SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: arrestati due latitanti in Bolivia e Brasile, sotto accusa per droga a Torino
 
 
Torino, 06 dic 2019 16:00 - (Agenzia Nova) - Si era nascosto in Bolivia per sfuggire ai 10 anni di carcere per droga e violenza sessuale su minori. Ma il latitante Antonio Rao, 67 anni, nato ad Anoia (Reggio Calabria) ma residente a Rivalta (Torino), il 2 dicembre è stato arrestato della squadra mobile di Torino, con ll servizio centrale operativo e la collaborazione dello Scip. L'uomo è stato fermato a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia) dove aveva trovato rifugio presso una abitazione signorile. Era in possesso di un passaporto italiano contraffatto, intestato ad un cittadino italiano nato in Argentina che ne aveva denunciato lo smarrimento. Il latitante in quel paese aveva trovato rifugio tramite la moglie di un pregiudicato boliviano con il quale aveva condiviso un periodo di carcerazione in Italia. Quando è stato trovato, l'uomo era in possesso di un biglietto aereo per Madrid, prenotato per il 15 dicembre con il nome falso. Nei mesi scorsi le manette erano invece scattate per Joseph Dalmasso, 62 anni, francese, che doveva scontare 5 anni e 7 mesi di carcere per droga: è stato individuato in Brasile. I due latitanti erano stati coimputati in una operazione antidroga condotta nel 2012 dalla Squadra Mobile di Torino denominata “Rewind” che aveva consentito di sgominare un sodalizio criminoso dedito all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina. In quell’indagine Rao era il tramite tra i trafficanti brasiliani e quelli italiani. Tra i soggetti arrestati nell’ambito di quella operazione figuravano anche personaggi di spicco appartenenti alla ‘ndrangheta radicata in Piemonte. Dopo la scarcerazione per quell’operazione Rao si era reso responsabile anche di violenza sessuale ai danni di una minore di origine romena, costringendola con la forza ad assumere cocaina. Le indagini per la cattura dei due latitanti, coordinate dalla Procura Generale della Repubblica di Torino, hanno consentito anche di individuare la rete di fiancheggiatori che, dalla provincia di Torino, hanno favorito il latitante Rao nel mettere in atto la fuga pochi giorni prima che venisse emesso il provvedimento di carcerazione dalla Corte di Cassazione. (Rpi)
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