ISRAELE
 
Israele: il piano di pace Usa verrà annunciato in concomitanza con le udienze per l'immunità Netanyahu
 
 
Gerusalemme , 24 gen 16:34 - (Agenzia Nova) - L’anteprima del piano di pace per il Medio Oriente ideato dalla Casa Bianca sarà illustrata martedì, 28 gennaio, giornata in cui il parlamento israeliano, la Knesset, voterà per la creazione di una commissione incaricata di esaminare la richiesta di immunità da parte del premier Benjamin Netanyahu. Parte della stampa israeliana oggi si concentra sul parallelismo delle figure di Netanyahu e del presidente statunitense Donald Trump. Così come l’inquilino della Casa Bianca si trovava a Davos quando è iniziata l’audizione per l’impeachment, anche Netanyahu sarà a Washington nel giorno in cui la Knesset discuterà se accordargli l’immunità in relazioni ai casi di presunta corruzione. Entrambe le audizioni, evidenzia oggi il quotidiano israeliano “Jerusalem Post”, avvengono nel pieno della campagna elettorale. Il prossimo 2 marzo, infatti, i cittadini israeliani ritorneranno alle urne per la terza volta in meno di dodici mesi e dovranno scegliere ancora una volta tra i due “vincitori” delle precedenti tornate elettorali: il generale in congedo Benny Gantz (leader del partito Blu e Bianco, Kahol Lavan) e Netanyahu. Secondo quanto riferisce oggi “The Times of Israel”, Gantz starebbe valutando l'ipotesi di non recarsi a Washington e sabato, 25 gennaio, interverrà su questo tema. Oggi il leader di Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, falco della politica israeliana, ha criticato la tempistica dell’annuncio dell’anteprima del piano di pace. “Non ho dubbi che il programma del piano di pace che il presidente Usa vuole presentare includerà pochi elementi positivi”, ha affermato. Tuttavia, secondo Liberman, la presentazione del piano avrà un impatto sulle elezioni. “Presentare il piano cinque settimane prima del voto, esattamente nel giorno in cui si aprirà il dibattito sull’immunità a Netanyahu, eviterà una discussione approfondita dell’iniziativa politica”, ha aggiunto, sottolineando che “non sarebbe crollato il mondo se il piano fosse stato posticipato al 3 marzo”. Il vicepresidente Usa, Mike Pence, ieri, 23 gennaio, ha confermato da Gerusalemme che Netanyahu sarà a Washington. (Res)
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