SLOVENIA
 
Slovenia: governo contrario a ulteriori garanzie per cessione Nova ljubljanska banka
 
 
Lubiana, 30 mag 2017 11:59 - (Agenzia Nova) - Il governo sloveno ha respinto la proposta della Sovereign Holding slovena (Ssh) per porre garanzie aggiuntive nei confronti della banca più grande della Slovenia, Nova ljubljanska banka (Nlb), al fine di ridurre al minimo l'impatto delle cause legali sui depositi, considerate un potenziale onere della prossima privatizzazione dell’istituto di credito. Il governo ha preso atto delle informazioni di Ssh sul fatto che il rischio derivante dai depositi bancari dell'epoca jugoslava in Croazia costituisce un ostacolo all'esecuzione delle procedure di privatizzazione della Nlb, ma ha deciso di respingere tale proposta. La dichiarazione è avvenuta durante una sessione del consiglio di vigilanza Ssk che doveva determinare la fascia di prezzo per la prossima offerta pubblica iniziale di almeno il 50 per cento dei titoli della banca.

I rischi derivano dai depositi dei risparmiatori croati in Ljubljanska banka (Lb), la banca da cui è nata la Nlb. Nova ljubljanska banka viene citata nei tribunali croati insieme a Lb per i depositi precedenti al 1991 che sono stati restituiti ai risparmiatori croati dallo stato di Zagabria, che ha poi autorizzato le banche commerciali croate a recuperarle in tribunale. Le passività potenziali sono stimate a circa 400 milioni di euro. Informazioni non ufficiali riferite dall’agenzia d’informazione “Sta”, indicano che una proposta della Ssh era che la Slovenia garantisse per eventuali passività derivanti da queste cause attraverso il Fondo di successione. Sempre secondo le fonti, il ministro delle Finanze Mateja Vranicar Erman avrebbe sostenuto questa decisione e presentato le dimissioni quando la proposta non è stata accettata. Il primo ministro Miro Cerar ha continuato a bocciare l’iniziativa.

Il consiglio di vigilanza della Sovereign Holding slovena (Ssh) ha pubblicato lo scorso 15 maggio la proposta per un’offerta pubblica iniziale di almeno il 50 per cento di Nova ljubljanska banka (Nlb) sui mercati azionari di Lubiana e Londra. “L’offerta dovrebbe essere conclusa entro la metà di giugno”, si legge in una nota di Nlb. La pubblicazione è avvenuta in seguito all'approvazione da parte delle autorità di vigilanza Ssh. L'approvazione da parte di Bruxelles della vendita proposta di Nlb in diverse fasi è stata una condizione per l'inizio ufficiale dell'Offerta Pubblica della banca statale. La Slovenia è obbligata a vendere il 75 per cento della proprietà dell'istituto bancario; il governo ha chiesto che la vendita sia effettuata in diverse fasi, per garantire la massima sicurezza ai potenziali investitori e il maggior ammontare possibile di entrate dal processo di privatizzazione per lo stato sloveno.

La commissione europea ha dato nel 2013 il via libera al governo sloveno per una ricapitalizzazione di Nlb, in forte perdita a causa della quantità di prestiti non restituiti. La Nlb, di proprietà dello stato, dovrà però secondo gli accordi vigenti essere privatizzata entro la fine del 2017. Il governo ha chiesto alla commissione europea di approvare il piano secondo il quale lo Stato venderebbe almeno una quota del 50 per cento della banca entro la fine del 2017 e il restante 25 per cento entro la fine del 2018.

Secondo la stampa locale, il passo successivo sarà poi un altro giro di presentazione della banca a potenziali investitori in centri finanziari statunitensi e europei. A differenza del primo ciclo di riunioni di marzo, quando i rappresentanti di Ssh hanno visitato New York, Boston e Londra, vengono raccolte offerte da parte degli investitori per determinare il prezzo finale. Il primo round della vendita dovrebbe essere caratterizzato da non più di cinque investitori, tra cui la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) e l'International Financial Corporation (Ifc) del gruppo della Banca mondiale, con circa il 5 per cento ciascuno.

Se tutto andrà come previsto, l’offerta pubblica del 50 per cento di Nlb potrebbe essere conclusa a metà giugno, secondo “Rtv Slovenija”, che sostiene che il prezzo dovrebbe essere la caratteristica decisiva della vendita e anche il motivo per cui il governo ha chiesto alla Commissione europea la graduale vendita del 75 per cento. Come ha recentemente sottolineato il ministro delle Finanze Mateja Vranicar Erman, l'obiettivo di una tale decisione è "aumentare le possibilità di raggiungere un prezzo accettabile". Mentre il governo ha preso la decisione, il ministro delle Finanze ha dichiarato che la vendita graduale mirava a garantire un più alto grado di tutela giuridica dei potenziali investitori interessati, che conseguentemente migliora le possibilità di un prezzo più elevato.

Il prezzo dovrebbe raggiungere almeno il valore contabile corrente di Nlb, che alla fine del 2016 era pari a 63,2 euro per azione, poco più di 1,26 miliardi di euro. Buone notizie per la vendita è l'annuncio di venerdì dell'agenzia di rating Fitch che ha aggiornato il valore di default a lungo termine da BB- a BB. Nel frattempo Moody's prevede di rivedere al rialzo la valutazione della banca fino nei prossimi due mesi. Sempre secondo informazioni non ufficiali riportate dalla stampa di Lubiana, un accordo potenziale sulla vendita graduale potrebbe includere l'impegno dello Stato di esercitare solo il 25 per cento dei diritti di voto per la nomina di supervisori. Ciò comporterebbe un numero minore di supervisori della Nlb che rappresentano lo Stato, che darebbe ai nuovi proprietari maggiore supervisione delle operazioni della banca. (Lus)
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