FYROM
 
Fyrom: partiti ancora divisi su riforme ma è già clima da campagna elettorale
 
 
Skopje, 06 ott 2015 19:15 - (Agenzia Nova) - Nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) scade oggi il termine per dare attuazione alle riforme elettorali in vista delle elezioni anticipate del 24 aprile 2016. Sembra ancora lontano un accordo mentre proseguono a Skopje i negoziati, con la mediazione del diplomatico belga Peter Vanhoutte, tra i rappresentanti dei quattro principali partiti politici del paese, Organizzazione rivoluzionaria interna macedone-Partito democratico per l'unità nazionale macedone (Vmro-Dpmne), Unione Socialdemocratica di Macedonia (Sdsm), Unione democratica per l’Integrazione (Dui) e il partito Democratico degli albanesi (Dpa). “Un accordo sarà raggiunto all’alba”, afferma l’agenzia “Independent”.

La stampa locale riferisce che, per sbloccare i negoziati, Vanhoutte avrebbe richiesto al carismatico leader del principale partito d’opposizione Sdsm, Zoran Zaev, di unirsi al tavolo negoziale. I principali argomenti di dibattito sono al momento tre: la registrazione obbligatoria dei votanti, il diritto di voto per i cittadini macedoni residenti all’estero e la composizione della commissione elettorale. Il partito Sdsm ha avanzato la proposta secondo cui le attuali sei regioni nelle quali è suddivisa la Fyrom dovrebbero essere accorpate in un unico distretto, con i rappresentanti che continuerebbero a essere eletti con il sistema proporzionale.

Questa modifica permetterebbe, secondo l’Sdsm, “anche ai piccoli partiti di potersi aggiudicare uno o due seggi”. Secondo il Vmro-Dpmne la proposta “fa tornare indietro il paese al 1998”. "Se vogliamo scegliere un modello che permetta di scegliere la persona e non il partito, sarebbe meglio non proporre delle varianti ibride ma un sistema maggioritario con un premio di maggioranza di 17 deputati aggiuntivi per assicurare la governabilità a chi vinca le prossime elezioni", ha affermato il premier Nikola Gruevski. La distanza di visioni sul sistema elettorale sembra difficilmente superabile mentre altro cruciale argomento di confronto è il diritto di voto dei cittadini macedoni all’estero: a causa del mancato completamento del censimento nel 2011, questo viene considerato "una potenziale fonte di brogli elettorali".

Sulla questione i partiti Sdsm, Vmro-Dpmna e Dpa sarebbero d’accordo per l’introduzione della registrazione digitale obbligatoria dei votanti, mentre questa proposta è osteggiata dal principale partito della comunità albanese che raccoglie tradizionalmente molti voti dai cittadini residenti all’estero. “I macedoni all'estero dovrebbero avere venti rappresentanti in parlamento invece degli attuali tre”, ha proposto nei giorni scorsi il premier Nikola Gruevski, ribadendo la sua posizione favorevole al mantenimento del diritto di voto per i cittadini residenti fuori dai confini nazionali.

Dall'altra parte anche il leader dell’opposizione Zaev ha smentito le voci secondo le quali il suo partito sarebbe favorevole alla cancellazione del diritto di voto per i macedoni all’estero: “la diaspora macedone deve votare, ma Gruevski non vincerà tre a zero. Auspichiamo la creazione del ministero della Diaspora”, ha dichiarato Zaev. Dopo aver raggiunto nei termini prefissati gli obiettivi del rientro dell’opposizione in parlamento e della nomina del Procuratore speciale per indagare sul caso intercettazioni, principale causa delle scontro tra maggioranza e opposizione nel paese, i partiti politici sembrano costretti ad uno slittamento sull’obiettivo delle riforme in campo elettorale.

In base all'accordo trovato lo scorso 15 luglio, con la mediazione dell’Ue, nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom), si svolgeranno elezioni anticipate il 24 aprile 2016 e verrà formato un governo ad interim a cento giorni da questa data, non oltre il 15 gennaio 2016. Questo ritardo non è del tutto casuale dato che i partiti sembrano già prepararsi alle elezioni della prossima primavera, nelle quali è largamente auspicato che non ci siano questioni alle quali appellarsi, in modo che le nuove elezioni possano dare un risultato condiviso in maniera trasversale.

Il leader del principale partito d'opposizione Unione socialdemocratica macedone (Sdsm), Zoran Zaev, ha presentato ieri il progetto "Visioni per la Macedonia". "Da oggi vogliamo puntare sul dibattito pubblico per nuove idee sul futuro della Macedonia. La nostra idea è per una società fondata sulla classe media come base della democrazia", ha detto Zaev. Il partito Sdsm punta con questo progetto all'interazione con i cittadini "quale unica strada per costruire il futuro della Macedonia dopo il 24 aprile". Il partito di governo ha subito replicato affermando che il progetto annunciato da Zaev corrisponde all'azione del Organizzazione rivoluzionaria interna macedone-Partito democratico per l'unità nazionale macedone (Vmro-Dmpne) negli ultimi dieci anni: "Zaev subirà una nuova sconfitta alle prossime elezioni di aprile 2016".

