SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: Egitto, ministero Esteri, volontà di proseguire impegno per accordo "equilibrato ed equo" sulla Gerd
 
 
Il Cairo, 17 gen 17:00 - (Agenzia Nova) - L'Egitto desidera proseguire gli sforzi al fine di concludere un accordo finale "equilibrato ed equo" sulla costruzione della Grande diga della rinascita etiope (Gerd). Lo afferma un comunicato del ministero degli Esteri egiziano. Per il Cairo, l'obiettivo è un accordo finale che preservi gli interessi comuni di Egitto, Sudan ed Etiopia. Il comunicato giunge dopo che i ministri degli Esteri dei tre paesi, riuniti a Washington, hanno raggiunto un accordo preliminare sul riempimento e il funzionamento della Grande diga della rinascita etiope (Gerd) e hanno concordato che l'accordo finale dovrà essere siglato entro la fine di gennaio. È quanto emerge dal comunicato finale diffuso mercoledì dal dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti al termine della riunione, secondo cui le parti hanno concordato di riempire la diga a scaglioni durante la stagione delle piogge, tenendo conto dell'impatto sui bacini idrici a valle del fiume Nilo. In base all'accordo, il riempimento iniziale della diga, che dovrebbe iniziare a luglio, garantirà il rapido raggiungimento di un livello di 595 metri sul livello del mare la prima generazione dell'elettricità, fornendo al contempo misure adeguate di mitigazione per l'Egitto e il Sudan in caso di periodi di siccità prolungati. Nel frattempo i ministri dei tre paesi terranno altri colloqui tecnici e legali prima della riunione finale in programma il 28 e 29 gennaio prossimi a Washington, in occasione della quale dovrebbero finalizzare l'accordo. La dichiarazione non fa tuttavia menzione del nocciolo della controversia, ovvero la velocità di riempimento della diga: l'Etiopia vuole farlo in sei anni, ma l'Egitto ha proposto un periodo di almeno 10 anni, temendo che un periodo più breve influenzerà il flusso a valle del fiume Nilo, su cui si basa per il 90 per cento delle sue risorse idriche. L'accordo preliminare è stato mediato dal segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin, e dal presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim. La realizzazione della diga ha innescato un duro scontro diplomatico fra Egitto ed Etiopia: Il Cairo teme infatti che la diga, annunciata nel 2011 e in costruzione sul Nilo Azzurro al confine fra Etiopia e Sudan, limiterà le forniture di acque del Nilo dalle quali è quasi interamente dipendente la sua popolazione di oltre 100 milioni di persone, mentre Addis Abeba nega che la diga minerà l'accesso dell'Egitto all'acqua e afferma che il progetto è cruciale per il suo sviluppo economico, con cui diventerebbe il più grande esportatore di energia dell'Africa con una capacità prevista di oltre 6 mila megawatt (Mw). (Cae)
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