SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: Libia, Noc dichiara lo stop ai carichi di greggio da 5 porti
 
 
Tripoli, 20 gen 14:00 - (Agenzia Nova) - La National Oil Corporation libica (Noc) ha dichiarato lo stato di "force majeure", cioè l'incapacità di poter operare per causa di forza maggiore, sui carichi di greggio dai porti di Brega, Ras Lanuf, Hariga, Zueitina e Sidra. "Ciò comporterà una perdita della produzione di petrolio greggio di 800 mila barili al giorno e perdite finanziarie giornaliere di circa 55 milioni di dollari al giorno", si legge in una dichiarazione della compagnia. L'annuncio segue la decisione dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) di bloccare le esportazioni di petrolio dai cinque porti della Libia centrale e orientale. Secondo quanto riferito in precedenza da una fonte della Noc, l’Lna comandato dal generale Khalifa Haftar ha impartito direttive alle Guardie delle installazioni petrolifere nella regione orientale di fermare le esportazioni. Da venerdì 17, un gruppo di leader tribali della Cirenaica, presenti nella regione della Mezzaluna petrolifera, ha organizzato il blocco dei maggiori porti di esportazione di petrolio in Libia. Alcuni manifestanti hanno allestito delle tende e organizzato dei sit-in permanenti nelle città di Zuwetina e Brega, ad est e ad ovest di Agedabia, denunciando "l'uso delle entrate di petrolio e gas da parte della National Oil Corporation e della Banca centrale libica per sostenere le milizie siriane e turche e i mercenari a Tripoli sotto l'egida del Governo di accordo nazionale". Secondo Ahmed al Mismari, portavoce dell’Esercito nazionale libico (Lna) comandato dal generale Khalifa Haftar, la chiusura dei porti e dei campi petroliferi è un “passo forte” deciso “dal popolo libico” per protestare contro “l’invasione turca”: l’Esercito di Haftar, da parte sua, si schiera “a protezione del popolo libico e proteggere tutti i suoi componenti". Il consiglio di amministrazione della compagnia petrolifera libica National Oil Corporation (Noc), da parte sua, ha condannato gli appelli volti a bloccare i porti petroliferi. "Il settore petrolifero e del gas è la linfa vitale dell'economia libica e l'unica fonte di reddito per il popolo libico. Il petrolio e le strutture petrolifere appartengono al popolo libico. Non sono carte da giocare per risolvere questioni politiche", ha detto il presidente della Noc, Mustafa Sanalla. "La chiusura delle esportazioni e della produzione di petrolio avrà conseguenze di vasta portata e prevedibili. Se la chiusura sarà prolungata, dovremo affrontare il crollo del tasso di cambio, un aumento enorme e insostenibile del disavanzo nazionale, la partenza di appaltatori stranieri e la perdita di produzione futura che potrebbe richiedere anni per essere ripristinata. I principali beneficiari di questo atto saranno altri stati produttori di petrolio e il danno sarà interamente dei libici. È come dare fuoco alla propria casa", spiega il funzionario libico in una nota. (Lit)
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