ALBANIA
 
Albania: riforma giudiziaria, nessun risultato neache dopo incontro fra Meta e Basha
 
 
Tirana, 13 giu 2016 09:04 - (Agenzia Nova) - Nessuna risultato su un probabile accordo per l’approvazione della rifroma giudiziaria nemmeno dall’incontro fra il presidente del parlamento ilir Meta ed il leder dell’opposizione di centrodestra Lulzim Basha. A differenza però dei precedenti negoziati fra Basha ed il premier di centrosinistra Edi Rama, questa volta le parti hanno evitato di pronunciare il termine “colloqui falliti” premendo peroò sul fatto che la via del consenso non andrebbe chiusa. “A mio parere l’incontro ha avuto il suo valore. Non è stato un dialogo formale, ma un tentativo per cercare le probabili soluzioni”, ha dichiarato Basha in una separata conferenza stampa al termine dei colloqui con Meta. Il presidente dell’Assemblea nazionale ha puntato principalmente sulle procedure parlamentari da rispettare per le modifiche costituzionali legate alla riforma.

“Il mio obiettivo è sempre stato un processo aperto, trasparente, consensuale e che garantisce lo standard di questa riforma, ed anche quest’incontro ha avuto come scopo proprio questo”, ha dichirato Meta, senza precisare però di concreto il suo ruolo per il raggiungimento del consenso. “Io farò di tutto nelle ore e nei giorni che seguiranno per garantire che il processo abbia successo”, ha soiegato Meta, precisando che nei colloqui con Basha, non avrebbe discusso del suo contenuto. Ed infatti, la maggioranza di centrosinistra e l’opposizione sono divise solo su un aspetto della riforma, quello che riguarda la formula del voto sulle nomine di alcuni membri delle istituzioni giudiziarie da parte del parlamento. Lunedi scorso Rama e Basha non sono riusciti a trovare una soluzione di compromesso per superare l’impasse.

La maggioranza si è detta disposta a una variante della nomina con i due terzi dei seggi. Mentre l'opposizione invece insiste sulla variante dei "posti riservati", secondo la quale le nomine debbano avvenire in base ad una selezione puramente politica, designando alcune all'opposizione e le altre alla maggioranza. Il premier ha fermamente respinto "la formula dei posti riservati", ma si è detto comunque "aperto a negoziare con l'opposizione. La riforma passerà con o senza il centrodestra, a qualsiasi costo", ha detto Rama rivolgendosi ai deputati del centrodestra giovedì scorso, annunciando l’intenzione di fare avviare le procedure per la sua approvazione in aula. La mossa di Rama sembra piuttosto una sfida di forza. Per l’approvazione del disegno della riforma, che modifica alcune decine di articoli della costituzione, serve una maggioranza assoluta dei due terzi dei seggi, e cioé l’inevitabile consenso dell’opposizione.

A parere di Basha invece, “ogni atto unilaterale dell’invio in parlamento di un pacchetto non concardato con l’opposizione trovera’ il garantito fallimento. Ed ogni fallimento per l’approvazione del pacchetto in aula, vorebbe dire rinviare la riforma”, ha sottolineato Basha. La pressione internazionale per l’approvazione della riforma rimane comunque alta. In una breve dichiarazione rilasciata all'emittente televisiva albanese "Abc News", il commissario Ue per le Politiche di vicinato ed i negoziati di adesione Johannes Hahn ha nuovamente dichiarato che "la riforma giudiziaria dovrebbe essere approvata in aula entro il mese di giugno, altrimenti tutta la prospettiva europea del paese sarà rinviata. Spero che gli albanesi capiscano che serve un accordo", ha affermato Hahn.

L'ambasciata degli Stati Uniti a Tirana, coinvolta insieme alla delegazione della Commissione europea durante l'intero processo della riforma, si sono dette deluse per il fallito compromesso fra maggioranza ed opposizione. La sede diplomatica statunitense pero’ e’ stata abbastanza esplicita quando ha sottolineato che "il governo ha dimostrato flessibilità mentre l'opposizione non ha fatto lo stesso". Secondo Rama, la dichiarazione dell’ambasciata Usa "rende ben chiaro chi sia a favore della riforma e chi no. Ma a noi non interessa questa vittoria politica, bensì una vittoria comune, nostra e vostra, che andrebbe incoronata come una vittoria dell'Albania il prossimo autunno con l'avvio dei negoziati di adesione con l'Unione europea", ha sottolineato il premier, rivolgendosi all’opposizione. (Alt)
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