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Usa: Russiagate, dipartimento Giustizia ammette "insufficienti" premesse per continuare a monitorare ex consigliere di campagna Trump
 
 
Washington, 24 gen 00:14 - (Agenzia Nova) - Il dipartimento di Giustizia (Doj) statunitense ha segretamente riconosciuto il mese scorso di non avere "presupposti insufficienti" per continuare a monitorare un ex consigliere della campagna 2016 di Trump durante le indagini dell'Fbi (Federal Bureau di Investigation) sulle interferenze russe nelle elezioni. E' quanto emerge, riferisce il "Washington Post", da documenti resi pubblici oggi. Un'ammissione significativa che probabilmente alimenterà le continue critiche su come il Doj ha gestito il caso. L'informazione era contenuta in un ordine pubblicato sul sito web della Corte di sorveglianza sui sistemi di intelligence straniera. A dicembre, secondo l'ordine, il Dipartimento aveva dichiarato alla Corte di essere arrivato a credere che in almeno due delle quattro richieste di monitoraggio dell'ex consigliere, Carter Page, "non vi fossero premesse sufficienti per stabilire una causa probabile" che lo indicasse come agente russo.

Il Dipartimento ha ottenuto le ingiunzioni nel 2017, ma ha ammesso di aver commesso un errore solo dopo che il mese scorso l'ispettore generale del Doj ha affermato che gli agenti dell'Fbi "non hanno rispettato l'obbligo di base" per garantire che le richieste di controllo di Page fossero "scrupolosamente accurate". In una dichiarazione Page ha affermato: "L'archiviazione senza precedenti di oggi rappresenta un altro passo sulla strada del risanamento del gravemente danneggiato sistema giudiziario americano. Spero che questa ultima ammissione di colpa di violazioni dei diritti civili da parte del dipartimento di Giustizia segni il continuo miglioramento verso il ripristino della giustizia e la riparazione di questi danni reputazionali". (Was)
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