Intanto il partito di governo ha avanzato una proposta di legge per la riduzione delle sanzioni alle imprese attive nel paese. La proposta, già sottoposta alla procedura di approvazione parlamentare, punta a rendere le sanzioni proporzionali alla grandezza dell’azienda coinvolta. “La misura proposta per la riduzione delle sanzioni alle imprese è una mossa elettorale”, accusano alcuni deputati dell’opposizione. “Come gruppo parlamentare sosterremo sempre le misure per agevolare le condizioni per fare impresa”, ribattono dal partito di governo. L’intenzione della proposta sembra essere quella di graduare le sanzioni in relazione a tre criteri: il potere economico, il numero di impiegati e se l’azienda è stata sanzionata in precedenza. Secondo i piani del governo questo dovrebbe portare ad una riduzione di sette volte nel valore delle multe comminate alle piccole imprese e circa della metà per le imprese maggiori.

Intanto il parlamento di Skopje ha iniziato in questi giorni il dibattito in aula per l'approvazione del piano di spesa per il 2016. Il vice premier e ministro delle Finanze, Zoran Stavreski, ha reso noto la scorsa settimana che il governo ha approvato il piano di spesa che deve essere ora approvato dal parlamento di Skopje. Il piano di spesa per il 2016 prevede una spesa record di 3,18 miliardi di euro, con un aumento del 6 per cento rispetto al bilancio del 2015. Il piano di spesa predisposto dall'esecutivo guidato da Nikola Gruevski dovrebbe essere approvato senza troppi problemi dal parlamento di Skopje nei prossimi giorni e si basa su delle previsioni di crescita economica annuale del 4 per cento.

Il governo macedone ha iniziato l’anno con una crescita del Pil prevista al 4 per cento, mentre le previsioni attuali sono sensibilmente ridimensionate. Le spese pubbliche sono anche oggetto di attenzione alla luce del materiale delle intercettazioni telefoniche pubblicato dal leader dell’opposizione Zoran Zaev. “Stiamo costantemente aggiungendo nuove voci di spesa. Anche gli Stati Uniti non sopportano questa situazione. E come se spendiamo per il cioccolato mentre non abbiamo il pane”, avrebbe affermato il ministro delle Finanze Zoran Stavreski secondo quanto rivelano i contenuti delle intercettazioni telefoniche.

Intanto anche per i partiti della comunità albanese si riscontra un certo fermento in vista delle nuove elezioni. Nei giorni scorsi l’ex comandante dell’Esercito di liberazione nazionale (Nla- noto anche come "Uck macedone" ndr.) ed esponente del partito Unione democratica per l’integrazione (Dui), Gezim Ostreni, ha preso la guida del nuovo partito della comunità albanese. Lo riferisce il quotidiano “Utrinski Vesnik”. Alla presentazione ufficiale del nuovo partito Unità, Ostreni ha affermato che l’istituzione della forza politica è stata necessaria dal momento che il Dui “ha sviato quello che era il suo programma originario”. Ostreni ha etichettato il leader del Dui Ali Ahmeti e il suo partito come “vassalli del partito di governo Organizzazione rivoluzionaria interna macedone-Partito democratico per l'unità nazionale macedone (Vmro-Dpmne)”.

Due deputati del Dui hanno infatti annunciato nei giorni scorsi la loro decisione di lasciare il partito per fondare una nuova forza politica, chiamata “Unità”. I deputati che hanno abbandonato il partito Dui sono il capo gruppo in parlamento, Zuluf Adili, e l’ex segretario generale Gzim Ostreni. Quest’ultimo è stato anche un comandante degli insorti albanesi durante le violenze inter-etniche del 2001. “Il nuovo partito sarà caratterizzato da un concetto civico, ossia che la Macedonia dovrebbe essere un paese appartenente a chi ci vive e non solo di uno o due gruppi etnici”, ha detto Adili che ha aggiunto “tutti i membri del Dui non coinvolti in scandali di corruzione sono i benvenuti”.

L’annuncio della fondazione di un nuovo partito è solo la conclusione di una grave divisione interna, creatasi in conseguenza della decisione del 2014 di prendere parte alla coalizione di governo con il partito Vmro-Dpmne del premier Nikola Gruevski. il leader del partito albanese Dui, Ali Ahmeti, risulta inoltre coinvolto negli scandali emersi su un vecchio caso relativo alla gestione dell’ente di telecomunicazioni Telekom Macedonia: Ahmeti, secondo le accuse, avrebbe intascato milioni di euro in tangenti, in cambio della preservazione di condizioni di “finta concorrenza” che favorivano l’ente partecipato dallo stato macedone nel locale mercato delle telecomunicazioni. (Mas)
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