INDONESIA
 
Indonesia: Usa revocano divieto ingresso a Prabowo Subianto dopo nomina a ministro Difesa
 
 
Giacarta, 30 ott 2019 05:55 - (Agenzia Nova) - Prabowo Subianto, ex generale indonesiano rimosso dalle forze armate per violazioni dei diritti umani e insubordinazione, potrà entrare negli Stati Uniti, da dove era stato bandito, a seguito della sua nomina a ministro della Difesa. Sufmi Dasco Ahmad, vicepresidente del partito Gerindra, di cui Subianto è leader, ha dichiarato che questi ha incontrato funzionari di diversi paesi stranieri, inclusi gli Stati Uniti. “Durante gli incontri, (i rappresentanti dei paesi stranieri) hanno esteso inviti a recarsi in visita (ai rispettivi paesi)”, ha spiegato il funzionario di partito. Dasco ha precisato che non è ancora chiaro quando Subianto potrà accettare gli inviti, dati gli impegni e gli obblighi insiti nel suo nuovo ruolo istituzionale. La decisione di Widodo di nominare ministro il suo ex rivale alle elezioni generali dello scorso aprile ha suscitato stupore e polemiche nel paese. Durante la sua carriera nelle Forze armate, Subianto è stato coinvolto in violazioni dei diritti umani, incluso il sequestro e la sparizione di 13 attivisti democratici tra il 1997 e il 1998.

Il presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, ha presentato al paese la scorsa settimana la sua nuova squadra di governo, due giorni dopo il formale inizio del suo secondo mandato presidenziale. Le personalità chiamate a gestire gli affari pubblici denotano una volontà di compromesso in un contesto di crescente incertezza economica. Il nuovo gabinetto include esponenti di forze politiche esterne alla maggioranza e figure tecniche, come il cofondatore della società di trasporti on demand Gojek. “Questo è un Gabinetto per il progresso. D’ora innanzi ci concentreremo sullo sviluppo delle risorse umane, la creazione di posti di lavoro e le opportunità per le piccole e medie imprese”, ha dichiarato Widodo.

Il presidente indonesiano ha riconfermato figure di primo piano del precedente esecutivo, a cominciare da Sri Mulyani Indrawati – già ministro delle Finanze sotto il presidente Susilo Banbang Yudhoyono – e Luhut Pandjaitan, un ex ufficiale delle Forze armate. Oltre un terzo dei ministri erano membri del precedente gabinetto, e i politici rappresentano circa il 40 per cento della nuova squadra di governo. Sri Mulyani, cui viene riconosciuto il merito di aver stabilizzato le finanze pubbliche, manterrà il ruolo di ministro delle Finanze, mentre Luhut – il funzionario più vicino al presidente – è stato riconfermato ministro coordinatore per gli Affari marittimi, e gli è stata affidata anche la supervisione degli investimenti nel paese. Nadiem Makarim, cofondatore di Gojek, è stato nominato ministro dell’Istruzione e degli affari culturali.

Il presidente ha rivolto un ammonimento ai nuovi ministri: “Anzitutto, non vi invischiate nella corruzione. Partecipate invece alla creazione di un sistema che prevenga qualunque opportunità corruttiva”, ha detto Widodo. “Lavorate velocemente, duramente e in maniera produttiva. Non fatevi intrappolare in monotone routine”, ha aggiunto il capo dello Stato, avvertendo che ciascuno dei 34 membri del gabinetto potrebbe essere sostituito nel corso del mandato quinquennale, in caso di prestazioni insoddisfacenti.

Widodo, ha formalmente intrapreso il suo secondo mandato di capo dello Stato lunedì, 21 ottobre, tramite la cerimonia di insediamento svoltasi presso la sede del parlamento a Giacarta. Widodo ha prestato giuramento assieme al suo vice, Ma’ruf Amin, e alla presenza dei capi del governo di Malesia, Singapore e Australia. La Cina ha invitato all’evento il vicepresidente Wang Qishan. Al centro del discorso tenuto da Widodo in occasione della cerimonia è figurata l’economia: il presidente ha dichiarato di voler lavorare verso l’obiettivo a lungo termine di fare dell’Indonesia la quanta economia mondiale entro il 2045. Il presidente ha citato la necessità di lavorare sul fronte delle riforme, specie per quanto riguarda la produttività del lavoro e lo sviluppo delle risorse umane. Il presidente ha annunciato la nomina del suo nuovo gabinetto di governo nella giornata di oggi.

L’enfasi posta dal presidente sull’economia e la deregolamentazione giunge in risposta a segnali di rallentamento dell’economia, specie dopo un incontro a porte chiuse con funzionari della Banca mondiale tenuto il mese scorso. Le prospettive dell’economia indonesiana sono progressivamente peggiorate negli scorsi mesi: la Banca mondiale prevede che quest’anno la crescita potrebbe contrarsi sino al 5 per cento, e al 4,9 per cento l’anno prossimo, anche a causa della bassa produttività e del rallentamento delle assunzioni. Il rallentamento della crescita aumenta le pressioni sulla classe politica ad accelerare il processo di riforma, anziché affidarsi unicamente alle esportazioni di materie prime.

Dall’elezione di Widodo, nel 2014, la crescita economica dell’Indonesia si è aggirata attorno al 5 per cento, un livello che gli economisti reputano il minimo indispensabile a garantire la prosecuzione degli investimenti e l’interesse per il vasto mercato di consumo interno di quel paese. Un rallentamento della crescita sotto il 5 per cento annuo costringerebbe però le aziende straniere a rivedere la traiettoria dei loro investimenti in Indonesia. Per il momento, il presidente Widodo esibisce sicurezza: per il prossimo anno, ha fissato l’obiettivo di crescita economica al 5,3 per cento. E promesso una serie di riforme tese ad attrarre capitale straniero e sostenere la crescita delle industrie esportatrici. Widodo ha anche promesso di creare nuovi posti di lavoro per accelerare lo sviluppo delle risorse umane nazionali, e di aumentare le esportazioni per ridurre il deficit di partite correnti indonesiano. Ad oggi Widodo non è riuscito ad attirare investimenti esteri quanto sperato, e l’economia resta dipendente dalle esportazioni delle materie prime. (Fim)
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