SIRIA
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Siria: inviato Onu Pedersen atteso a Roma, l'Italia vuole ruolo più centrale sul dossier (2)
 
 
Roma, 04 dic 2019 17:15 - (Agenzia Nova) - Malgrado da quel primo incontro siano passati poco più di due mesi, lo scenario in Siria pare oggi ben diverso. Il 9 ottobre scorso la Turchia ha avviato l’operazione militare “Fonte di pace” nel nord-est del paese con l’obiettivo di allontanare dalla sua frontiera i militanti curdo-siriani delle Unità di protezione popolari (Ypg) e di trasferire nella nuova “zona di sicurezza” parte dei 3,6 milioni di rifugiati che attualmente ospita sul proprio territorio. L’offensiva, a lungo minacciata, è stata arrestata da due accordi paralleli per il cessate il fuoco: il primo firmato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan con il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence il 17 ottobre; il secondo siglato dallo stesso Erdogan con l’omologo russo Vladimir Putin cinque giorni dopo. La Turchia ha ottenuto il ritiro delle Ypg a 30 chilometri dal confine, ha mantenuto il controllo di un’ampia area che va da Tall Abyad a Ras al Ayn, ha avviato con la Russia pattugliamenti congiunti in una zona che si estende per dieci chilometri dal suo confine e ha acconsentito che le forze governative siriane, assieme alla stessa polizia militare russa, controllino la restante fascia di 20 chilometri di ampiezza della “zona di sicurezza”. (segue) (Gmr)
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