DONBASS
 
Donbass: ministro Esteri ucraino, Kiev potrebbe chiedere missione di pace nella regione
 
 
Kiev, 14 dic 2019 19:04 - (Agenzia Nova) - Le autorità di Kiev potrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di proporre nuovamente il dispiegamento di un contingente di forze di pace nella regione del Donbass, nel caso in cui non si riesca a raggiungere una soluzione alla crisi basata sugli accordi di Minsk. Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri ucraino, Vadym Prystaiko. “Nel caso in cui ci dovessimo accorgere che le consultazioni non stanno portando ad alcun risultato, saremo costretti a cambiare approccio: sarà una decisione del presidente, ma in tali circostanze suggerirò il dispiegamento di una missione di pace”, ha detto il premier, aggiungendo che l’amministrazione presidenziale “ha una strategia in mente”.

Alla fine dello scorso ottobre, il rappresentante speciale dell’Osce nel Gruppo di contatto trilaterale per il Donbass, Martin Sajdik, ha dichiarato che “il dispiegamento di una missione di pace delle Nazioni Unite nel Donbass è al momento poco realistico”. “Non posso dire che tale prospettiva sia realistica, al momento. Schierare dei peacekeeper è possibile solo se le parti sono tutte concordi, ma nel Donbass servirebbe un consenso comune”, ha spiegato il diplomatico. “Abbiamo bisogno di una decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e sappiamo tutti chi fa parte in maniera permanente del Consiglio di sicurezza Onu. Per questo motivo è fondamentale come prerequisito il consenso condiviso”, ha aggiunto Sejdik, che ha poi suggerito la creazione di una missione Onu-Osce, “che sarebbe più ragionevole”.

Tutta l’area orientale dell’Ucraina vive una situazione di profonda instabilità e incertezza dall’aprile del 2014, dopo che le autorità di Kiev lanciarono un’operazione militare per riprendere il controllo della regione dalle milizie delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk che sostengono l’indipendenza del Donbass. Gli accordi raggiunti a Minsk dal Gruppo di contatto trilaterale dell'Osce (Russia, Ucraina e le due autoproclamate repubbliche) prevedono un completo cessate il fuoco; il ritiro degli armamenti dalla linea di contatto nell’Ucraina orientale; lo scambio reciproco di tutti i prigionieri detenuti da entrambe le parti; delle riforme costituzionali che conferiscano uno statuto speciale alle autoproclamate repubbliche. Il Formato Normandia (Francia, Germania, Russia e Ucraina) monitora il rispetto di quest'intesa. Dalla sigla degli accordi, tuttavia, le due parti si accusano reciprocamente di contrastarne l’attuazione. (Res)
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