SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: otto paesi Ue tra cui l’Italia annunciano sostegno a futura missione Stretto Hormuz
 
 
Parigi, 21 gen 15:00 - (Agenzia Nova) - La Missione di sorveglianza marittima a guida europea nello Stretto di Hormuz (Emasoh) ha ottenuto il sostegno politico di otto paesi membri dell’Unione europea: Germania, Belgio, Danimarca, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Francia. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta. Nella nota gli otto paesi "accolgono con favore tutti i contributi operativi già annunciati da Danimarca, Francia, Grecia e Paesi Bassi a sostegno di questo sforzo e attendono nuovi impegni nei prossimi giorni". "Nel 2019 una crescente insicurezza e instabilità, che hanno provocato numerosi incidenti marittimi e non marittimi, sono state osservate nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, con la conseguenza di un'intensificazione delle tensioni regionali", aggiunge il comunicato stampa. Secondo quanto riferito dagli otto paesi Ue, la missione Emasoh intende fornire “in termini concreti una maggiore conoscenza e sorveglianza della situazione marittima, con ulteriori spedizioni marittime nel Golfo e il Mar Arabico”. Oltre agli assetti operativi, la missione intende anche includere strumenti diplomatici che si concentreranno sulla riduzione delle tensioni, ad esempio mediante un dialogo regionale inclusivo sulla sicurezza marittima. Il quartier generale della missione sarà probabilmente negli Emirati Arabi Uniti. Dopo che gli Stati Uniti si sono ritirati dall'accordo nucleare iraniano nel maggio 2018, ripristinando le sanzioni contro il programma nucleare e avviando una "campagna di massima pressione" sull'Iran, Teheran ha minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz. Nel giugno 2019 l’area è stata interessata da una serie di incidenti che hanno colpito alcune petroliere, cui ha fatto seguito l’abbattimento di un drone statunitense da parte dell’Iran nel Golfo dell’Oman. Il caso più eclatante è avvenuto lo scorso 19 luglio, quando i Guardiani della rivoluzione iraniana hanno sequestrato la petroliera britannica Stena Impero in risposta al fermo da parte delle forze britanniche a Gibilterra dell’iraniana Adrian Darya 1, accusata di violare l’embargo internazionale sulla Siria. Quest’ultima è stata rilasciata nell’agosto scorso, mentre la Stena Impero ha dovuto attendere fino al 27 settembre per abbandonare il porto iraniano di Bandar Abbas. Lo scorso 16 settembre i Pasdaran hanno sequestrato una nave con l’accusa di trasportare illegalmente 250 mila litri di gasolio negli Emirati Arabi Uniti. (Res)
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