore Mauro Mendes e pubblicata nell'edizione del 10 settembre della Gazzetta ufficiale dello stato (Doe). Il governo statale invierà ora al governo centrale un rapporto dettagliato nel quale giustifica la richiesta. Se riconosciuto, lo stato di emergenza consente per un periodo non superiore a 60 giorni azioni di emergenza, come l'acquisto di beni e materiali senza gara di appalto, oltre che autorizzare l'intervento da parte del governo federale anche attraverso l'invio di forze armate.

Nello stato, secondo i dati dell'Istituto nazionale di ricerca spaziale (Inpe) sono stati registrati 8.030 incendi nel solo mese di agosto 2019, in aumento di oltre il 230 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018. Nel testo preparato dal governo dello stato si parla anche di un allarme per futuri roghi a causa del basso tasso di umidità registrato nell'area, tra il 7 e il 20 per cento, e dei conseguenti possibili danni alla salute della popolazione. La dichiarazione di emergenza da parte del governo del Mato Grosso non sorprende. Appena ieri, 9 settembre, l'Istituto nazionale di ricerca spaziale (Inpe) aveva diffuso i dati aggiornati degli incendi nella regione amazzonica nei primi otto giorni di settembre 2019. I roghi registrati sono stati 4.935. Complessivamente dall'inizio di gennaio all'8 settembre ci sono stati 51.760 roghi nella sola area della foresta pluviale. Nello stesso periodo dell'anno precedente erano stati 34.995 focolai. L'aumento di quest'anno è quindi nella misura del 48 per cento. Considerando l'intero territorio nazionale, dal primo gennaio all'8 settembre 2019, il sistema ha registrato 102.786 incendi in Brasile, con un incremento del 45 per cento rispetto ai 70.631 righi nello stesso periodo del 2018. Dall'inizio delle serie storica avviata nel 1998, in quasi tutti gli anni il numero totale di incendi a settembre è stato superiore rispetto ad agosto a causa della stagione secca che dura da luglio a ottobre.

Questo dato non fa ben sperare dal momento che il mese di agosto ha superato tutti i record negativi per incendi e deforestazione. Secondo i dati dell'Inpe, relativamente ai soli incendi, il numero di roghi nel territorio della foresta pluviale amazzonica brasiliana è aumentato del 196 per cento ad agosto rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nel 2018 i roghi registrati erano stati 10.421, nel 2019 la cifra è salita a 30.901. Secondo l'Inpe si tratta del numero più alto osservato dal 2010. Secondo i calcoli dell'istituto, la media storica di incendi nella foresta pluviale amazzonica, relativamente al mese di agosto, è di 25.853 roghi. Da gennaio ad agosto di quest'anno sono stati registrati nella sola foresta amazzonica 46.825 incendi rispetto ai 22.165 dello stesso periodo del 2018, in aumento dell'111 per cento. Gli incendi sono aumentati ad agosto e nei primi otto mesi dell'anno anche in relazione al territorio dell'Amazzonia legale, composta dagli stati di Acri, Amapá, Amazonas, Mato Grosso, Pará, Rondonia, Roraima e Tocantins e parte del Maranhao. Ad agosto nella regione sono stati registrati 39.177 incendi rispetto ai 15.001 di agosto dello scorso anno, in aumento del 161 per cento quest'anno.

L'ondata di incendi dolosi che ha interessato varie aree della foresta amazzonica brasiliana ha causato una preoccupante accelerazione della deforestazione registrata nei primi otto mesi dell'anno. Secondo quanto rivelato dall'Inpe solo ad agosto, mese nel quale la foresta amazzonica è stata colpita da un'ondata di incendi senza precedenti, sono andati distrutti 1.700 chilometri quadrati di foresta in aumento del 223 per cento rispetto ad agosto 2018 quando la deforestazione aveva colpito 526 chilometri di territorio. Spinta dai dati negativi di agosto la deforestazione è praticamente raddoppiata anche nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2019. Nei primi otto mesi dell'anno sono andati distrutti 6.404 chilometri quadrati di foresta pluviale, rispetto ai 3.336 chilometri quadrai del 2018, segnando un aumento del 91,9 per cento. I dati del sistema Deter mostrano un continuo aumento della deforestazione amazzonica dal 2012. Quell'anno, la perdita fu di 4.571 chilometri quadrati. Nel 2016 la deforestazione ha raggiungo complessivamente i 7.893 chilometri quadrati e l'anno successivo i 7.536 chilometri quadrati. (Brb)
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