IMMIGRAZIONE
 
Immigrazione: ministro greco Mouzalas dopo incontro con Minniti, Atene e Roma valutano proposta per Conferenza paesi di primo arrivo
 
 
Roma, 12 gen 2017 19:26 - (Agenzia Nova) - Italia e Grecia concordano su molti punti di una strategia condivisa per gestire i flussi migratori e stanno valutando l’idea di organizzare una Conferenza di tutti i paesi esposti in prima linea nell’emergenza. E’ quanto affermato oggi dal ministro per le Politiche migratorie di Atene, Yoannis Mouzalas, che ha parlato ai giornalisti all’ambasciata greca a Roma dopo l’incontro con il ministro dell’Interno italiano Marco Minniti. Questa conferenza - ha precisato Mouzalas - potrebbe essere proposta nel corso del prossimo Consiglio Ue della presidenza maltese in programma a La Valletta e potrebbe coinvolgere oltre a Grecia e Italia anche Malta, Spagna, Cipro e Bulgaria. Il ministro Mouzalas ha parlato di un colloquio cordiale avuto oggi con Minniti, che si inserisce sulla scia dell’ottima collaborazione avviata già con l’ex ministro dell’Interno Angelino Alfano in relazione ai problemi condivisi tra Grecia e Italia per quanto l’emergenza migratoria nel Mediterraneo e nell’Egeo.

A parere del ministro greco, nonostante le difficoltà nella sua concreta attuazione, la dichiarazione Ue-Turchia sull’immigrazione "deve continuare". Dall'altra parte Mouzalas ha riferito di aver parlato con Minniti anche della situazione in Libia, sottolineando come sia un paese su cui "siamo d’accordo che si troverà un' intesa per far diminuire il flusso in arrivo in Italia"; in particolare Mouzalas ha evidenziato che il ministro Minniti preme per trovare presto un accordo bilaterale tra Italia e Libia. Dopo l’accordo tra Ue e Turchia – ha proseguito il ministro greco – è vero che il peso maggiore dell’emergenza si è riversato sull’Italia, ma la Grecia sta pagando ancora un peso molto grande anche in considerazione della recente crisi economica.

In ogni caso, la situazione nella Grecia continentale è sotto controllo ma “abbiamo un grande problema con le isole”, ha detto il ministro spiegando anche che - a causa della grande ondata di freddo - Atene ha dovuto inviare una nave per accogliere i migranti dell'isola di Lesbo che tuttavia temono questo sia un modo per rimandarli in Turchia. "L’Europa non ha mantenuto la sua promessa politica”, ha sottolineato poi Mouzalas in riferimento al piano dei ricollocamenti Ue: Italia e Grecia per quest’anno avevano 180 mila ricollocamenti previsti ma fino ad ora da tutti e due i paesi sono stati meno di 15 mila, dalla Greca circa 5.500; anche per questo Atene ha siglato un piano d’azione con l’Ue in base al quale dovrebbero essere resi possibili da gennaio 2000 ricollocamenti al mese.

“Sarebbe paradossale”, ha detto Mouzalas che venisse ripristinato l’accordo di Dublino senza prevedere al contempo un reale piano di ricollocamenti Ue in quanto non è possibile che tutto il peso sia addossato al paese di primo ingresso dei migranti e non è possibile che i ricollocamenti possano avvenire solamente sul piano bilaterale. Secondo l’attuale proposta della Commissione Ue – ha spiegato Mouzalas- l’accordo di Dublino potrebbe essere derogato solamente nel caso in cui un paese raggiunga il 150 per cento delle proprie capacità di accoglienza. “Ma questo è impossibile e inaccettabile”, ha dichiarato il ministro ellenico secondo cui anche su questo c’è stata piena sintonia con Minniti. “C’è bisogno di un alleanza” dei paesi maggiormente esposti ai flussi per contrastare quella che è un’alleanza tra i paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, V4) e l’Austria, ha affermato Mouzalas.

La Grecia sostiene la posizione dell’Italia sul Migration Compact a livello Ue – ha dichiarato Mouzalas -, precisando tuttavia come per ora questo accordo sia stato siglato solamente con i paesi dell’Africa e questo è un aiuto per l’Italia, mentre la Grecia ha problemi con i migranti provenienti da Afghanistan e Pakistan e quindi sostiene che tali "Compact" siano estesi dall’Ue anche ai paesi dell’Asia. Secondo il rappresentante del governo di Atene, Italia e Grecia condividono anche la responsabilità per la sicurezza dell’Europa ma non per questo devono essere accusate per presunte falle dato che anche i recenti episodi dimostrano che i controlli in questi due paesi non hanno da invidiare e “siamo molto rigidi sulle questioni della sicurezza”. "Serve un responsabilità condivisa a livello Ue" e non è ammissibile che Italia e Grecia servano come "un deposito" per i migranti in Europa, ha concluso Mouzalas. (Pav)
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