NIGERIA
 
Nigeria: Ong minacciano mobilitazione nazionale per chiedere rilascio attivista Sowore
 
 
Abuja, 09 dic 2019 17:10 - (Agenzia Nova) - Una rete di organizzazioni della società civile nigeriane ha chiesto al governo di Abuja di rilasciare entro 14 giorni l'attivista Omoyele Sowore, minacciando altrimenti di mobilitare un'ampia manifestazione a livello nazionale. In una conferenza stampa tenuta oggi nella capitale nigeriana, le Ong Amnesty International, Eie, il Centro per la democrazia e lo sviluppo o il Fronte popolare alternativo hanno strutturato la richiesta da indirizzare al governo del presidente Muhammadu Buhari, contestando che dopo la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Lagos in favore del rilascio di Sowore l'attivista sia stato nuovamente incarcerato dalla forze di sicurezza nigeriane (Dss). “Chiediamo al presidente Muhammadu Buhari di dimostrare la propria responsabilità in qualità di capo dello Stato e di rivolgersi alla nazione ribadendo il suo impegno per la difesa dello stato di diritto e dei diritti umani", ha dichiarato il coordinatore della Ong Eie, Yemi Adamolekun, chiedendo inoltre il rilascio di "tutte le persone detenute illegalmente dai servizi segreti" nigeriani.

Le Ong hanno ribadito la necessità che il governo rispetti le sentenze della Giustizia e hanno chiesto che venga aperta un'indagine sugli ufficiali che hanno violato il protocollo nell'ennesimo arresto di Sowore. Per l'attivista politico Deji Adeyanju l'azione di massa è ora "inevitabile", dal momento che per la prima volta nella storia della Nigeria un capo dello Stato ha ignorato la sentenza di un tribunale. "Perfino (il dittatore Sani) Abacha", al potere in Nigeria dal 1993 al 1998, "ha obbedito agli ordini del tribunale, in questo paese ogni dittatore lo ha fatto", ha detto l'attivista, ricordando che l'episodio di Sowore ricorda in parte il caso dell'imam Ibrahim Zakzaky, leader del Movimento islamico nigeriano (Imn), rilasciato ad agosto scorso dopo oltre tre anni di detenzione nonostante a suo favore fosse stata emessa una sentenza di liberazione. "Quando (Buhari) ha disobbedito all'ordine del tribunale su Zakzaky siamo rimasti tutti in silenzio. (...) Ora l'azione di massa è inevitabile se il governo rifiuta di soddisfare le richieste. L'ultimatum inizia oggi", ha aggiunto l'attivista.

L'attivista e oppositore nigeriano Omoyele Sowere è stato nuovamente arrestato venerdì scorso, dopo che le autorità lo avevano rilasciato nelle ore precedenti su ordine della Corte d'appello di Lagos. Lo riferisce il quotidiano "Sahara Reporters", di cui Sowore è editore, che ha pubblicato sul suo sito e sui social diversi video a prova dei fatti. In un primo video Sowore appare nuovamente nell'aula del tribunale di Lagos, dov'è stato oggi nuovamente convocato e dove le forze di sicurezza (Dss) sono intervenute per arrestarlo. Dopo aver ribadito alle Dss il suo diritto alla libertà, come sentenziato nelle ultime ore dai giudici della Corte d'appello, Sowore appare in un secondo momento a terra, travolto dai tafferugli scoppiati tra le forze di sicurezza ed i suoi sostenitori. In un secondo video, uomini armati identificati dal quotidiano come agenti delle Dss sembrano inseguire fuori dall'aula un giudice della Corte, imponendo l'arresto di Sowore. Un ultimo video rilanciato su Twitter mostra l'operazione che nella notte avrebbe portato le Dss ad intervenire nella residenza in cui Sowore si trovava, e a portar via con la forza l'attivista.

Sowore era detenuto dallo scorso agosto con l'accusa di aver organizzato proteste a livello nazionale contro il governo per la cattiva governance, la corruzione e l'insicurezza. Giovedì scorso l’Alta corte di Lagos aveva ordinato il rilascio “entro 24 ore” dell'oppositore, che è stato anche candidato alle elezioni generali dello scorso febbraio. La corte aveva inoltre imposto all'accusa di pagare una multa di circa 248 euro per non aver fornito i documenti richiesti dal tribunale in tempo utile. Non è la prima volta che l'Alta corte si pronuncia in favore del rilascio dell'oppositore: i giudici ne avevano già sentenziato il rilascio lo scorso 24 settembre, una sentenza rimasta inascoltata. (Res)
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