COREA DEL NORD-USA
 
Corea del Nord-Usa: Pompeo avrebbe accusato Pyongyang di arricchire uranio presso installazioni segrete
 
 
Pyongyang, 16 lug 2018 11:30 - (Agenzia Nova) - Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, avrebbe accusato Pyongyang di operare strutture segrete per l’arricchimento dell’Uranio, durante il suo incontro con il vicepresidente del Partito del lavoro Kim Yong-chol, in occasione della sua terza visita a quel paese, il 6 e 7 luglio scorso. Lo scrive il quotidiano giapponese “Yomiuri”, che cita fonti “vicine ai colloqui trilaterali Giappone-Usa-Corea del Sud”. Stando al quotidiano, l’accusa mossa da Pompeo contribuirebbe a spiegare le dure dichiarazioni diramate dal regime nordcoreano dopo la visita del segretario di Stato, e dimostrerebbe al contempo il crescente sospetto di Washington in merito alla reale disponibilità di Pyongyang a intraprendere la completa denuclearizzazione. Stando alle fonti citate dal quotidiano giapponese, durante l’incontro con il funzionario nordcoreano Pompeo ha accusato il Nord di continuare ad arricchire l’uranio e di celare l’esistenza di alcune delle infrastrutture del suo programma nucleare e di testate atomiche. Pompeo avrebbe anche contestato i lavori in corso ad Hamhung, presso un centro scientifico che realizzerebbe componenti per i missili nordcoreani.

Le indiscrezioni delle scorse settimane in merito alla prosecuzione delle attività presso siti balistici e nucleari della Corea del Nord rischia di far vacillare la fiducia di Washington nella reale intenzione di Pyongyang di conseguire la denuclearizzazione. La Corea del Nord avrebbe quasi ultimato i lavori per l’espansione di un importante sito di produzione di missili balistici, stando a immagini satellitari “trapelate” da fonti d’intelligence e rilanciate dai media Usa, tra cui la “Washington Post”, secondo cui Pyongyang starebbe cercando di ingannare il governo Usa e non sarebbe affatto intenzionata a intraprendere la denuclearizzazione. Le immagini satellitari, scattate da Planet Labs Inc., con sede a San Francisco, sono state analizzate dal Middlebury Institute for International Studies (Miis) di Monterrey, e ritraggono gli edifici dell’Istituto di chimica dei materiali nella città nordcoreana di Hamhung. L’istituto sarebbe responsabile, tra le altre cose, della realizzazione di componenti in materiali compositi per i missili nordcoreani a combustibile solido.

La Corea del Nord ha anche proseguito lo sviluppo del sito di Yongbyon, dove ha sede l’unico reattore nucleare per la produzione di plutonio “weapon grade” del regime. Stando alle ultime analisi di 38 North, il progetto congiunto di Usa e Corea del Sud per il monitoraggio della Corea del Nord. Stando alle analisi del gruppo di monitoraggio, i lavori di sviluppo infrastrutturale del sito “procedono a un ritmo sostenuto”. Il sistema di raffreddamento del reattore è stato modificato e almeno due altri “edifici non industriali”, dalla funzione ignota, sono stati aggiunti al complesso. Un nuovo ufficio per gli ingegneri è stato completato e sono proseguiti i lavori di aggiornamento e sviluppo dei vari edifici di supporto del complesso, stando all’ultimo resoconto fornito da 38 North.

Proprio 38 North ha annunciato lo scorso aprile che la Corea del Nord avrebbe spento il suo reattore da 5 megawatt presso il complesso nucleare di Yongbyon, mentre proseguirebbero i lavori di costruzione nei pressi di quel sito. L’annuncio relativo allo spegnimento del reattore è stato formulato da 38 North sulla base delle immagini satellitari del sito risalenti allo scorso 30 marzo. Il Nord ha sempre affermato che il complesso di Yongbyon sia destinato alla produzione di elettricità, mentre gli Usa e la comunità internazionale sospettano che il reattore venga impiegato per la produzione di plutonio weapon-grade. 38 North non è in grado di stabilire per quale ragione il reattore sia stato spento: Pyongyang potrebbe voler inviare un segnale di distensione in vista dei summit con Usa e Corea del Sud in programma per le prossime settimane.

