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Migranti: Del Re, maturazione politica e sociale per accogliere modello corridoi umanitari
 
 
Bruxelles , 10 dic 2019 20:07 - (Agenzia Nova) - In questo momento c'è la maturazione politica e sociale per accogliere in Europa il modello dei corridoi umanitari. Lo ha detto il vice ministro agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale, Emanuela Del Re, a margine dei lavori della conferenza "European Humanitarian Corridors - a way forward" (Corridoi umanitari europei, una via da seguire). Secondo Del Re, il sistema dei corridoi umanitari "porta" sicurezza "perché abbiamo già verificato che questo è un modello assolutamente vincente, un modello che mette sicurezza e protezione in un connubio perfetto". Il modello dei corridoi umanitari, "che è sviluppato in Italia e che poi è stato copiato e replicato da altri paesi europei", si basa sull'idea di identificare "persone veramente vulnerabili", fare in modo "che possano poi viaggiare in sicurezza verso l'Italia, arrivare e avere un progetto di vita già pronto", permettendo loro, quindi, di "integrarsi, riuscendo a sostenersi autonomamente dal punto di vista economico, ma anche facendo parte della nostra società", ha detto la Del Re.

"E' un progetto che ha dato prova di essere davvero vincente. Noi abbiamo già portato 2.500 persone in questo modo, speriamo di portarne altre. Devo dire, tra l'altro, che l'elemento che lo rende ancora più virtuoso è il fatto che partecipano tutti a questo processo: le istituzioni, per esempio il mnistero degll'Interno e il ministero degli Esteri che naturalmente prestano la loro opera per la questione dei visti, per l'identificazione e tutto il resto, ma poi soprattutto le associazioni della società civile. In questo caso si tratta di Sant'Egidio, della Federazione delle Chiese Valdesi e della Conferenza Episcopale Italiana. Tutte religiose che però dimostrano che, non solo in termini religiosi si direbbe un modello ecumenico, ma anche che è un modello che non fa discriminazioni, non distingue per le persone per la loro etnia e nemmeno per la loro fede religiosa, ma le considera tutte secondo lo stesso criterio della vulnerabilità che è un fatto estremamente importante", ha continuato la Del Re.

"Questo è altrettanto interessante come modello perché promuove il concetto di private sponsorship, cioè il fatto che i cittadini si fanno promotori di una cittadinanza nuova. Per esempio il fatto che ci siano italiani che accolgono le persone che arrivano attraverso i corridoi umanitari dimostra che la gente ha la volontà di partecipare al sociale, che non ne vuole stare fuori, anzi ne vuole essere protagonista", ha aggiunto il vice ministro spiegando anche che "questo è un modello che si propone anche a costo zero per lo Stato". Per questo, secondo Del Re, si tratta di "un modello creativo, importante, che tende a proporre una risoluzione per una questione spesso narrata come gravissima, come una invasione eccetera, che, invece, deve essere affrontata con modelli sani che portino veramente delle storie positive e delle buone pratiche, cosa che effettivamente i corridoi umanitari fanno". Quindi, "oggi siamo qui a decidere tutti insieme ancora una volta insieme, anche con le organizzazioni internazionali come l'Unhcr, cosa fare per farlo diventare un modello europeo perché l'Europa è ancora il punto di riferimento valoriale nel mondo per tante cose, soprattutto per la democrazia, e di conseguenza è chiaro che abbiamo una responsabilità e questa responsabilità ce la vogliamo prendere tutta", ha proseguito.

Rispondendo a chi le ha chiesto se la proposta potrà fare parte della politica della nuova Commissione europea della presidente Ursula von der Leyen, "in realtà potrebbe diventarlo", ha detto Del Re. "Ursula von der Leyen ha parlato di confini europei più umani, quindi diciamo che il terreno per ragionare su come affrontare questo tema dal punto di vista europeo è assolutamente fertile. E' chiaro che bisogna lavorare, nel senso che si devono risolvere delle questioni tecniche, ad esempio come far coniugare questo modello con le normative interne paesi, ma anche trovare un gruppo di paesi, già ce ne sono diversi, che dimostrino una volontà di realizzare questo modello", ha spiegato. "Diffondendo la notizia e cercando di coinvolgere tutti, io credo che, in questo momento, ci sia una maturazione politica e sociale per poterlo accogliere", ha concluso. (Beb)
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