COREA DEL SUD
 
Corea del Sud: nel 2019 record negativo di crescita da crisi finanziaria globale
 
 
Seul, 22 gen 05:14 - (Agenzia Nova) - Il prodotto interno lordo della Corea del Sud è cresciuto del 2 per cento nel 2019, in calo di 0,7 punti percentuali rispetto al 2018. Il dato, che risente delle ostilità commerciali tra i principali partner commerciali di Seul – Stati Uniti e Cina – e della debolezza della domanda globale di semiconduttori, è stato pubblicato dalla Banca di Corea. Si tratta del peggior risultato conseguito dalla Corea del Sud dal 2009, all’indomani della crisi finanziaria globale. La banca centrale sudcoreana prevede però una moderata accelerazione nel corso del 2020, con una crescita del 2,3 per cento cui dovrebbe contribuire l’allentamento delle tensioni tra le due maggiori potenze mondiali. Samsung Electronics e Sk Hynix, i maggiori produttori di microchip della Corea del Sud, hanno segnalato a loro volta una ripresa della domanda globale di chip di memoria. Il governo del presidente sudcoreano Moon Jae-in ha confermato per ora la propria previsione di crescita dell’economia nazionale al 2,4 per cento nel corso del 2020. Il ministro delle Finanze sudcoreano, Hong Nam-ki, ha dichiarato che è vitale per il paese mantenere un tasso di crescita superiore al 2 per cento.

Le esportazioni della Corea del Sud sono calate dello 0,2 per cento su base annua nei primi 20 giorni di gennaio: si tratta della contrazione meno marcata da un anno a questa parte, grazie alla ripresa delle spedizioni di semiconduttori di cui la Corea del Sud è uno tra i primi produttori mondiali. Nei primi 20 giorni del 2020 le esportazioni sudcoreane sono ammontate a 25,7 miliardi di dollari, 40 milioni di dollari in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo il Servizio delle dogane sudcoreano. Nei primi 20 giorni di dicembre 2019 la contrazione dell’export era stata del 2 per cento. All’inizio del 2020 le esportazioni di semiconduttori e prodotti petroliferi sono aumentate dell’8,7 e del 19,3 per cento su base annua.

La Corea del Sud ha registrato un aumento delle esportazioni del 5,3 per cento annuo nei primi dieci giorni di gennaio, attribuibile in gran parte a un incremento delle esportazioni di semiconduttori. Tra il primo e il 10 gennaio scorsi le esportazioni si Seul sono ammontate a 13,3 miliardi di dollari, contro i 12,7 miliardi di dollari nel medesimo periodo del 2019. I dati forniti dall’Agenzia delle dogane sudcoreana fotografano in particolare un aumento dell’11,5 per cento delle esportazioni di semiconduttori, e del 30,6 per cento di prodotti petrolchimici. Le esportazioni di automobili e apparecchiature wireless, di contro, sono calate rispettivamente del 4,6 e del 4,8 per cento.

La banca centrale della Corea del Sud ha mantenuto il tasso d’interesse chiave all’1,25 per cento, confermando il suo approccio attendista in attesa di una ripresa dell’economia nazionale prospettata per quest’anno. La Banca di Corea ha annunciato la decisione della giornata di oggi, in linea con le aspettative del mercato. Lo scorso anno la banca aveva effettuato due tagli del tasso chiave, sino al minimo record dell’1,25 per cento. “Le incertezze esterne e le preoccupazioni in merito alla scarsa crescita economica permangono, ma crescono anche le aspettative per una ripresa, alla luce del miglioramento dei principali indicatori economici e di alcuni indici chiave come le esportazioni”, recita una nota pubblicata dalla banca.

