LIBANO
 
Libano: Conferenza Parigi IV, aiuti economici superiori alle aspettative
 
 
Parigi , 06 apr 2018 18:13 - (Agenzia Nova) - Un appuntamento internazionale per sostenere economicamente il Libano e che si è rivelato più fruttuoso di quanto previsto. Questo il risultato della Conferenza economica per lo sviluppo attraverso le riforme e le imprese (Cedre) che si è tenuta oggi a Parigi, durante la quale la comunità internazionale ha mobilitato oltre 11 miliardi di euro. Una cifra nettamente superiore rispetto a quella prevista da Beirut, che puntava a una somma compresa tra i 6 e i 7 miliardi. All'appuntamento hanno partecipato circa 40 paesi insieme a rappresentanti di organizzazioni internazionali e della società civile. La delegazione giunta da Beirut è stata guidata dal premier libanese Saad Hariri. "Grazie per aver investito nella stabilità politica economica e sociale del Libano", ha scritto il primo ministro in un tweet al termine dell'evento.

Per l'Italia era presente il sottosegretario agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale, Vincenzo Amendola, che ha annunciato la finalizzazione di due linee di credito per il valore complessivo di 120 milioni di euro destinate al Libano. Amendola ha spiegato nel suo intervento che la somma permetterà di finanziare importanti interventi infrastrutturali, con un effetto "moltiplicatore", ossia con ricadute positive per l'economia libanese. Della cifra annunciata, poi, 4 miliardi verranno stanziati dalla Banca mondiale mentre l'Arabia saudita parteciperà con un miliardo di dollari. "Si tratta del rinnovamento di una linea di credito già esistente ma che non era mai stata utilizzata", ha affermato a margine della conferenza il consigliere di Hariri, Nadim Mounla, commentando l'impegno di Riad, sul quale alla vigilia della conferenza pendeva un'incognita. L'Unione europea ha promesso 150 milioni, mentre Parigi erogherà 400 milioni di euro in prestiti concessionali e 150 milioni di euro in doni. Tra gli altri paesi che hanno destinato un significativo aiuto vi è il Qatar, che ha promesso circa mezzo miliardo di dollari.

Macron ha definito "questa giornata di lavoro fruttuosa", sottolineando che "grazie a questa mobilitazione e allo spirito di responsabilità" delle autorità libanesi "la situazione oggi è più favorevole". "Il Libano è un paese che è stato profondamente marcato dalle ferite di tutte a regione", ha detto il titolare dell'Eliseo, ricordando che il governo ha dato prova di "generosità" accogliendo circa un milione di rifugiati siriani. In questi ultimi anni il paese è stato destabilizzato da una serie di crisi politiche che hanno contribuito a renderlo il terzo paese più indebitato al mondo. Ai temi economici affrontati oggi si sono aggiunti quelli riguardanti la sicurezza, con l'ondata di rifugiati provocata dallo scoppio del conflitto in Siria. Temi che erano stati evocati già nella mattinata da Hariri in occasione del discorso di apertura.

Il primo ministro ha sottolineato che le sfide del suo paese sono state "accentuate dalla guerra siriana" e che adesso "il rilancio del Libano deve iniziare". Per il ministro degli Affari esteri di Parigi, Jean-Yves Le Drian, Beirut "ha bisogno di investimenti importanti". Parole confermate anche dal ministro francese dell'Economia, Bruno le Maire. "Non siamo più in una logica di doni ma in una logica di investimenti", ha dichiarato il titolare di Bercy, secondo il quale il processo di stabilizzazione del Libano adotterà da oggi "una strategia completamente differente". La conferenza di oggi è stato il secondo appuntamento europeo a sostegno del Libano. Lo scorso 15 marzo la Farnesina ha organizzato la Conferenza Roma 2 per aiutare le forze armate de paese, mentre i 24 e il 25 aprile a Bruxelles si terrà un incontro dedicato ai rifugiati palestinesi e siriani. (Res)
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