COREA DEL SUD
 
Corea del Sud: Moon promette di estendere rete di accordi di libero scambio
 
 
Seul, 05 dic 2019 07:26 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, si è impegnato ad espandere la rete globale di accordi di libero scambio del paese, per dare ulteriore impulso alla crescita economica e contrastare le tendenze globali al protezionismo. Il presidente, che ha tenuto un discorso in occasione della Giornata del commercio, ha anche promesso di lavorare all’allentamento dei regolamenti e al potenziamento della ricerca e dello sviluppo nelle nuove tecnologie e nella componentistica. “Espanderemo gli accordi di libero scambio con Malesia, Filippine, Russia e Uzbekistan, assieme al Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep), che è l’accordo multilaterale di libero scambio più grande al mondo, e all’accordo di partenariato economico globale con l’Indonesia (Cepa)”, ha dichiarato il presidente sudcoreano. Moon ha aggiunto che Seul lavora per accelerare i colloqui commerciali con il Mercosur, il mercato comune dell’America latina, con l’obiettivo di estendere le reti del libero scambio al 90 per cento del prodotto interno lordo globale entro il 2022.

Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha assunto l’impegno a nome del suo paese a garantire maggior sostegno alle circa 600mila persone provenienti dai paesi del Sud-est asiatico attualmente residenti in Corea del Sud. Tra le misure anticipate da Moon, al termine del summit commemorativo Asean-Repubblica di Corea, che si è chiuso a Busan il 26 novembre, figura anche la concessione di un maggior numero di borse di studio agli studenti dall’Asean in Corea del Sud, con l’obiettivo di espandere e approfondire gli scambi tra persone. Seul riserverà anche maggiore attenzione alle comunità di immigrati dai paesi Asean, cresciute di 120 mila unità dal 2016 ad oggi. Il governo fornirà sostegno “per aiutare queste persone a crescere come membri delle comunità locali”, ha detto il presidente sudcoreano.

La Corea del Sud e i paesi dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) si sono impegnati a lavorare a stretto contatto per conseguire una sfera di co-prosperità tramite l’espansione degli accordi e dei regimi di libero scambio, e la promozione della sicurezza e della stabilità nella regione asiatica. Il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e i leader dei 10 paesi dell’Asean, hanno assunto l’impegno tramite una dichiarazione congiunta adottata al termine del summit commemorativo di due giorni, ospitato dalla città portuale sudcoreana di Busan. La dichiarazione congiunta include ben 43 commi, che descrivono in dettaglio i piani per l’attuazione della visione congiunta dei leader regionali e per la futura cooperazione multilaterale, oltre a tracciare un bilancio delle iniziative assunte sino ad ora.

L’impegno principale assunto dai leader di Corea del sud e Asean è l’espansione degli scambi di beni e servizi e degli investimenti, con l’obiettivo di giungere ad un volume complessivo di 200 miliardi di dollari entro il 2020. I leader partecipanti al summit di Busan hanno anche accolto con favore i progressi verso l’adozione del Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep) nonostante le resistenze dell’India, con l’obiettivo di giungere a finalizzare l’accordo di libero scambio il prossimo anno. I leader regionali hanno anche assunto l’impegno a cooperare alla formazione ed edificazione di capacità nel campo della sicurezza e della tutela dell’ordine, per meglio contrastare fenomeni emergenti come il crimine trans-nazionale, le minacce alla sicurezza informatica e il terrorismo. La dichiarazione congiunta sollecita ad adottare partenariati nei campi delle tecnologie per l’agricoltura, dell’energia e delle future soluzioni di mobilità, per mantenersi alla testa dell’imminente rivoluzione industriale. Un altro fronte della cooperazione citato dal documento conclusivo del summit è il sostegno alle startup, per edificare un ecosistema economico in grado di creare occupazione e opportunità di crescita economica.

