VENEZUELA
 
Venezuela: Guaidò domani a Madrid, atteso incontro con ministro Esteri Gonzalez Laya
 
 
Caracas, 24 gen 20:08 - (Agenzia Nova) - L'autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidò, si recherà domani a Madrid, Spagna, nuova tappa di una missione internazionale disegnata per "aumentare la pressione sulla dittatura di Nicolas Maduro". L'agenda dell'oppositore, in continua definizione, dovrebbe comprendere un incontro con il ministro degli Esteri, Arancha Gonzalez Laya. L'appuntamento, fissato per le 16, era stato anticipato a inizio settimana e passato successivamente sotto silenzio, probabilmente per una polemica interna alla coalizione di governo divisa tra sostenitori di Guaidò e di Maduro. Guaidò, che non incontrerà il presidente del governo Pedro Sanchez, viene ricevuto dalla titolare degli Esteri a nome di "un esecutivo che lo riconosce come presidente ad interim" del Venezuela, recitano fonti ufficiali ai media locali.

L'oppositore sarà quindi ricevuto dal presidente della comunità autonoma di MadridIsabel Diaz-Ayuso e dal sindaco della capitale, José Luis Martinez-Almeida, entrambi esponenti del conservatore Partito popolare (Pp). Le autorità consegneranno a Guaidò la "Chiave d'Oro" di Madrid, riconoscimento generalmente dato ai capi di Stato in visita nella capitale. Ma al leader venezuelano verrà anche consegnata la Medaglia internazionale della comunità di Madrid, riconoscimento mai consegnato dalla sua creazione, nel 2017. Nella stessa giornata Guaidò sarà presente a una manifestazione con la comnuità venezuelana, organizzata nella piazza centrale di Puerta del Sol.

Numerosi gli appuntamenti sostenuti da Guaidò nel'ambito del tour internazionale organizzato per aumentare la pressione internazionale sul governo Maduro. A Davos, in occasione del World Economic Forum, l'oppositore ha potuto scattare foto e ricevere "appoggio" da una nutrita serie di rappresentanti della politica internazionale. Tra gli altri, il segretario di Stato Usa Mike Pompeo, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz, il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian. INtervenuto a un panel del Forum, Guaidò ha chiesto ai leader internazionali sostegno contro la “dittatura” di Nicolas Maduro. “Combattiamo contro un’associazione criminale che protegge i gruppi di guerriglieri come l'Esercito di liberazione nazionale e le cellule di Hezbollah. Dal 1999 il Venezuela è stato governato da un modello terribile che ha distrutto la capacità produttiva del paese. Nonostante ciò siamo qui per dirvi che abbiamo la capacità di ricostruire il Venezuela”, ha detto Guaidò parlando al Forum economico mondiale.

Mercoledì il leader di opposizione ha fatto tappa al parlamento europeo, per incontrare - tra gli altri - l'Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera e di sicurezza, lo spagnolo Josep Borrell. A Bruxelles Guaidò ha chiesto un aumento delle sanzioni nei confronti del governo di Caracas. "Sono tre anni che abbiamo presentato una richiesta chiara: elezioni libere" perché le elezioni "sono un diritto", ha dichiarato parlando in conferenza stampa. "Le vie diplomatiche sono necessarie e importanti, ma bisogna capire che la logica della dittatura di Maduro non risponde alle logiche politiche, ma al cartello della droga e alla mafia", ha aggiunto. "Quindi, bisogna aumentare le sanzioni e utilizzare tutti i modi per fare pressione e arrivare a una alternativa pragmatica e realista per il Venezuela e la regione. Questa crisi tocca tutta l'America latina". Guaidò ha inoltre chiesto un "arbitro indipendente" al fine di garantire elezioni trasparenti in Venezuela. "L'Europa può agire. Le elezioni devono essere "credibili, trasparenti e democratiche", ma oggi "i cittadini non possono scegliere i loro eletti", ha dichiarato.

La prima tappa europea della missione è stata martedì a Londra. Guaidò è stato ricevuto dal primo ministro Boris Johnson e dal ministro degli Esteri, Dominic Raab. "Il Regno Unito sa ed è convinto che l'unica soluzione reale alla crisi in Venezuela passa attraverso una elezione presidenziale libera e trasparente nel breve periodo", ha detto Guaido segnalando che Londra ha "dato il suo appoggio per ottenere il voto il prima possibile". Il Regno Unito ha al tempo stesso "respinto qualsiasi altra falsa elezioni che la dittatura voglia esibire per cercare di ingannare la comunità internazionale e guadagnare legittimità", ha aggiunto l'oppositore rimandando all'ipotesi di nuove elezioni parlamentari cui sta lavorando Maduro. "Il Regno Unito è un socio molto importante per il Venezuela. È stato nostro socio in prima linea per la libertà, quando i soldati britannici hanno lottato al nostro fianco con il nostro Libertador Simon Bolivar", ha detto Guaidò ringraziando Londra per i 44,5 milioni di sterline donate "per la somministrazione di acqua e medicina in Venezuela".

Il giro, ha spiegato Guaidò, ha come obiettivo quello di "stabilire alleanze con i paesi democratici del mondo" al fine di "affrontare e mettere fine alla dittatura di Nicolas Maduro". Tra i punti chiave della missione, c'è quello di fissare "strategie per evitare il contrabbando di oro, sviluppare il tema migratorio" e aumentare "ancora di più" - tramite sanzioni - la pressione sulla "dittatura". Si tratta della seconda volta che il leader delle opposizioni venezuelane lascia ufficialmente il paese, nonostante il divieto opposto dalla magistratura come misura cautelare legata ad alcune cause aperte sul suo conto. Guaidò aveva varcato la frontiera una prima volta a febbraio 2019, quando la comunità internazionale tentò - senza il permesso di Caracas - di far entrare nel paese gli "aiuti umanitari" raccolti nelle settimane precedenti.

La crisi in Venezuela è tornata ad acuirsi con l'elezione di due diversi collegi di presidenza dell'Assemblea nazionale, uno presieduto da Juan Guaidò e l'altro da Luis Parra, deputato "dissidente" delle opposizioni. La nuova crisi istituzionale nasce con le due diverse votazioni celebrate il 5 gennaio. La prima votazione ha portato alla vittoria di Parra, appoggiato da parte del'opposizione e dal partito di governo Psuv (Partito socialista di unità venezuelana). Una seduta contestata da Guaidò: secondo quanto denunciano diversi deputati, gli uomini della Guardia nazionale bolivariana (Gnb) avrebbero impedito l'ingresso in aula di almeno una quarantina di parlamentari, tra cui lo stesso Guaidò, in corsa per una conferma nell'incarico e cui sarebbe spettato il compito di aprire i lavori.

In serata, Guaidò ha convocato una sessione parallela presso i locali del quotidiano "El Nacional", dove è stato eletto con i voti di 100 deputati. La rielezione di Guaidò ha subito incassato il benestare di Usa e dell'Organizzazione degli stati americani (Osa), mentre l'Unione europea ha dichiarato che continuerà a riconoscere Juan Guaidò come legittimo presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana fino a quando non verranno garantite le condizioni per una appropriata sessione di voto. (Brb)
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