PENISOLA COREANA
 
Penisola coreana: Kim Jong-un è il primo leader nordcoreano ad attraversare il confine tra le due Coree
 
 
Seul, 27 apr 2018 03:05 - (Agenzia Nova) - Kim Jong-un ha attraversato questa mattina la linea che delimita il confine demilitarizzato tra le due Coree, divenendo così il primo leader nordcoreano della storia a calcare il suolo della Corea del Sud per prendere parte allo storico summit intercoreano di oggi. Vestito di un abito nero in stile Mao, Kim ha sfoggiato un sorriso e stretto calorosamente la mano all presidente sudcoreano, Moon Jae-in, prima di attraversare il confine tra i due paesi, accompagnato tra gli altri dalla sorella, Kim Yo-jong, che aveva già visitato la Corea del Sud in occasione delle Olimpiadi invernali dello scorso febbraio. Prima di proseguire verso la sede deputata al summit – la vicina “Casa della pace”, presso il villaggio neutrale di Panmunjom – Kim ha esortato Moon a compiere a sua volta un passo in territorio nordcoreano, ed ha poi passato in rassegna una parata storica tenuta in suo onore dalla Corea del Sud.

Durante il summit di oggi, Moon e Kim affronteranno una lunga serie di questioni, a partire ovviamente dall’archiviazione del programma nucleare nordcoreano. Lo scorso settembre Pyongyang ha effettuato il suo sesto test nucleare, il più potente di sempre, utilizzando un ordigno di potenza otto volte superiore a quello di Hiroshima. Da allora la crisi nella Penisola coreana si è gradualmente intensificata, sino all’improvvisa apertura diplomatica di Pyongyang, all’inizio di quest’anno. I leader delle due Coree discuteranno degli scambi tra persone, dei meccanismi di edificazione della fiducia tra le rispettive Forze armate, e anche dell’eventualità di un trattato di pace che ponga formalmente fine al conflitto del 1950-1953. Durante l’incontro, trasmesso in parte in diretta televisiva, i due leader pianteranno anche un albero di pino lungo la linea di demarcazione tra i due paesi. L’incontro tra i leader delle due Coree sarà il terzo nel suo genere dopo quelli del 2000 e del 2007, e il primo in territorio sudcoreano.

Le due Coree hanno attivato venerdì la prima linea di comunicazione telefonica diretta tra i leader dei due paesi, una misura senza precedenti che precede di una settimana il cruciale summit inter-coreano del prossimo 27 aprile. L’ufficio di presidenza sudcoreano ha annunciato di aver effettuato con successo un test della nuova linea di comunicazione, che collega direttamente la Casa Blu – sede della presidenza sudcoreana – e la Commissione per gli Affari di Stato di Pyongyang. I leader dei due paesi – Moon Jae-in e Kim Jong-un – hanno intrattenuto una breve conversazione telefonica diretta prima del faccia a faccia di oggi sul lato sudcoreano della cittadina di confine di Panmunjom. La linea telefonica, hanno spiegato funzionari della presidenza di Seul, rimarrà attiva dopo il summit, e servirà ad agevolare il dialogo e ridurre le incomprensioni nell’eventualità di tensioni tra i due paesi.

Seul e Pyongyang hanno concordato la scorsa settimana di trasmettere in diretta televisiva i momenti cruciali dell'odierno summit inter-coreano. Lo ha annunciato l’ufficio della presidenza sudcoreana, a margine dei colloqui di lavoro tenuti da delegazioni dei due paesi a metà della scorsa settimana. Stando a uno dei membri della delegazione sudcoreana, Kwun Hyuk-ki, i governi dei due paesi hanno raggiunto un’intesa totale in merito alle modalità della copertura mediatica dell’evento e delle misure di protezione dei due leader. “(Le due Coree) hanno concordato di trasmettere in diretta gli eventi cruciali dei colloqui inter-coreani, partendo dalla stretta di mano (tra i due leader)”, ha spiegato il funzionario sudcoreano.

I vertici della sicurezza di Corea del Sud e Stati Uniti hanno tenuto discussioni in merito alla definizione di un quadro durevole per la pace nella Penisola coreana, che rimpiazzi l’armistizio in vigore dal 1953, quando si è conclusa la Guerra di corea. Il capo del Consiglio di sicurezza nazionale sudcoreano, Chung Eui-yong, ha riferito giovedì di aver incontrato la sua controparte statunitense, John Bolton, la scorsa settimana a Washington, per esplorare possibili soluzioni tese a garantire la pace nella Penisola coreana. “Abbiamo discusso approfonditamente un’ampia serie di questioni, come la fine delle ostilità nella Penisola, la definizione di un quadro durevole per la pace, come rassicurare la Corea del Nord e garantirle un futuro radioso se farà la decisione giusta” rinunciando definitivamente alle ambizioni nucleari, ha spiegato Chung nel corso di una conferenza stampa.

Nei giorni scorsi, però, il presidente sudcoreano ha precisato che la firma di un trattato di pace tra le due Coree avverrà solamente con il consenso degli Stati Uniti. Durante una conversazione telefonica di circa 40 minuti con il premier giapponese, Shinzo Abe, Moon ha anche ribadito la determinazione di Seul a mantenere uno stretto coordinamento con gli Stati Uniti e il Giappone nel contesto delle trattative con Pyongyang, specie in vista del summit inter-coreano di oggi. Stando a una nota della presidenza sudcoreana, durante il colloquio Abe ha ribadito che il Giappone potrebbe intraprendere a sua volta un dialogo diretto con la Corea del Nord, nel caso i summit inter-coreano e Usa-Corea del Nord producano risultati incoraggianti.

“Il successo del summit inter-coreano condurrà non soltanto al successo del successivo sammit Usa-Corea del Nord, ma contribuirà anche alla normalizzazione delle relazioni tra Giappone e Corea del Nord, fornendo un’occasione di risolvere definitivamente le questioni aperte tra i due paesi”, ha dichiarato il presidente sudcoreano, citato dal portavoce Kim Eui-Kyeom. Stando al funzionario, Moon ha anche chiesto ad Abe la sua posizione in merito all’eventualità di un confronto diretto tra Tokyo e Pyongyang. Il premier giapponese ha dichiarato che il successo dei prossimi summit “significherebbe la risoluzione delle questioni relative ai programmi nucleare e balistico e ai rapimenti di Stato. In tal caso, le questioni aperte tra Giappone e Corea del Sud verrebbero archiviate, e sarebbe possibile conseguire la normalizzazione delle relazioni”. (Git)
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