Il summit commemorativo tra l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) e la Corea del Sud è stato organizzato dall’amministrazione del presidente sudcoreano, Moon Jae-in, per il 30mo anniversario delle relazioni tra Seul l’organizzazione regionale. Nelle intenzioni degli organizzatori dovrebbe rilanciare l’ambiziosa politica di avvicinamento della Corea del Sud al Sud-est asiatico e all’Asia meridionale. Il summit di due giorni dovrebbe segnare l’inizio di un nuovo capitolo nella “New Southern Policy”, uno tra gli indirizzi strategici che più hanno segnato la diplomazia della Corea del Sud dall’elezione del presidente Moon. Il presidente sudcoreano ah personalmente invitato i leader dell’Asean all’evento in occasione dell’annuale summit dell’organizzazione regionale a Bangkok, alla fine di ottobre. All’evento non ha potuto presenziare il primo ministro della Cambogia, che ha giustificato la sua assenza con le gravi condizioni di salute della madre, ed ha invece inviato in sua vece il ministro degli Esteri, Prak Sokhonn.

L’obiettivo di Moon è di fare del summit il punto d’inizio di una “New Southern Policy 2.0”, che dovrebbe segnare la seconda metà del suo mandato presidenziale. Il presidente sudcoreano ha annunciato per la prima volta la sua iniziativa diplomatica nel novembre 2017, con l’obiettivo dichiarato di elevare le relazioni di Seul con l’Asean al livello di quelle con le quattro maggiori potenze regionali: Stati Uniti, Cina, Giappone e Russia. Negli anni successivi, Moon ha mantenuto la promessa di recarsi in visita ufficiale a ciascuno dei 10 paesi membri dell’Asean, ed anche all’India, ulteriore tassello di uno sforzo teso a individuare nuovi mercati per l’export sudcoreano, perlopiù dipendente da Stati Uniti e Cina. Tale obiettivo è divenuto una vera e propria urgenza di pari passo con l’intensificarsi delle ostilità commerciali tra le due maggiori economie globali, lo scorso anno; più di recente, l’amministrazione Moon si è dovuta misurare anche con una crisi diplomatica con il Giappone senza precedenti dal Secondo dopoguerra, che ha ulteriormente aumentato le pressioni a individuare nuovi partenariati e opportunità per l’economia nazionale.

Il ministro degli Esteri della Corea del Sud, Kang Kyung-wha, ha posto grande enfasi all’importanza attribuita da Seul all’interlocuzione con il Sud-est asiatico, durante una conferenza stampa in apertura del summit di Busan: “La relazione 30ennale tra la Corea del Sud e l’Asean ha raggiunto un importante punto di transizione con la dichiarazione della New Southern Policy”, ha detto oggi Kang. “Questo summit sarà l’occasione di potenziare tale relazione a un livello ulteriore, guardando innanzi ai prossimi trent’anni”. A margine della prima giornata di lavoro, Moon ha organizzato incontri bilaterali con il primo ministro della Thailandia, Prayuth Chan-ocha, con il presidente indonesiano, Joko Widodo, e con quello delle Filippine, Rodrigo Duterte. I tre leader sono reduci da visite recenti in Corea del Sud, che hanno segnato l’avvio di una sorta di “shuttle diplomacy” con la Corea del Sud, incentrata all’individuazione di percorsi di sviluppo e cooperazione economica complementari.

In cima all’agenda del summit di Busan è figurata appunto la cooperazione in molteplici settori, a cominciare da quelli che traineranno la crescita economica globale nei prossimi decenni: le tecnologie per l’informazione e le comunicazioni (Ict), l’intelligenza artificiale, la robotica e l’elettronica. Seul e i paesi dell’Asean hanno concordato di istituire un organo consultivo a livello ministeriale per la cooperazione sostenibili nel settore delle smart cities. L’accordo verrà formalizzato a margine del summit, durante un incontro patrocinato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sudcoreano, e dal Comitato presidenziale per la New Southern Policy. Tramite il nuovo organo consultivo, la Corea del Sud e l’Asean puntano ad intensificare gli scambi di conoscenze e tecnologie legate allo sviluppo delle tecnologie per la gestione urbana. (Git)
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