TUNISIA
 
Tunisia: 36 figli dei combattenti dello Stato islamico bloccati nelle carceri libiche
 
 
Tunisi, 24 gen 19:00 - (Agenzia Nova) - Trentasei minorenni tunisini orfani dei combattenti dello Stato islamico di cui si sono perse le tracce a Sirte, in Libia, “sono ancora bloccati nelle carceri di Misurata e Tripoli con le loro madri”. Lo ha detto oggi il console generale tunisino in Libia, Taoufik Guesmi, in una dichiarazione all’agenzia di stampa “Tap”. Si tratta, in particolare, di 15 orfani e dieci donne attualmente incarcerati a Misurata, e di altri dieci madri con 21 minori detenuti a Tripoli. "Il loro rimpatrio dipende dalle procedure giudiziarie tra Tunisia e Libia", ha aggiunto Guesmi, sottolineando che le madri di questi bambini sono oggetto di procedimenti giudiziari da parte delle autorità libiche. Il presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, ha ricevuto ieri presso il Palazzo di Cartagine i sei “figli” dello Stato islamico rimpatriati con l’ausilio di una delegazione governativa. Il capo dello Stato ha sottolineato la necessità di accelerare l'adozione di tutte le misure necessarie da parte delle strutture dello Stato per offrire assistenza psicologica e cure mediche ai bambini prima di affidarli alle famiglie allargate. Inoltre, Saied ha raccomandato di seguire il dossier per facilitare il ritorno degli orfani dei jihadisti ancora bloccati in Libia e ha ringraziato il governo di accordo nazionale e la Mezzaluna rossa libica "che hanno dato prova di grande cooperazione per il successo di questa operazione umanitaria". "La questione del ritorno dei bambini bloccati in Libia è stato seguito da vicino dal presidente della Repubblica ed è stato uno dei temi principali dell'incontro con il presidente del Consiglio di presidenza del governo libico di accordo nazionale, Fayez al Sarraj, durante la visita a Tunisi il 10 dicembre 2019, in cui si è deciso di garantire un ritorno rapido di questi bambini nelle loro famiglie in Tunisia", si legge nel comunicato. (Tut)
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