MOZAMBICO
 
Mozambico: l'estensione "a tempo indeterminato" della tregua tra Frelimo e Renamo apre nuove prospettive per il paese
 
 
Maputo, 05 mag 2017 19:05 - (Agenzia Nova) - Lo spiraglio aperto all’inizio di quest’anno per una pacificazione del Mozambico sembra, nelle ultime ore, allargarsi e dare adito a nuove speranze. Ieri il leader del Movimento di resistenza nazionale (Renamo), Afonso Dhlakama, ha annunciato l’estensione “a tempo indefinito” della tregua con l’ala armata del Fronte di liberazione nazionale (Frelimo), il partito al potere nel paese dai tempi della guerra civile. “Non è la fine della guerra, ma è l'inizio della fine. Si tratta di una novità importante per il popolo del Mozambico”, ha commentato lo stesso Dhlakama. L’annuncio giunge nel giorno in cui scade la tregua che le parti avevano fissato a febbraio per sedare le tensioni nate all'indomani delle elezioni generali del 2014, quando l'opposizione contestò i risultati e rivendicò la vittoria in sei province andate al Frelimo. Già il mese scorso Dhlakama si era detto disposto a firmare una tregua “senza limiti di tempo”.

L'offerta di un’estensione, aveva detto Dhlakama nel corso di una teleconferenza ripresa dai media locali, sarebbe stata valida se il presidente Felipe Nyusi e il Frelimo avessero dimostreranno di voler accelerare i negoziati di pace in corso. Ed evidentemente la determinazione a mettere un punto fermo sulle recriminazioni tra le due parte ha avuto la meglio sulle preoccupazioni legate agli ultimi, sporadici episodi di violenza. Gli stessi che non meno di un anno fa sembravano poter trascinare il paese in una nuova guerra civile dopo quella combattuta, sempre da Frelimo e Renamo, tra il 1976 e il 1992 e conclusa da uno storico accordo di pace siglato a Roma.

In una conferenza stampa tenuta nell’area di Gorongosa, nella zona centrale del Mozambico, Dhlakama ha subito sottolineato che la tregua annunciata ieri “sarà diversa da quelle degli scorsi mesi”, dal momento che “sarà senza scadenza”. Il leader dell’opposizione è ancora rifugiato in un luogo segreto dopo essere sfuggito a una serie di attentati nel corso del 2015 e del 2016, ma ha confermato di essere in regolare contatto telefonico con il presidente Filipe Nyusi. L’estensione a tempo indeterminato della tregua, ha detto, è dovuta in particolare al ritiro delle truppe governative dal perimetro intorno alla stessa area di Gorongosa: nella zona erano state installate oltre 26 basi governative che il capo dello Stato ha promesso di sgomberare entro la fine di giugno.

Si tratta, per ora, di un semplice accordo verbale. Se dovesse tenere e tradursi in un nuovo e più stabile accordo di pace, l’intesa potrebbe tuttavia dare importanti benefici a entrambe le parti. Il presidente Nyusi, per esempio, vedrebbe rafforzata la propria posizione in vista del congresso del Frelimo in programma nel mese di settembre, quando cercherà di essere confermato come leader del primo partito del paese. Si tratta di una conferma nient’altro che scontata, dopo che l’anno scorso il Mozambico si è visto sospendere i finanziamenti del Fondo monetario internazionali (Fmi) dopo l’emersione di debiti non dichiarati per oltre un miliardo di dollari con i quali il governo si era segretamente esposto nei confronti di aziende di Stato.

Si è trattato, per dirla con le parole del quotidiano britannico “Financial Times”, di “uno dei più grandi casi di comunicazione inesatta di dati forniti da un governo al Fmi”, con quest’ultimo che ha sospeso di conseguenza l’erogazione di 155 milioni di dollari dei 286 previsti da un prestito di emergenza stabilito nell’ottobre precedente. Un caso spinoso che aveva fatto sollevare molte critiche nei confronti delle autorità di Maputo e che aveva creato un clima internazionale di sostanziale diffidenza nei confronti del governo. Ai problemi con gli istituti di credito internazionali, peraltro, si è andata sommando la crisi determinata dal crollo del prezzo delle materie prime, che ha parzialmente danneggiato i progressi compiuti dal paese negli ultimi anni sul fronte economico, determinati soprattutto dalle importanti scoperte di giacimenti di gas e petrolio.

Un’eventuale stabilizzazione del Mozambico potrebbe attrarre nel paese africano nuove aziende straniere e rilanciare gli investimenti di quelle già presenti nel paese, che negli ultimi mesi avevano fortemente lamentato il peggioramento delle condizioni di sicurezza, in particolare nelle regioni centrali del paese. Dal punto di vista di Dhlakama, inoltre, potrebbero aprirsi spiragli positivi in vista degli importanti appuntamenti politici del 2019. Il leader della Renamo vuole che le elezioni nazionali del 2019 includano il rinnovo dei governatori. In questo modo, Dhlakama rinuncia a rivendicare la vittoria nelle sei province oggi controllate dal Frelimo per avere migliori carte da giocare su un nuovo tavolo negoziale.

Sullo stesso tavolo, inoltre, saranno poste le questioni riguardanti la decentralizzazione dei poteri e il reintegro degli uomini della Renamo nel personale della polizia e dell’esercito. Questioni delicate sulle quali le trattative non saranno brevi. Nel frattempo, ha affermato lo stesso leader dell’opposizione, la tregua dovrebbe “rassicurare tutti i mozambicani, gli imprenditori, gli intellettuali e gli stranieri: il Mozambico ha un’altra immagine, un’immagine di pace e di tranquillità, quella di un paese che ha tutte le condizioni per gli investimenti”. Per arrivare a questo, tuttavia, bisognerà aspettare gli sviluppi delle prossime settimane. A partire da lunedì prossimo, quando le milizie della Renamo inizieranno ad abbandonare le posizioni sulle montagne di Gorongosa. (Res)
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