SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: Mediterraneo orientale, ambasciatore cipriota Hadjimichael a “Nova”, esercitazioni non puntano a militarizzare area
 
 
Roma, 13 dic 2019 14:00 - (Agenzia Nova) - Le esercitazioni militari tra Cipro, Francia e Italia e la presenza della fregata italiana Federico Martinengo nelle acque cipriote non costituiscono una volontà di “militarizzare” l’area del Mediterraneo orientale, ma rientrano nell’ambito dei programmi di cooperazione regionali già avviati. E’ quanto afferma l’ambasciatore cipriota a Roma, Minas A. Hadjimichael, in un’intervista concessa ad “Agenzia Nova” in relazione agli ultimi sviluppi legati alla situazione nel Mediterraneo orientale. Il memorandum d’intesa firmato lo scorso 27 novembre dalla Turchia e dal Governo di accordo nazionale libico (Gna) sulla demarcazione dei confini marittimi ha generato forti reazioni non solo dalle autorità di Cipro, Grecia ed Egitto ma anche dall’Unione europea e dalla stessa Italia per voce del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Le esercitazioni militari navali congiunte non sono dirette contro nessun paese e siamo certamente contrari a qualsiasi militarizzazione della regione”, ha spiegato il diplomatico cipriota. “Allo stesso tempo, l'arrivo della Martinengo al porto di Larnaca (lo scorso 10 dicembre) e le esercitazioni navali congiunte riflettono le eccellenti relazioni esistenti tra i nostri paesi, anche nel campo della cooperazione militare, che denotano anche l'interesse speciale dell'Italia per il Mediterraneo orientale”, ha sottolineato il capo della missione diplomatica. L’ambasciatore ha ricordato la posizione di condanna espressa dal governo cipriota alla firma del protocollo d’intesa dello scorso 27 novembre dal presidente del Consiglio presidenziale libico, Fayez al Sarraj, e dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. L'accordo, ha evidenziato il diplomatico, è stato definito nella sua interezza “come nullo e senza alcun effetto legale sui diritti sovrani degli altri Stati costieri del Mediterraneo”. A cui si aggiunge il fatto, rimarca Hadjimichael, che la Camera dei rappresentanti della Libia non ha in ogni caso approvato il memorandum, che è da considerarsi quindi come “nullo” secondo i termini “dell’accordo politico libico del 2015”. Il diplomatico ha quindi auspicato che in sede di Consiglio europeo si affronti la questione “in modo soddisfacente per gli Stati membri interessati”. Hadjimichael ha inoltre confermato la seria “preoccupazione” da parte di Nicosia per “il continuo comportamento aggressivo e provocatorio della Turchia” così come “per il resto dei paesi della regione”. “Tutti i nostri vicini, così come i nostri partner transatlantici e dell'Unione europea hanno esortato la Turchia a cogliere il suo comportamento illecito e ad attenuare la situazione”, ha aggiunto Hadjimichael, auspicando che “Ankara ascolti gli appelli della comunità internazionale a beneficio di tutte le parti interessate”. Tornando sulla presenza della nave militare italiana Martinengo a Cipro, l’ambasciatore sottolinea come la cooperazione nel settore della Difesa insieme a quello energetico indicano “la presenza attiva dell'Italia e i suoi interessi strategici nel Mediterraneo orientale”. Il memorandum tra Turchia e il governo libico di Tripoli è stato uno degli argomenti sul tavolo del Consiglio europeo e del Consiglio affari esteri a Bruxelles. Questa notte nella conclusione dei lavori, i 27 capi di Stato e di governo dell'Ue hanno sottolineato che il memorandum d'intesa Turchia-Libia sulla delimitazione delle giurisdizioni marittime nel mar Mediterraneo lede i diritti sovrani di Stati terzi. I capi di Stato e di governo dell'Ue riconfermano le conclusioni del 17 e 18 ottobre riguardo alle attività illegali di trivellazione della Turchia nella zona economica esclusiva di Cipro, dove si dava il via libera a un quadro per misure restrittive e si invitavano l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera e di sicurezza e la Commissione europea a presentare rapidamente delle proposte. Per il Consiglio europeo, il memorandum d'intesa Turchia-Libia sulla delimitazione delle giurisdizioni marittime nel mar Mediterraneo lede i diritti sovrani di Stati terzi, non è conforme al diritto del mare e non può produrre alcun effetto giuridico nei confronti di Stati terzi. Il Consiglio europeo ribadisce in modo inequivocabile la propria solidarietà alla Grecia e a Cipro di fronte a tali azioni della Turchia. Intanto, la Turchia continua a sostenere la legittimità dell'accordo e ha chiesto alle Nazioni Unite di registrare il memorandum d’intesa. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa turca “Anadolu” la richiesta sarebbe stata inoltrata ufficialmente ieri. Secondo l'articolo 102 della Carta delle Nazioni Unite ogni trattato e accordo internazionale stipulato da qualsiasi membro delle Nazioni Unite deve essere registrato presso il Segretariato e pubblicato. Il memorandum d’intesa, considerato illegittimo da Grecia, Egitto e Cipro e contestato dalla comunità internazionale è stato firmato il 27 novembre scorso e approvato dal parlamento turco il 5 dicembre. L’accordo è entrato in vigore l'8 dicembre dopo che i due paesi lo hanno pubblicato nelle rispettive gazzette ufficiali. Secondo il governo turco, il memorandum stabilisce le giurisdizioni marittime di entrambi i paesi, respinge le attività unilaterali e illegali di altri paesi regionali e imprese internazionali e mira a proteggere i diritti di entrambi i paesi. (Gad)
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