Il governo della Corea del Sud è deciso a svincolarsi dalle esternalità negative e dai problemi strutturali che stanno frenando la crescita dell’economia nazionale, accelerando innovazione e investimenti nel corso del 2020. Riponendo le proprie speranze in una ripresa dell’economia globale e in un allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, Seul ha formulato per il prossimo anno una ottimistica stima di crescita del prodotto interno lordo (pil) del 2,4 per cento, e un aumento dell’inflazione nell’ordine dell’1 per cento. Tali previsioni cozzano però con lo scetticismo dei mercati. Il ministro delle Finanze, Hong Nam-ki, ha dichiarato durante una conferenza stampa dei ministri economici, nella giornata di oggi, che “il 2020 offre sia opportunità che rischi, ed è pertanto cruciale a questo punto ottimizzare i fattori di opportunità e controllare i fattori di rischio, in modo da gettare le fondamenta per una ripresa del momento economico”. Tra i fattori positivi, il ministro ha citato i segnali di ripresa dell’industria dei semiconduttori, e l’accordo commerciale provvisorio tra Usa e Cina.

Le esportazioni della Corea del Sud dovrebbero tornare a crescere quest’anno, trainate da industrie chiave come i microchip, l’automotive e la biomedicina. A sostenerlo è l’Agenzia per la promozione del commercio e degli investimenti di Corea: l’ente pubblico sudcoreano prevede per il 2020 una crescita dell’export nazionale del 3 per cento, ad oltre 550 miliardi di dollari. La Corea del Sud ha chiuso il 2019 con un crollo delle esportazioni del 10,7 per cento su base annua, a 540 miliardi di dollari: il dato è leggermente inferiore alle previsioni della Korea International Trade Association, che per il 2019 aveva previsto esportazioni per un valore complessivo di 4543 miliardi di dollari. Le esportazioni sono calate per 12 mesi consecutivi, da dicembre 2018 a novembre di quest’anno.

La banca centrale della Corea del Sud ha tagliato le previsioni di crescita del prodotto interno lordo nazionale per il 2019 al 2 per cento, il dato più basso da un decennio a questa parte. L’11ma economia del globo è fortemente dipendente dal commercio estero, ed è dunque particolarmente esposta agli effetti delle ostilità commerciali in atto tra Stati Uniti e Cina, che sono i principali mercati del suo export. Il governatore della Banca di Corea ha annunciato oggi che l’istituzione da lui diretta ha mantenuto invariati i tassi di riferimento, ma abbassato le previsioni di crescita del pil dal 2,2 al 2 per cento. La banca centrale ha abbassato di due decimi di punto anche la previsione di crescita per il prossimo anno, dal 2,5 al 2,3 per cento. Le nuove previsioni della banca centrale sono in linea con quelle del Fondo monetario internazionale.

Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha convocato lo scorso novembre i ministri economici della sua amministrazione per un incontro presso la residenza presidenziale, in risposta alle crescenti preoccupazioni generate dal taglio delle previsioni di crescita della quarta economia asiatica. Gli incontri separati tra il presidente e i soli ministri economici è una misura inusuale, tanto più che all’incontro non presenzierà il ministro delle Finanze, Hong Man-ki, che regge anche la carica di vicepremier per l’economia, e che si trova in visita ufficiale negli Stati Uniti per incontri del G20 e del Fondo monetario internazionale (Fmi). Il portavoce della presidenza sudcoreana, Ko Min-jung, ha dichiarato che gli incontri serviranno a Moon per fare il punto “di una serie di questioni di carattere economico pendenti, inclusa la recente situazione economica, le tendenza, i dati relativi all’occupazione e l’indirizzo di politica economica” dell’amministrazione. Questa settimana l’Fmi ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per la Corea del Sud,dal 2,6 al 2 per cento.

Il governo sudcoreano intende rimuovere una serie di norme e regolamenti che gravano sullo sviluppo di nuove tecnologie e sull’espansione internazionale e domestica delle aziende sudcoreane, in risposta alle incertezze che caratterizzano l’attuale contesto economico globale. Lo ha annunciato ieri il vicepremier e ministro delle Finanze della Corea del Sud, Hong Nam-ki. “Il governo guiderà la convergenza di diverse aziende tramite idee innovative, e migliorerà i sistemi più datati”, ha dichiarato Hong durante un incontro ministeriale sulle strategie di crescita innovative. I commenti del ministro giungono in un contesto di perdurante debolezza dell’export sudcoreano, che a settembre ha registrato la decima contrazione mensile consecutiva. (Git)
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