IRAQ
 
Iraq: parlamento regionale Kurdistan riprenderà attività entro un mese
 
 
Baghdad, 08 mag 2017 16:15 - (Agenzia Nova) - Il parlamento della regione autonoma del Kurdistan iracheno riprenderà le sue attività entro un mese e l'atteso referendum sull'indipendenza dall'Iraq dovrebbe tenersi a settembre. Lo ha annunciato il vicepresidente del parlamento, Jaafar Ibrahim, citato dall'agenzia di stampa "Rudaw". Ibrahim ha spiegato che, dopo mesi di consultazioni, i partiti curdi hanno raggiunto un accordo sulla riapertura dei lavori parlamentari, interrotti nel 2015. "C'è una buona intesa sulla questione - ha aggiunto Ibrahim -. Penso che il parlamento sarà riaperto entro un mese". Ibrahim, che fa parte del Partito democratico del Kurdistan (Pdk, legato al presidente curdo Massoud Barzani), ha osservato che le trattative politiche non sono state facili, ma ora la situazione è positiva. "Non siamo mai stati così vicini ad una soluzione", ha sottolineato l'esponente del Pdk, ricordando che prima dell'interruzione dei lavori parlamentari nell'ottobre 2015, erano state poste le basi per la formazione di una commissione e di una legge sul referendum.

"La commissione ha pieni poteri per svolgere il suo lavoro - ha detto Ibrahim -. Un referendum è come le elezioni generali. La differenza è che tenere un referendum è più semplice. E questo perché non ci sono impedimenti legali. Tutti i cittadini curdi e anche quelli che vivono all'estero possono partecipare al voto". Nell'intervista a "Rudaw", il vicepresidente del parlamento turco ha segnalato però che con Baghdad le divergenze sul referendum permangono ed è impossibile, almeno per ora, raggiungere un accordo su eventuali "futuri confini" tra "i due paesi".

Nei giorni scorsi Mohammed Haji, consigliere di Barzani, aveva confermato che le autorità regionali stanno iniziando i preparativi per tenere il referendum sull'indipendenza e che il presidente ha già convocato i partiti politici per nominare i loro rappresentanti nella commissione incaricata di organizzare la consultazione popolare. L’Unione patriottica del Kurdistan (Puk), da parte sua, ha dato il proprio assenso alla nomina di un nuovo presidente del parlamento regionale così da consentire la ripresa dei lavori dell’assemblea. Fonti del Puk hanno riferito all’emittente curda “Nrt” che il consiglio direttivo del partito ha discusso della ripresa dei lavori parlamentari per l’indizione entro l’anno del referendum sull’indipendenza. “Vogliamo essere chiari – ha detto il vicesegretario del Puk, Kosrat Rasul – noi non possiamo fare niente senza la collaborazione del Partito democratico del Kurdistan”. In base ad un presunto accordo con il Pdk, l’attuale presidente del parlamento, Yousif Mohammed, appartenente al gruppo politico Gorran, dovrebbe essere sostituito da un collega di partito. Il Puk dovrebbe presentare la proposta al Gorran a breve.

Il Gorran (Movimento per il cambiamento), il secondo maggiore gruppo parlamentare nato da una scissione del Puk, ha posto come condizione per l'indizione del referendum la ripresa delle attività parlamentari. “La convocazione del referendum e l’indipendenza del Kurdistan sono principi fondanti del partito Gorran dalla sua formazione – ha spiegato recentemente il portavoce della formazione politica all’agenzia di stampa curda 'Rudaw'-. E’ una causa nazionale che però non dovrebbe essere discussa da due partiti politici. Dovrebbe essere invece dibattuta e votata in parlamento, la più alta istituzione nella regione”.

In realtà il Puk e il Pdk hanno emesso un comunicato congiunto in cui auspicano una ripresa dei lavori parlamentari, interrotti un anno e mezzo fa. Le delegazioni dei due gruppi politici, guidate dal presidente curdo Massoud Barzani e da Kosrat Rasul, del Puk, si sono incontrate per concordare le prossime iniziative necessarie per la convocazione della consultazione popolare. Il Pdk di Barzani sostiene che non sia necessario un mandato parlamentare per indire il referendum, mentre il Puk, insieme al partito Gorran, insistono da tempo sulla necessità di un voto dei deputati. Puk e Gorran hanno organizzato un incontro sul tema dell'indipendenza e hanno espresso il loro appoggio anche all'indizione del referendum in aree contese con il governo di Baghdad, come Kirkuk, chiedendo però che sia il parlamento a convocarlo.

Le delegazioni del Puk e del Pdk si sono già incontrate quattro volte nel 2017. Lo scorso 11 aprile, i due partiti hanno deciso di formare una commissione formata dai delegati di sette formazioni politiche, cinque partiti curdi e due esponenti delle minoranze turcomanna e cristiana per preparare il referendum. Per ora però la commissione non è stata ancora istituita a causa della posizione assunta dal Gorran, le cui divergenze con il Pdk un anno e mezzo fa hanno portato ad un'interruzione dei lavori parlamentari. Nell'ottobre 2015 il presidente del parlamento curdo Mohammed Sadiq è stato minacciato da una milizia considerata vicina al Pdk e non è più tornato a Erbil. (Irb)
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