LIBIA
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Libia: Conte su blocco esportazioni petrolifere, occorre evitare iniziative di questo genere (2)
 
 
Roma, 21 gen 14:30 - (Agenzia Nova) - La parziale chiusura dei giacimenti onshore presenti in Libia ha ridotto al minimo la produzione petrolifera del paese nordafricano dall’agosto 2011. Secondo le stime della stessa compagnia libica National Oil Corporation (Noc), una chiusura prolungata di giacimenti, oleodotti e terminal potrebbe portare l’output petrolifero a soli 72 mila barili al giorno (rispetto agli 1,2 milioni registrati nel mese di dicembre 2019) una volta che saranno riempiti completamente i serbatoi di stoccaggio. L'ultimo, duro colpo all’industria petrolifera libica è avvenuto ieri con la chiusura dell’oleodotto Hamada-Zawiya da parte del movimento di protesta “Rabbia del Fezzan”. Secondo quanto riferito dalla Noc, la stazione di Hamada è uno snodo per gli oleodotti della Mellitah Oil e della Akakus, rispettivamente gli operatori dei giacimenti di Sharara e di El Feel, che sono state costrette a ridurre drasticamente la produzione petrolifera. Quanto accaduto ieri, segue il blocco dei terminal petroliferi di Brega, Ras Lanuf, Hariga, Zueitina, Sidra e di oltre cinquanta giacimenti petroliferi nel bacino di Sirte, iniziato lo scorso 17 gennaio da parte di un gruppo di leader tribali della Cirenaica, presenti nella regione della Mezzaluna petrolifera. L’azione del gruppo di leader tribali, legati al comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), il generale Khalifa Haftar, ha costretto la Noc a dichiarare lo stato di "force majeure", cioè l'incapacità di poter operare, annunciando una potenziale perdita di 800.000 barili di petrolio al giorno. (Res)
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