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Coree: Kim Jong-un potrebbe visitare Seul il 13 e 14 dicembre
 
 
Seul, 04 dic 2018 04:44 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, sta intensificando gli sforzi tesi ad anticipare la prima, storica visita a Seul del suo omologo nordcoreano, Kim Jong-un, che potrebbe concretizzarsi il 13 e 14 dicembre prossimi. Moon ha ribadito nel fine settimana, in occasione del G20 di Buenos Aires, che il suo governo è pronto ad accogliere il leader nordcoreano: “La decisione spetta al presidente Kim”, ha aggiunto Moon, assicurando che Seul è pronta a fugare qualsiasi preoccupazione in materia di sicurezza avanzata da Pyongyang. La fretta del presidente sudcoreano, che si scontra con la sostanziale battuta d’arresto esibita dal processo di denuclearizzazione della Corea del Nord nelle scorse settimane, pare motivata in parte dal brusco calo dei consensi scontata da Moon per effetto delle difficoltà economiche e occupazionali della Corea del Sud. Venerdì scorso il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato il via libera ad una eventuale visita di Kim a Seul, con l’auspicio che possa contribuire a rilanciare il dialogo sulla denuclearizzazione con il Nord.

Stando a fonti citate dalla stampa sudcoreana, Seul avrebbe già avviato i preparativi, prenotando alcune camere presso alberghi di lusso a Seul per il 13 e 14 dicembre. Il ristorante in cima alla N Seoul Tower, che offre una vista panoramica della capitale sudcoreana, è stato chiuso al pubblico per quei due giorni. Stando alle informazioni fornite dalla stampa sudcoreana nelle scorse settimane, Seul e Pyongyang avevano concordato in linea di principio di organizzare la visita a Dicembre, ma il Nord avrebbe chiesto un rinvio citando preoccupazioni in materia di sicurezza. Il portavoce della presidenza sudcoreana, Kim Eui-kyeon, ha commentato le ultime indiscrezioni affermando che il governo “sta valutando tutte le possibilità nella discussione sulla visita del presidente” Kim.

La prima visita ufficiale a Seul del leader nordcoreano Kim Jong-un quasi certamente non avverrà entro la fine di quest’anno, in assenza di ulteriori progressi nei negoziati sulla denuclearizzazione tra Pyongyang e Washington. Lo hanno dichiarato all’inizio di questo mese esperti citati dalla stampa della Corea del Sud. L’amministrazione del presidente sudcoreano Moon Jae-in premer per organizzare un quarto summit tra i leader delle due Coree a Seul entro la fine di quest’anno, dopo quello dello scorso settembre a Pyongyang. Proprio in occasione dell’ultimo incontro tra i due leader, Kim aveva espresso l’intenzione di visitare Seul prima dell’inizio del prossimo anno. Gli Stati Uniti, però, sembrano decisi a frenare il processo di normalizzazione delle relazioni tra le due Coree in assenza di progressi concreti da parte del Nord verso lo smantellamento dei suoi programmi balistico e nucleare.

Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, sarebbe pronto a consentire l’accesso di ispettori internazionali presso il principale complesso nucleare nordcoreano, quello di Nyongbyon. Lo ha riferito l’agenzia di stampa sudcoreana “Yonhap”, ad un anno esatto dall’ultimo test balistico effettuato dalla Corea del Nord. Stando a fonti diplomatiche citate dall’agenzia, lo scorso settembre Kim ha dichiarato al suo omologo sudcoreano Moon Jae-in di essere anche pronto a chiudere interamente il complesso, a patto che gli Stati Uniti adottino misure “corrispondenti”. Stando agli esperti internazionali, il sito di Nyongbyon ospita un reattore nucleare da 5 megawatt, centrifughe, materiale fissile come uranio e plutonio weapons-grade e altre strutture e sistemi.

