NIGER
 
Niger: attacco ad avamposto dell'esercito nell’ovest, uccisi 25 militari
 
 
Niamey, 10 gen 09:37 - (Agenzia Nova) - Almeno 25 militari sono morti e altri sei sono rimasti feriti in un attacco armato contro un avamposto dell'esercito nel Niger occidentale, vicino al confine con il Mali. Lo riferisce l’esercito nigerino in una nota, secondo cui nel conflitto a fuoco seguito all’attacco sono stati uccisi 63 assalitori. L’attacco non è stato ancora rivedicato ma arriva nel mezzo di un’offensiva concertata dai gruppi islamisti collegati ad al Qaeda e allo Stato islamico contro l'esercito nigerino alla sua frontiera occidentale. Nella stessa zona il mese scorso lo Stato islamico dell'Africa occidentale (Iswap) ha rivendicato la responsabilità dell'attacco contro una base militare a Inates, nel quale hanno perso la vita 71 militari nigerini. In seguito alla recrudescenza delle violenze nella regione, il presidente francese Emmanuel macron ha convocato per lunedì prossimo, 13 gennaio, a Pau un vertice straordinario dei leader del G5 Sahel, inizialmente previsto per lo scorso 16 dicembre ma in seguito rinviato proprio a causa del massacro di Inates.

Il vertice di Pau è stato convocato da Macron con l’intenzione da parte di Parigi di ridiscutere la sua presenza nella regione dopo la morte di 13 militari militari francesi in seguito a una collisione fra due elicotteri nel quadro di un'operazione anti-jihadista condotta in Mali dalla missione Barkhane: l’incidente, secondo l’Iswap, sarebbe avvenuto in seguito ad un agguato contro i militari francesi, tuttavia lo Stato maggiore dell’esercito francese ha finora respinto questa versione. Parlando a margine del vertice Nato degli scorsi 3 e 4 dicembre a Londra, Macron ha chiesto agli omologhi dei paesi membri del G5 Sahel (Mali, Burkina Faso, Ciad, Mauritania e Niger) di partecipare ad una riunione strategica a Pau, nel sud della Francia, chiedendo loro di “chiarire e formalizzare”, davanti alla Francia e alla comunità internazionale, “la loro richiesta” di sostegno alla lotta anti-jihadista. “Vogliono la nostra presenza? Hanno bisogno di noi? Voglio risposte chiare e risolute a queste domande”, ha detto il capo dello Stato francese.

La convocazione del vertice di Pau ha suscitato non poche polemiche fra gli stessi paesi del G5 Sahel, in particolare in Burkina Faso, con l’ex premier Yacouba Isaac Zida che l’ha definita “ingiusta, ostile ed umiliante dal punto di vista diplomatico”, oltre che “irrispettosa e offensiva” nei confronti dei popoli dei paesi interessati. “La sicurezza della regione non può essere garantita da un sistema il cui telecomando si trova a 6 mila chilometri dal Sahel, all'Eliseo”, ha detto Zida al quotidiano locale "Wakat Sera", unendosi così alle voci che in Burkina Faso hanno reagito negativamente all'invito di Macron. La forza G5 Sahel, che unisce militari di Mali, Niger, Mauritania, Ciad e Burkina Faso, è stata lanciata nel 2015 su impulso del governo francese. In seguito all'attacco avvenuto nel mese di giugno scorso al suo quartier generale di Sevaré, in Mali, e al mancato stanziamento dei 414 milioni di euro di fondi internazionali promessi per le sue attività, la forza congiunta ha interrotto le attività, con ripetuti tentativi di farle ripartire e sollecitare il sostegno degli investitori. Le operazioni sono riprese il 15 gennaio 2019. (Res)
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