Dalle immagini satellitari si evince però che proseguono attività di escavazione in un sito vicino, e in particolare attorno ai sistemi di scolo dell’acqua destinata al raffreddamento del reattore. 38 North ipotizza che Pyongyang stia lavorando a una diga presso un fiume vicino per garantire al reattore un flusso più costante di acqua, e dunque operazioni più costanti e sicure. Sarebbero tuttora in corso anche i lavori per la realizzazione di un reattore sperimentale ad acqua leggera. Stando al progetto di monitoraggio, le immagini satellitari non esibiscono nemmeno alcun segnale di operazioni per il riprocessamento del plutonio presso il vicino laboratorio radiochimico. Il reattore di Yongbyon ha prodotto il plutonio utilizzato dal regime nordcoreano per i test nucleari del 2006, 2009 e 2013.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito ieri il proprio giudizio positivo in merito allo storico incontro del mese scorso con il leader nordcoreano, Kim Jong-un, nonostante i dubbi sollevati dalla stampa e da diversi esperti nelle ultime settimane riguardo la reale volontà di Pyongyang di intraprendere la denuclearizzazione. Intervistato dall’emittente Cbs in vista del suo incontro con il presidente russo Vladimir Putin, Trump ha definito “una buona cosa” il summit del 12 giugno a Singapore, e “fantastico” il fatto che a seguito degli sforzi profusi dalla sua amministrazione il Nord abbia interrotto i test balistici e nucleari. “Credo che incontrarci sia stata la cosa giusta. Io credo nell’importanza di incontrarsi”, ha detto il presidente Usa. “Credo che aver incontrato il presidente Kim sia stata una buona cosa. Certo non ne verrà nulla di male, ed è possibile che ne venga del bene”.

Trump ha anche replicato a quanti sostengono che l’incontro del mese scorso abbia privato Washington di leve diplomatiche nei confronti di Pyongyang. “Non c’è stato un singolo missile o un razzo lanciato dalla Corea del Nord in 9 mesi, non c’è stato alcun test nucleare e abbiamo riavuto i nostri ostaggi”, ha scritto Trump su Twitter, replicando alle recriminazioni di parte dei media statunitensi. “Nessuno può dire cosa ne verrà alla fine, ma per quale ragione la Falsa informazione non cita questi fantastici risultati? Perché è Falsa informazione!” ha scritto il presidente Usa.

Trump ha pubblicato la scorsa settimana una lettera personalmente inviatagli dal leader nordcoreano Kim Jong-un, in cui questi esprime la determinazione a conseguire “un nuovo futuro” nelle relazioni bilaterali ed esprime fiducia circa il buon esito degli sforzi negoziali profusi dai due paesi. “Una lettera molto bella da parte del presidente della Corea del Nord. Stiamo facendo grandi progressi”, ha scritto ieri su twitter il presidente Usa, allegando la foto della traduzione in lingua inglese della missiva, datata 6 luglio. La lettera, indirizzata al presidente Usa, è stata consegnata al segretario di Stato Usa Mike Pompeo durante la sua visita a Pyongyang, alla fine della scorsa settimana.

“Apprezzo profondamente gli sforzi profusi da Vostra eccellenza per il miglioramento delle relazioni tra i nostri paesi e la sincera attuazione del comunicato congiunto” del 12 giugno, recita la lettera di Kim. “Sono fermamente convinto che la volontà, gli sforzi sinceri e l’approccio inedito del sottoscritto e di Vostra eccellenza, signor presidente, tesi ad aprire un nuovo futuro tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, siano destinati a produrre frutti”, prosegue la missiva. Il messaggio si conclude con l’auspicio che “la fiducia e la sicurezza” del presidente Trump “possano rafforzarsi ulteriormente durante il processo teso all’adozione di azioni pratiche”, e con un saluto di Kim “al prossimo incontro”. La lettera cita la dichiarazione congiunta firmata il 12 giugno a Singapore dai due leader, in cui Pyongyang si impegna alla “completa denuclearizzazione”. Il messaggio di Kim, però – sottolinea la stampa Usa – non fa esplicito riferimento a tale impegno. (Git)
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