“Dprk Today”, uno dei media ufficiali del regime nordcoreano, ha recentemente contestato gli Stati Uniti per la loro decisione di attenersi alla campagna di “massima pressione” nei confronti della Corea del Nord. In un editoriale pubblicato ieri mattina, il quotidiano accusa Washington di ricorrere a tattiche “medievali”: “Gli Stati Uniti hanno dimenticato gli obiettivi concordati durante il summit di Singapore. Hanno spostato il treno dalla linea fondamentale, quella del miglioramento delle relazioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, e lo hanno confinato in una linea secondaria, quella della denuclearizzazione attraverso la massima pressione”, sostiene l’editoriale. Il quotidiano accusa anche Washington di voler intensificare il sistema di monitoraggio militare sul Nord e di condurre esercitazioni con il Giappone col ricorso ad asset strategici, come le portaerei a propulsione nucleare, nel tentativo di aumentare la pressione sul Nord. “Questi atti da parte degli Usa appartengono a una mentalità medievale tesa solamente alla minaccia alla coercizione”, sostiene l’editoriale. “Gli Usa devono tornare a comprendere che una formula così illogica non funzionerà nei nostri confronti”.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, dovrebbero concordare una dichiarazione verificabile sullo smantellamento dei programmi balistico e nucleare da parte di Pyongyang in occasione del loro secondo vertice, orientativamente in programma all’inizio del prossimo anno. Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, a margine dell’annuale summit Asean che si è tenuto questo mese a Singapore. “Credo sia assolutamente imperativo che si giunga al prossimo summit con un piano per identificare tutte le armi in questione e tutti i siti di sviluppo, e per consentire le ispezioni dei siti e un piano per lo smantellamento delle armi nucleari”, ha dichiarato il vicepresidente nel corso di una intervista a “Nbc News”. Pence ha espresso soddisfazione per gli “enormi progressi” nel dialogo tra i due paesi e per l’interruzione dei test balistici da parte di Pyongyang, ma ha aggiunto che “ora è necessario vedere risultati”.

I lavori di smantellamento del principale sito per i collaudi balistici nordcoreano, quello di Sohae, a Tongchang-ri, non esibiscono progressi rilevanti dallo scorso agosto. E’ la valutazione formulata dal più autorevole gruppo di monitoraggio della Corea del Nord, 38 North, sulla base di immagini satellitari del sito scattate il 31 ottobre scorso. “Le componenti precedentemente rimosse restano impilate al suolo”, riferisce l’analisi effettuata dal gruppo di monitoraggio. Un bunker del complesso sarebbe stato anche dotato di un nuovo sistema di ventilazione, la cui aggiunta risalirebbe però allo scorso giugno.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato di voler incontrare per la seconda volta il leader della Corea dle Nord, Kim Jong-un, all’inizio del prossimo anno. Durante il suo soggiorno a Buenos Aires, in occasione dell’annuale summit del G20. Trump ha spiegato di voler incontrare Kim a gennaio o febbraio del prossimo anno, ed ha aggiunto che ad oggi i governi dei due paesi stanno valutando tre possibili luoghi per ospitare il summit. Durante il loro primo incontro, lo scorso giugno a Singapore, Trump e Kim hanno concordato la “completa denuclearizzazione della Penisola coreana”. Da allora, però, il processo di denuclearizzazione ha subito una sostanziale battuta d’arresto. Trump ha spiegato nel fine settimana che in futuro intende anche invitare Kim negli Stati Uniti. “Ci intendiamo molto bene. Abbiamo un buon rapporto”, ha ribadito il presidente Usa a bordo dell’Air Force One, di ritorno dall’Argentina.

Durante il suo soggiorno a Buenos Aires, Trump ha discusso della questione nordcoreana anche con l’omologo cinese, Xi Jinping. La Cina incoraggia gli Stati Uniti e la Corea del Nord a promuovere la denuclearizzazione nella penisola coreana, ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi parlando dell'incontro tra i presidenti Xi e Trump a margine dei lavori del G20 di Buenos Aires. Durante l'incontro, Xi ha espresso il sostegno della Cina a un altro summit tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord. "La Cina incoraggia gli Stati Uniti e la Corea del Nord a lavorare per lo stesso obiettivo, a prendersi cura delle rispettive preoccupazioni legittime e ad avanzare la denuclearizzazione e l'istituzione di un meccanismo di pace nella penisola in parallelo", ha detto Xi. Trump ha espresso l'apprezzamento degli Stati Uniti per il ruolo positivo svolto dalla Cina e ha espresso che gli Stati Uniti continueranno il coordinamento e la cooperazione con la parte cinese, ha detto Wang. (Git)
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