SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Guerini, cessare il fuoco per dialogare in Libia, nessuna minaccia diretta ai militari italiani
 
 
Roma, 15 gen 16:00 - (Agenzia Nova) - La tenuta del cessate il fuoco a tempo indeterminato in Libia è la condizione necessaria per l’avvio di un dialogo fra le parti. Lo ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, nel corso di un’audizione sulla situazione dei contingenti militari italiani impegnati in missioni internazionali in Medio Oriente. “Il perdurare delle ostilità è fonte di preoccupazione”, ha detto Guerini, secondo cui “dal 12 gennaio il cessate il fuoco sta reggendo a sud di Tripoli, seppur con temporanee e isolate violazioni da entrambe le parti”. “La notizia della partecipazione del generale Khalifa Haftar alla Conferenza di Berlino ha un valore positivo”, ha aggiunto il ministro. Nonostante l’area di Misurata, in Libia, sia maggiormente esposta a minacce a causa dell’avanzata delle forze del generale Khalifa Haftar, al momento non sembrerebbero sussistere minacce dirette ai militari italiani nella zona, ha spiegato il ministro. “A Misurata il supporto e l’assistenza sanitaria continua a essere l’elemento cardine della nostra attività in loco”, ha ricordato Guerini, sottolineando che si “sono svolte più di 24 mila operazioni sanitarie”. Per dare solidità alla cornice di sicurezza in Libia, si potrebbe ipotizzare un intervento internazionale, così che “ci sarebbe margine per una possibile rimodulazione del nostro intervento nazionale nell’auspicio di un accordo politico” data la nostra “posizione profilata del nostro paese a fianco di Russia e Turchia e dell’Ue”, ha detto il ministro. “Sebbene sia prematuro, posso assicurare che la difesa sarebbe in grado di garantire (una rimodulazione dello sforzo) congrua con i compiti di monitoraggio e rispetto del cessate il fuoco”, ha aggiunto il ministro. Secondo Guerini, “sarà cruciale per arginare gli scontri ridurre le forniture di armamenti alle due parti in lotta” e in questo senso si sottolinea l’importanza della missione Eunavfor Med, il cui destino andrà deciso a marzo, che già lavorava “per implementare il rispetto dell’embargo dell’Onu”. “Occorre mantenere un atteggiamento cauto ma reattivo”, ha detto il ministro, secondo cui è necessario “tutelare in primis la sicurezza del nostro personale e raccogliere i risultati dello sforzo politico nazionale”. Sulla questione irachena, in seguito al deterioramento del confronto fra Usa e Iran, sono state prese tutte le azioni possibili per contenere il rischio nei confronti dei militari italiani senza inficiarne l’attività, ha detto Guerini: “Ci si è mossi in un quadro di concertazioni con i nostri partner internazionali”, ha detto il ministro, secondo cui “sono state sospese le attività di addestramento a favore del personale iracheno e si è trasferito il personale italiano di stanza nella base della capitale”. Il ministro ha ricordato che, parallelamente, ha avviato una serie di colloqui con gli omologhi di Usa, Iraq e Germania che “a brevissimo” si recherà “in Afghanistan e in Iraq per verificare l’impiego dei nostri contingenti”. (Res)
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